Etel Adnan

Informazioni Evento

Luogo
FONDAZIONE NICOLA DEL ROSCIO - LA FONDAZIONE
Via Francesco Crispi 18 , Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Da lunedì a venerdì: 11.00 – 17.30
Chiuso: sabato - domenica
Ingresso libero

Vernissage
25/09/2026

ore 18

Artisti
Etel Adnan
Uffici stampa
PAOLA C. MANFREDI STUDIO
Generi
arte contemporanea, personale

In occasione della pubblicazione per la prima volta in italiano di quattro importanti saggi di Etel Adnan (Beirut, 1925 – Parigi, 2021), la Fondazione Nicola Del Roscio presenta a Roma una mostra dedicata a una delle figure più originali e cosmopolite della cultura contemporanea.

Comunicato stampa

In occasione della pubblicazione per la prima volta in italiano di quattro importanti saggi di Etel Adnan (Beirut, 1925 – Parigi, 2021), la Fondazione Nicola Del Roscio presenta a Roma una mostra dedicata a una delle figure più originali e cosmopolite della cultura contemporanea. Poetessa, scrittrice, saggista e artista visiva, Adnan ha attraversato nel corso della sua lunga vita lingue, culture e discipline diverse, costruendo un'opera in cui scrittura e immagine sono profondamente intrecciate.

La mostra nasce dunque in stretta relazione con il progetto editoriale realizzato dalla Fondazione Nicola Del Roscio in collaborazione con Skirà, che porta per la prima volta in lingua italiana quattro testi fondamentali della sua produzione letteraria: Il prezzo dell'amore che non vogliamo pagare; Memorie di una giovinezza: diventare scrittrice in Libano; Presagio e Cronache dal tramonto dell'Impero Ottomano, selezionati da Jonas Storsve, curatore della mostra, in collaborazione con Simone Fattal. L’uscita della monografia di Skira è prevista per ottobre 2026.

La mostra celebra Etel Adnan innanzitutto come scrittrice, attraverso la presentazione di un numero significativo delle sue pubblicazioni. Adnan parlava cinque lingue – arabo, turco, greco, inglese e francese – e scriveva sia in inglese sia in francese. La sua produzione letteraria, incentrata su tematiche politiche e civili, ha attraversato così culture e geografie diverse, raggiungendo un pubblico internazionale attraverso traduzioni in numerose lingue, dal giapponese al greco, passando per lo svedese e il danese. In mostra è presentato un numero significativo delle sue pubblicazioni, a testimonianza della centralità della scrittura nella sua ricerca.

Accanto alla scrittura, la mostra presenta Adnan nella sua attività di pittrice, con una selezione di circa sessanta acquerelli e disegni su carta, oltre ad alcuni leporelli e a un arazzo monumentale.
Le opere provengono dal lascito dell’artista e, per la maggior parte, non sono mai state esposte. Realizzate a partire dagli anni Sessanta, testimoniano la forte personalità creativa di Adnan e rivelano la figura di una colorista unica nel suo genere.
Questa doppia maestria, letteraria e pittorica, la accomuna ad alcune grandi figure della cultura francese, come George Sand, Victor Hugo, Henri Michaux e Roland Barthes, che, come Adnan, eccellevano in entrambi i campi.

Nata a Beirut da madre greca originaria di Smirne e da padre di Damasco, Assaf Kadri Bey, ufficiale dello Stato Maggiore dell’Impero ottomano e governatore militare di Smirne, Adnan studiò alla Sorbona di Parigi, all’Università di Berkeley e successivamente ad Harvard, negli Stati Uniti. Dal 1958 al 1972 insegnò filosofia all’Università domenicana di San Rafael, in California.

Problemi di salute la riportarono in Libano nel 1972, dove incontrò l’artista Simone Fattal, sua compagna per quasi cinquant’anni. Successivamente le due tornarono in California, dove nel 1982 Fattal fondò la casa editrice Post-Apollo Press, con l’obiettivo di pubblicare, tra gli altri, gli scritti di Adnan. All’inizio degli anni Duemila si stabilirono a Parigi.

Sebbene Adnan si dedicasse alla pittura, su tela e su carta, fin dagli anni Sessanta, si dovette attendere Documenta(13), nel 2012, perché fosse riconosciuta come la grande artista visiva che era. Le sue opere figurano oggi in numerose collezioni pubbliche, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Mathaf di Doha, il MoMA di New York e la Tate Gallery di Londra.

La selezione dei quattro saggi è stata curata da Jonas Storsve, che è anche curatore della mostra, in amichevole collaborazione con Simone Fattal.

Un gentile ringraziamento anche a Galerie Lelong.