A Firenze 7 artisti riflettono su natura e artificio

Dopo il focus sulla produzione artistica femminile, proposto nel 2021 alla Strozzina, il progetto finale del Master Curatorial Practice di IED Firenze supera il formato della mostra canonica. Con un composito programma pubblico e rivelando le potenzialità della scuola come spazio espositivo

Ci si addentra in un itinerario scandito dalle grandi tele ricamate di Processo Formale Vivente, l’opera commissionata a Claudia Losi dalla Sharjah Biennal 2008, per accedere a Eco-esistenze: forme del naturale e dell’artificiale. Allestita in una serie di ambienti della sede di IED Firenze, a due passi dalla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la mostra curata dalla classe 2021/2022 del Master Curatorial Practice è una collettiva che rivendica ripetutamente la propria essenza di esperienza plurale, condivisa, perfino pubblica. Non solo perché riunendo le opere di sette artisti del nostro tempo – insieme alla già citata Losi, partecipano Leone Contini, Simone Donati, Elena Mazzi, Eléna Nemkova, Caterina Sbrana e Nicola Toffolini –, si qualifica come un progetto espositivo polifonico, aperto alla convivenza fra più media. A un anno da Alter Eva. Natura Potere Corpo, andata in scena alla Strozzina, Eco-esistenze propone infatti un superamento di formato; prova inoltre a ridefinire il concetto di fruizione e di fruitore, così da raggiungere altri territori e potenziali pubblici alternativi.

Mostra Eco-esistenze, IED Firenze. Photo Federica Fioravanti

Mostra Eco-esistenze, IED Firenze. Photo Federica Fioravanti

LA MOSTRA ECO-ESISTENZE A FIRENZE

Coordinata da Daria Filardo (IED) e da Martino Margheri (Fondazione Palazzo Strozzi), la mostra si introduce negli spazi normalmente destinati alla formazione degli studenti IED, rivelando la capacità della sede stessa di accogliere operazioni di questa natura. In parallelo propaga la propria eco oltre quei metri quadrati, finendo per conquistare una pluralità di luoghi – centrali e periferici – della città di Firenze. Ci riesce attraverso un ambizioso e composito programma pubblico, al quale ciascun artista ha aderito con un progetto dedicato, che si estende nel tempo oltre l’effettiva data di chiusura. Non solo esposizione da visitare “dal – al”, Eco-esistenze potrebbe dunque essere interpretata come un dispositivo comunicativo, attivo anche in questo stesso momento. Tale condizione giustifica l’assenza del catalogo contestualmente all’apertura. Il volume, infatti, costituisce un pilastro del progetto complessivo e potrà essere stampato (in collaborazione con Kunstverein Publishing di Milano) solo al termine delle tante attività del public program.

Eléna Nemkova, Eco-esistenze, IED, Firenze. Photo Federica Fioravanti

Eléna Nemkova, Eco-esistenze, IED, Firenze. Photo Federica Fioravanti

NATURA E ARTIFICIO DENTRO E FUORI IED FIRENZE

Nell’ambito dell’indagine sulle relazioni tra gli spazi naturali e artificiali, dai contorni spesso più sfumati e inclini all’ibridazione (anche per effetto dell’ascesa della tecnologia), ogni artista della collettiva ha aderito con una o più opere e, appunto, con un’iniziativa “sul campo”. Posti frontalmente a Processo Formale Vivente, i lavori con cui Caterina Sbrana prende parte a Eco-esistenze offrono, probabilmente, una delle letture più affascinanti del tema curatoriale di quest’anno. In particolare, nelle due tele denominate Mappa Geomorfologica, l’artista ricorre a capsule di papaveri, raccolti durante la stagione di fioritura, per tratteggiare la mappatura di un “terzo paesaggio urbano”. Una modalità di intervento, da lei sperimentata fin dal 2008, legata alla sua ricerca sulle “geografie alternative” delle città, delle quali sono protagoniste aree residuali, marginali, incolte. Un filone di analisi che nel programma di iniziative complementare alla mostra si è tradotto nell’occasione per l’incontro Hic sunt leones con Annalisa Metta: l’architetta del paesaggio è una fra le voci più attente a registrare, anche con le sue pubblicazioni, le metamorfosi in corso fra spazio pubblico, singoli e comunità.
Con modalità analoghe sono stati quindi concepiti la performance-lecture, focalizzata sul periodo della più grave estinzione di massa, di Eléna Nemkova con lo scienziato Claudio Garbelli, i due workshop (per adolescenti il primo, per adulti il secondo) condotti da Simone Donati ed Elena Mazzi, il picnic rituale di Leone Contini in un laghetto artificiale lungo l’Arno, la camminata con letture guidata da Claudia Losi e dal botanico e scrittore Antonio Perazzi e il confronto interno al gruppo di lettura-discussione coordinato Nicola Toffolini su testi di P. Blom e C. Flyn. Esperienze, dentro e fuori IED Firenze, capaci di estendere il potenziale di analisi di Eco-esistenze: forme del naturale e dell’artificiale, contribuendo ad abbattere barriere fra pubblico e artisti del nostro tempo.

Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Render". Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito…

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