Nedda Guidi – Memoria Lineare
Un importante tributo all’artista umbra, con un’ampia selezione di opere realizzate tra gli anni Sessanta e Ottanta.
Comunicato stampa
Scaramouche gallery è lieta di presentare l’esposizione Nedda Guidi. Memoria Lineare, un importante tributo all’artista umbra, con un’ampia selezione di opere realizzate tra gli anni Sessanta e Ottanta.
Le opere, alcune delle quali recentemente esposte alla LX Biennale di Venezia 2024 sia nel Padiglione Centrale che al Forte Marghera, saranno provenienti da varie collezioni private, tra cui alcune lombarde, a testimonianza del fervore intellettuale e collezionistico dell’artista e del suo legame con la città meneghina, che ospitò nel 1977 alla Galleria Arte Centro, uno splendido allestimento delle sue opere più concettuali.
La figura di Nedda Guidi (1927-2015) è un vero unicum nel panorama internazionale della scultura e della ceramica, il medium da lei prediletto e dominato per oltre sessant’anni e di cui è considerata un’indiscussa maestra.
La Guidi fonde la sapienza di un mezzo antico come la ceramica, spesso ed erroneamente considerato minore, con un linguaggio internazionale e una visione contemporanea sospesa tra ratio ed intellectus, le sue complesse opere viaggiano libere tra le definizioni di arte concettuale e d’arte analitica.
Il fascino e l’eleganza delle sue sculture-oggetto sono intrise di storia e di significati sovrapposti, un’instancabile viaggiatrice e divoratrice di culture diverse, una mente vivace assetata di cultura, di un sapere universale che ritroviamo - dopo un’attenta e a volte non semplice lettura - in tutte le sue opere.
Una donna colta, apparentemente dura, capace però di affascinare personalità come Enrico Crispolti, Filiberto Menna, Carla Accardi e Bice Lazzari, François Morellet, Antonio Dias, Philippe Daverio, Simonetta Lux e molti altri.
L’unicità della sua ricerca è stata appena discussa al centro di una conferenza all’École du Louvre a Parigi, condotta da Bénédicte Duvernay, co-direttrice del Musée de Beux Artes di Tourcoing.
Sarà dunque questa mostra milanese a introdurre alle celebrazioni del 2027, anno in cui ricorrerà il centenario della nascita dell’artista. Un importante programma internazionale vedrà la sua opera protagonista al MIC di Faenza, alla Fondazione Mimosa’s House di Londra e in un importante museo Italiano di cui presto potremo dare notizia ufficiale.
Un percorso che si annuncia come un’occasione preziosa per riscoprire una figura singolare sorprendentemente attuale.
Biografia:
Nedda Guidi nasce a Gubbio (PG) nel 1927.
Con le prime esperienze nelle manifatture ceramiche di Gualdo Tadino troverà nella scultura il mezzo principale con cui esprimersi per oltre 60 anni.
Laureata in filosofia all'Università di Urbino, grande studiosa e letterata proseguirà per tutta la vita la sua indagine sull’uomo e sull’arte come sua manifestazione/testimonianza.
Trasferitasi a Roma nei primi anni '50, affronta forme plastiche tridimensionali ricche di spessi smalti, per arrivare, grazie alle continue sperimentazioni, all’analisi bidimensionale della superficie su cui giocano forze fisiche che plasmano la materia, come i Fogli, sottilissime lastre di terracotta con smaltature improbabili che n nascondono la vera materia; la fragile terracotta è mascherata in un’energica e sinuosa massa di materia (1960-1965).
I Fogli, incanteranno Filiberto Menna che fu il curatore della sua prima esposizione personale alla Galleria Numero di Roma nel 1964.
Esaurita l'esperienza bidimensionale torna alla volumetria delle tre dimensioni (1965-66), iniziando così il lungo e vario percorso della scultura modulare, forme geometriche ripetute in schemi organizzati, che ripetuti o combinati tra loro creano l’opera, la sintassi dell’oggetto. Nelle opere degli anni ‘60 dominano smaltature piene e decise, dai neri alluminati ai rossi cupi e blu-copiativi. Nella metà degli anni '70 il modulo va man mano semplificandosi e con lui il rivestimento ceramico che andrà a scomparire lasciando la terracotta “nuda” e libera, gli impasti vengono colorati naturalmente con l’alchimia degli ossidi che ne recupera, scoprendola, l’origine della materia.
È del 1976 la sua prima antologica alla Biennale della Scultura di Gubbio, curata dall’amico Enrico Crispolti, mostra che il critico romano riproporrà nuovamente nel 2016 ad un anno dalla scomparsa dell’artista. Nedda Guidi ha esposto in Corea, Giappone, Turchia, Stati Uniti, Taiwan, Australia, Germania, Repubblica Ceca, incluse numerose esposizioni nazionali tra cui: il Premio Termoli, 1963; i Maestri della Ceramica di Faenza, 1986; Museo della Ceramica, Montelupo Fiorentino 2013; Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, 2015; Biennale di Venezia, 2024, e ancora Spoleto, Alessandria, Savona, Milano, Bologna tra le tante altre; insignita del titolo di Accademica d’Onore dall’Accademia di Belle Arti di Perugia, è stata membro e presidente di commissione di numerosi concorsi internazionali.
Nedda Guidi muore a Roma nel 2015 all’età di 88 anni.