In Campania l’artista Giovanni Gaggia trasforma un’antica botte in un’opera sonora: il video
Nel borgo di Castelpoto, in provincia di Benevento, l’artista marchigiano ha realizzato un’opera permanente che intreccia memoria, ascolto e identità di comunità. Il video
Un’antica botte recuperata dal Castello Ducale nel borgo di Castelpoto (in provincia di Benevento) è restituita alla comunità sotto forma di opera d’arte. Così potremmo descrivere In Tondo nello Spazio, l’installazione permanente realizzata nell’ambito del progetto S(t)uoni Art Residency – Eventi d’arte e cultura da Giovanni Gaggia (Pergola, 1977). Restaurata e interamente ridipinta d’oro, la botte trova posto nel borgo campano in Piazza Garibaldi, su un basamento in cemento armato, lungo la direttrice che dalla scuola conduce verso la città vecchia. Un’opera che mette in relazione il nucleo contemporaneo e quello antico di Castelpoto e che, attraverso un dispositivo sonoro, trasforma lo spazio pubblico in un luogo di ascolto della comunità.
Castelpoto: il borgo antico dell’Appennino campano
Situato nell’Appennino campano e vicino a Benevento, il borgo ha origini antiche, anche se non è possibile stabilirne con certezza la datazione. Diverse sono le interpretazioni sull’origine del nome: una delle ipotesi lo riconduce a Potone, duca longobardo e nipote del principe Radelchi di Benevento; altre lo fanno derivare dall’espressione latina Castrum Potens o lo collegano alla famiglia Puoti. La posizione dominante sui tracciati della Via Latina e dell’Appia, insieme alla presenza di sorgenti e di aree pianeggianti, lascia ipotizzare una frequentazione molto antica del territorio, dove sono stati rinvenuti resti e iscrizioni di epoca romana.
L’installazione sonora dell’artista Giovanni Gaggia per il borgo di Castelpoto
Il titolo In Tondo nello Spazio prende spunto da In viaggio, brano contenuto nell’album Ko de Mondo dei CSI – Consorzio Suonatori Indipendenti, e in particolare dal verso “Girano i sufi in tondo nello spazio”. Il riferimento è alla dimensione mistica e spirituale del sufismo, alla ricerca di una profonda connessione con il divino attraverso la musica, la recitazione e la danza. Nel lavoro di Gaggia, il movimento circolare evocato dal titolo diventa così una chiave per riflettere sulla relazione tra individuo, comunità e territorio. Ma è soprattutto il suono a rendere concreta questa relazione: dal tramonto all’alba, infatti, quando il paese tace, il dispositivo integrato nella scultura diffonde le voci di chi ancora abita l’antico borgo. L’oro diventa allora una sorta di elemento sospeso nel tempo, mentre la notte trasforma la botte in un reliquiario sonoro, capace di raccogliere e restituire la voce di una comunità.
“In Tondo Nello Spazio” a Castelpoto: un’opera da ascoltare
L’opera è concepita per essere ascoltata quasi di nascosto, avvicinandosi alla struttura e “origliando” al suo interno, mentre il pubblico è invitato a muoversi intorno alla cosiddetta casa armonica. Alle parole degli abitanti di Castelpoto si intrecciano quelle di Maria Lai, attraverso il richiamo alla sua prima grande opera relazionale, Legarsi alla montagna. L’audio si conclude con un’inversione della celebre affermazione dell’artista: non più Ulassai a essere il mondo, ma Castelpoto.
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