A ottobre 2026 riaprono al pubblico gli archivi fotografici di tutta Italia. Gratis

A metà ottobre torna“Archivi aperti”, durante il quale gli archivi fotografici pubblici e privati di 11 regioni aprono le proprie collezioni tra visite guidate, incontri tematici e laboratori didattici

Torna per la sua XII edizione la manifestazione dedicata alla valorizzazione del patrimonio fotografico italiano, che celebra la fotografia come strumento capace di rappresentare e plasmare la società: è Archivi Aperti. In occasione dei dieci anni dalla nascita dell’associazione promotrice, Rete Fotografia, la manifestazione sarà dedicata quest’anno al ruolo delle immagini nella costruzione dell’identità di una nazione, un territorio, una comunità o un’impresa.

Ghitta Carell, Maria José del Belgio, 1938 ©Fototeca Gilardi.
Ghitta Carell, Maria José del Belgio, 1938 © Fototeca Gilardi

A ottobre torna in tutta Italia la XII edizione di Archivi aperti

L’edizione 2026 si svolgerà nella terza settimana di ottobre e sarà inaugurata venerdì 16 ottobre alle 14.30 da un convegno al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano che riunirà studiosi, archivisti, fotografi e professionisti del settore. Dal 17 al 25 ottobre 2026, archivi fotografici pubblici e privati apriranno eccezionalmente le proprie collezioni al pubblico, proponendo visite guidate, incontri tematici e laboratori didattici, molti dei quali inediti e pensati appositamente per le scuole.

Marina Alessi ritratto Claudio Bisio e Vanessa Incontrada -Zelig Cirgus 2004
Marina Alessi, Ritratto di Claudio Bisio e Vanessa Incontrada – Zelig Circus 2004

I nuovi partecipanti all’edizione 2026 di Archivi aperti

Gli appuntamenti si terranno in 11 regioni italiane, con molte nuove adesioni: si aggiungono due archivi di Palermo e numerosi nuovi enti, tra cui la Fototeca e Biblioteca di Fotografia del Kunsthistorisches Institut in Florenz, l’Archivio Storico del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, il Fondo Fotografico Michele Ficarelli dell’Archivio di Stato di Bari, la Collezione ARFA di Mantova, Archivio Paese di Tolfa, e importanti archivi di autori e fotografi, come quelli di Sandro Scalia, Ezio Ferreri, Giuseppe Pino, Marina Alessi, Aldo Agnelli e Piermarco Menini. La manifestazione si allarga anche oltre i confini dell’Italia, con l’adesione del Museo Nazionale Marubi di Fotografia di Scutari, in Albania.

Piermarco Menini, Takeshi Kitano 2002 ©Archivio Piermarco Menini
Piermarco Menini, Takeshi Kitano 2002 ©Archivio Piermarco Menini

Gli appuntamenti più interessanti dell’edizione 2026 di Archivi aperti

La conservazione, valorizzazione e apertura degli archivi fotografici permette di rileggere criticamente il passato e di affiancare alle narrazioni ufficiali nuovi punti di vista. Ecco l’importanza di proposte come quella milanese della Fondazione Triennale che, insieme al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, rilegge la grande Mostra dell’Aeronautica Italiana del 1934 come strumento di costruzione dell’identità nazionale durante il regime fascista, o del percorso della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo, dedicato alla costruzione dell’identità femminile tra educazione e lavoro. Il rapporto tra fotografia e identità sociale emerge invece nelle immagini di Alfonso Modonesi, conservate dal Museo della Fotografia Sestini di Bergamo, e nei reportage di Ando Gilardi, che raccontano il lavoro, la vita quotidiana e le trasformazioni dell’Italia del Novecento.

EzioFerreri Palermo, Quartiere Capo, 1993
Ezio Ferreri, Palermo, Quartiere Capo, 1993

Le collaborazioni tra grandi enti italiani per la XII edizione di Archivi aperti e i nuovi partecipanti

Come già avvenuto con successo nella passata edizione, numerosi archivi collaboreranno inoltre a progetti condivisi, come la Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena, che in collaborazione con la Fondazione Alinari per la Fotografia di Firenze presenta un approfondimento sui ritratti fotografici dell’Egitto ottocentesco realizzati dai Fratelli Zangaki, offrendo una riflessione su come la fotografia abbia contribuito a costruire l’identità culturale di un territorio e di una nazione attraverso lo sguardo occidentale. Sempre a Milano, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e l’Archivio Storico ATM intrecciano fotografie e documenti dedicati al tram Carrelli, icona del paesaggio urbano milanese, mostrando come le immagini abbiano contribuito a costruire l’immaginario urbano e l’identità della città.

XII edizione di Archivi Aperti. Identità riflesse: la società attraverso la fotografia
Dal 16 al 25 ottobre 2026
Sedi varie
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti su prenotazione
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Redazione

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