L’ultimo Picasso: l’energia della stagione finale del grande artista in una mostra a Stoccolma

Volti e corpi reinventati con energia pura rivelano un Picasso lontano dagli stereotipi della vecchiaia. Una mostra al Moderna Museet esplora questo ultimo capitolo, intenso e sorprendente

Nell’ultima fase della sua vita, tra gli ottanta e i novant’anni, Pablo Picasso lavora senza sosta. La pittura è istintiva, intensa, le forme sono libere e animate da forti contrasti. Siamo nel decennio tra il 1963 e il 1973, un’epoca in cui gli altri artisti si rivolgono all’astrazione e al concettuale: Picasso invece insiste sulla pittura figurativa e torna spesso su temi già affrontati, senza nostalgia. Volti e scene riemergono dal passato con una nuova forza, diventano segni essenziali, quasi infantili, sostenuti però da una conoscenza profonda della forma. Nel suo ritiro di Mougins, nel sud della Francia, dipinge giorno e notte, dominato da un fervore vulcanico e da una velocità bruciante. Le pennellate sono larghe, i corpi semplificati, il colore irregolare. Non cerca perfezione ma una autonomia piena, un completo abbandono a impulsi opposti e irrisolti.

Pablo Picasso, Femme à l’oiseau/Woman with Bird, April 7 1971 (I). Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso. © Succession Picasso/Bildupphovsrätt 2025. Photo: Marc Domage © FABA
Pablo Picasso, Femme à l’oiseau/Woman with Bird, April 7 1971 (I). Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso. © Succession Picasso/Bildupphovsrätt 2025. Photo Marc Domage © FABA

Il presunto declino di Picasso era solo un malinteso

Molti critici dell’epoca ritennero che avesse perso il suo “tocco”, che fosse diventato vecchio e, di conseguenza, sciatto. In realtà, Picasso aveva solo capito che la rifinitura è un limite e che l’energia è più importante del decoro. Dipingeva un quadro al giorno, a volte di più, come se ogni tela fosse un respiro rubato alla morte. Tutto questo furore creativo confluisce in una pittura che non ha più bisogno di dimostrare nulla, quella di un artista che non cerca più la gloria ma cerca, piuttosto, il tempo. Se prima Picasso era un costruttore di sistemi, ora lavora sulla materia come un poeta, una materia che si fa sporca, rapida, brutale. Ed è proprio questa onestà senza difese che renderà l’ultimo Picasso decisivo per l’arte contemporanea.

Pablo Picasso, Homme et femme nus/Naked Man and Woman, October 25 1965. Private Collection. © Succession Picasso/ Bildupphovsrätt 2025. Photo My Matson/Moderna Museet
Pablo Picasso, Homme et femme nus/Naked Man and Woman, October 25 1965. Private Collection. © Succession Picasso/ Bildupphovsrätt 2025. Photo My Matson/Moderna Museet

In esposizione a Stoccolma corpi e volti reinventati

La mostra Late Picasso ospitata fino al 5 aprile 2026 al Moderna Museet di Stoccolma esplora, attraverso cinquanta tele e trenta opere su carta, proprio questa stagione finale, portando alla luce la libertà e la densità di un lavoro che anticipa il Neo-Espressionismo e che infatti fu riabilitato e compreso negli Anni Ottanta del Novecento, dai pittori più giovani, che seppero coglierne la forza. Mentre la critica continuava a parlare di declino, artisti come Georg Baselitz trovarono nelle ultime tele di Picasso la legittimazione per una figura umana che non chiedeva più di essere decifrata ma solo di occupare lo spazio con la propria verità materiale; oppure, come per Jean-Michel Basquiat, la furia esecutiva e il segno nervoso dei dipinti di Picasso rappresentarono la dimostrazione che l’arte poteva restare fedele all’impulso originario e fissare l’istinto sulla tela prima che il controllo ne spegnesse il calore. Osservando le opere in esposizione si percepisce immediatamente il senso di urgenza che trasforma ognuna di esse in un campo di battaglia visivo. Dipinti come Nu assis dans un fauteuil, les bras levés (I) (8 Giugno 1963), o Nu couché (9 Ottobre 1967) o ancora Femme à l’oiseau (7 Aprile 1971) mostrano corpi che si espandono oltre i confini della tela. Non c’è più spazio per la grazia accademica. La carne è semplificata, deformata, a volte grottesca, in una celebrazione della vitalità fisica che sfida la fragilità della vecchiaia. Il nudo diventa un territorio di energia pura, dove il colore è steso con un impeto che rende l’immagine quasi pulsante.

Pablo Picasso, Déjeuner sur l'herbe/Luncheon on the Grass, 1962. Moderna Museet. © Succession Picasso/Bildupphovsrätt 2025. Photo Åsa Lundén/Moderna Museet
Pablo Picasso, Déjeuner sur l’herbe/Luncheon on the Grass, 1962. Moderna Museet. © Succession Picasso/Bildupphovsrätt 2025. Photo Åsa Lundén/Moderna Museet

Lo sguardo intenso e le ispirazioni dei ritratti finali di Picasso

In altre tele come Homme à la pipe (22 Novembre 1970) o nelle teste maschili con cappello ricompaiono figure che sembrano uscite dal Seicento spagnolo, dai ritratti di Rembrandt e Velázquez o dalla letteratura del Siglo de Oro. In questi anni, infatti, Picasso vive nel passato tanto quanto nel presente. Queste figure barocche sono suoi alter ego, maschere dietro cui l’artista si nasconde. Il suo è un dialogo con la storia dell’arte in cui non si limita a citare i maestri ma li divora e li reinventa. I personaggi che crea, che spesso hanno sguardi fissi e penetranti, sono proiezioni di sé stesso, un modo per esorcizzare la solitudine del ritiro nella villa-eremo di Notre Dame de Vie popolando il suo atelier di fantasmi eroici. Con i loro occhi enormi e asimmetrici sembrano scrutare lo spettatore con un’intensità quasi insopportabile. È lo sguardo di chi sa che il tempo sta per scadere. E i volti non sono più ritratti di persone specifiche ma sono testimonianze ostinate della presenza umana. Ogni segno è come un’affermazione: “Io sono qui, io creo ancora”.

Nicoletta Rita Speltra

Late Picasso
22 novembre 2025 – 5 aprile 2026
Moderna Museet
Exercisplan 4, Stoccolma

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Nicoletta Rita Speltra

Nicoletta Rita Speltra

Dopo la maturità classica, si è laureata in Architettura e ha approfondito la sua formazione nel campo della conservazione del patrimonio storico e paesaggistico, specializzandosi nella tutela e nel recupero del verde storico attraverso attività di studio organizzate dal Comitato…

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