Al Metropolitan di New York è comparso un raro dipinto di Leonardo da Vinci: è la Madonna dei Fusi

Il piccolo quadro con Maria e Gesù Bambino è un'insolita apparizione leonardesca in Nord America: si tratta di un prestito del miliardario e collezionista Ken Griffin

C’è un raro dipinto di Leonardo da Vinci al Metropolitan Museum of Art di New York: non lo sanno in molti, perché il museo non l’ha detto a nessuno. A onor del vero, sarebbe anche facile non notarlo a una prima occhiata: grande appena 50 x 36 centimetri, è appeso nella galleria 609, al secondo piano del dipartimento di pittura europea, incastrato a mezza parete tra due grandi dipinti di Francesco Francia e Andrea Solario. È una Madonna, ma insolita: il Bambinello gioca con un oggetto che lascia presagire la sua fine.

Il prestito di Griffin al Met di New York

È la Madonna dei Fusi, datata tra il 1501 e il 1505 e attribuita al maestro e al suo studio. Non si vedeva da un po’: esposto nel 2000 al Palazzo del Comune di Arezzo, nel 2011 all’Art Institute of Chicago e nel 2019 al Louvre (in occasione della grande mostra per il 500° anniversario della morte di Leonardo), questo prezioso dipinto è un prestito a lungo termine dalla collezione del miliardario, gestore di fondi speculativi e collezionista Kenneth C. Griffin. Un’opera preziosa a livello intrinseco, certo, ma accresciuta nella sua rarità dal fatto che di opere di Leonardo, nelle Americhe, ne passano pochissime: l’unica permanente in tutto il continente è la Ginevra de’ Benci conservata alla National Gallery of Art di Washington, comprata nel 1967 per almeno 5 milioni di dollari (circa 50 milioni attuali) da Francesco Giuseppe II, principe del Liechtenstein.

La Madonna dei Fusi di Leonardo da Vinci
La Madonna dei Fusi di Leonardo da Vinci

Una Madonna diversa dal solito

Anche nota come Madonna di Lansdowne – essendo appartenuta un tempo alla Marchesa di Lansdowne, nella cui collezione fu registrato per la prima volta nel XIX Secolo -, la Madonna dei Fusi ha come soggetto un Cristo bambino seduto sulle rocce accanto alla Vergine. Tiene in mano un aspo, un bastone con due assicelle incrociate perpendicolarmente per avvolgervi le matasse di lana filata: non è difficile intuirvi una prefigurazione della crocifissione. Innovando il genere, Leonardo diede al giovane soggetto una inaspettata serenità, sottintendendone l’accettazione del sacrificio futuro, e alla madre un movimento tra la sorpresa e la protettività. Il dipinto, che si ritiene sia almeno in parte opera di Leonardo per via dei disegni preparatori, diventerà presto ampiamente conosciuto e apprezzato in Italia e nel resto d’Europa.

Breve storia della Madonna dei Fusi

Come attestato da una lettera del 1501 di Fra Pietro da Novellara (capo dei Carmelitani a Firenze) a Isabella d’Este, il quadro era stato commissionato da Florimond Robertet, il segretario di Stato del re di Francia Luigi XII. Ne esiste peraltro un’altra versione, oggi esposta alle National Galleries of Scotland: è la stessa che nel 2003 venne rubata dal castello di Drumlanrig (residenza del suo proprietario, il duca di Buccleuch) da due “finti turisti” prima di essere recuperata quattro anni più tardi.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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