A Roma sta nascendo un nuovo grande museo a pochi metri dal Colosseo e dall’Arco di Costantino
Abbandonato dal 1939 a pochi metri dal Colosseo, lo storico Antiquarium Comunale del Celio sta finalmente rinascendo. Il cantiere è ormai in fase avanzata: siamo andati a vedere cosa sta succedendo e soprattutto cosa diventerà questo enorme edificio dimenticato nel cuore di Roma. Le foto
Ma cos’è quel massiccio edificio che si staglia sulla destra lasciandosi alle spalle il Circo Massimo e procedendo verso il Colosseo e l’Arco di Costantino? Ebbene sì, a Roma sta nascendo un nuovo grande spazio culturale proprio nel bel mezzo della zona archeologica urbana più celebre al mondo. Dopo aver beneficiato di una significativa riqualificazione di Via di San Gregorio (con nuovi arredi urbani e un’ampia corsia ciclabile), della rinascita della Casina del Salvi, diventata un luogo molto frequentato anche da studenti, e dell’apertura del Museo della Forma Urbis e del Parco Archeologico del Celio, questa area centralissima della Capitale vedrà tra non molto l’apertura di un nuovo complesso museale: l’Antiquarium Comunale.
La storia dell’Antiquarium Comunale del Celio chiuso dal 1939
Parlare di nuovo spazio culturale è corretto e improprio allo stesso tempo. Infatti questo è in realtà lo storico Antiquarium Comunale del Celio, realizzato tra il 1885 e il 1890 su progetto di Costantino Sneider (su chiare indicazioni del super archeologo dell’epoca Rodolfo Lanciani) per conservare reperti, statue e ritrovamenti. Un edificio che però ha avuto una storia decisamente accidentata: dopo essere stato trasformato nel 1929 nell’Antiquarium Comunale vero e proprio, con un nuovo allestimento curato da Antonio Muñoz, il fabbricato venne ulteriormente ampliato negli anni successivi. Proprio nel 1939, quando questi lavori erano stati completati, gli scavi per la metropolitana di Roma provocarono significativi problemi strutturali che ne determinarono l’inagibilità e poi l’abbandono. Lo stabile cadde in disuso e venne definitivamente chiuso nel dicembre del 1939. Tutta la storia l’abbiamo diffusamente raccontata tre anni fa in questo ampio articolo di Thomas Villa.
Il cantiere PNRR per recuperare l’Antiquarium del Celio
Malgrado fosse nel bel mezzo del Parco del Celio, questo stabile è rimasto un relitto per decenni, divorato dall’incuria e dalle piante infestanti nella zona più pregiata della città per quasi novant’anni. Per fortuna il PNRR ha permesso al Comune di Roma di trovare le risorse per una rigenerazione radicale. In queste settimane i lavori sono in pieno svolgimento, con carichi sospesi, carpenteria metallica a completare la sagoma della struttura, grandi travi d’acciaio e vetrate in cristallo. Si sono demolite le parti irrecuperabili, si è tolta la vegetazione infestante, si sono ricostruite le parti della struttura mancanti e restaurate quelle d’epoca.
Parliamo di un progetto finanziato inizialmente per 16 milioni che poi sono diventati effettivamente 10. “La conclusione è prevista per il 31 agosto”, ci rispondono dalla Sovrintendenza Capitolina, “e poi si inizieranno a progettare gli interni”.
Come sarà il nuovo Antiquarium Comunale di Roma
Che prevedono cosa? L’intervento è pensato per recuperare la funzione originaria, ovvero proprio quella di Antiquarium, di deposito ed esposizione di reperti antichi e ritrovamenti. Qui tornerà visibile anche parte dell’enorme patrimonio di reperti provenienti dalle trasformazioni e dagli scavi della Roma postunitaria, rimasto per decenni nei depositi. Si lavorerà poi a connettere il tutto con la città. Il piano terra sarà caratterizzato da sei sale espositive, quella centrale più ampia chiusa con una vetrata a tutta altezza che già si percepisce chiaramente dalla strada e che era elemento riconoscibile anche del progetto originario. Ci saranno poi anche degli spazi per i servizi al piano superiore. Non è molto chiaro (ne del tutto condivisibile) il perché non si sia fatto un concorso internazionale di architettura per la progettazione del nuovo Antiquarium. Va bene i tempi contingentati del PNRR ma come si fa a intervenire in un contesto simile senza coinvolgere un grande architetto?
Le nuove sale espositive dell’Antiquarium del Celio
Il recupero dell’edificio permetterà in ogni caso di ampliare l’offerta culturale della zona con nuovi spazi espositivi e nuove opportunità informative per il pubblico, utili per meglio comprendere il patrimonio archeologico di questo settore della città. Un progetto che acquista ancora più senso grazie alla connessione con gli adiacenti spazi espositivi del Parco Archeologico del Celio e con il Museo della Forma Urbis, aperto nel 2024.
Un nuovo distretto culturale e archeologico sul Celio a Roma
Quell’angolo del Celio, dopo i progetti dei primi Anni Duemila (quando qui si ipotizzava la nascita di un veltroniano Museo Archeologico per Bambini), era rimasto incredibilmente trasandato pur essendo letteralmente di fronte al Colosseo, ovvero al monumento più visitato d’Italia. Le cose qui sembrano dunque decisamente cambiare in meglio con la costituzione di un vero distretto culturale su uno dei Sette Colli della città.
Massimiliano Tonelli
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