Favignana sperimenta l’effetto Odissea con il boom del turismo. Come reagirà l’isola scelta da Nolan per diventare l’Itaca di Ulisse?

Tra il castello aragonese di Santa Caterina e le spiagge dell’isola, la produzione del kolossal americano ha girato molte scene dell’Odissea secondo Nolan. E nei prossimi tre anni Favignana potrebbe guadagnare oltre 250 milioni di euro puntando sul turismo cinematografico. Pro e contro

Non è nuova, la Sicilia, a sperimentare i benefici (e non solo) di ritorno di grandi produzioni televisive o cinematografiche girate sull’isola. Basti pensare, per restare sull’orizzonte temporale più recente, all’effetto The White Lotus: le riprese della seconda stagione della mini-serie tv statunitense, che nel 2023 sbancava i Golden Globes, sono state interamente girate tra Taormina, Noto e Cefalù. E solo Taormina – dove si trova anche il San Domenico Palace, che nella finzione diventa il resort extralusso che dà il titolo alla serie – da allora, ha incassato 138 milioni di euro di indotto.
Che i paesaggi e la cultura siciliani siano potenti attrattori, del resto, l’hanno confermato nelle ultime settimane Dolce & Gabbana, che ancora una volta, in modo più magniloquente rispetto al passato, hanno generato stupore e meraviglia con la loro sfilata-spettacolo – sempre a Taormina – influenzata dai simboli dell’immaginario locale. Per la gioia di vip e ricchi acquirenti internazionali.

Anne Hathaway e Tom Holland interpretano Penelope e Telemaco nell'Odissea di Nolan al castello di Santa Caterina di Favignana
Anne Hathaway e Tom Holland interpretano Penelope e Telemaco nell’Odissea di Nolan al castello di Santa Caterina di Favignana

Favignana diventa Itaca nell’Odissea di Nolan

Assecondando la stessa dinamica, anche l’Odissea di Christopher Nolan – chiacchieratissimo e controverso kolossal ispirato alla grande epica di Omero, esaltato da alcuni, odiato da altri – starebbe già producendo uno straordinario ritorno di immagine per Favignana, l’isola più nota dell’arcipelago siciliano delle Egadi. Già meta di turismo italiano e internazionale per le sue spiagge, il mare cristallino apprezzato dai sub e la storia che ha saputo preservare, Favignana si ritrova ora con i riflettori puntati addosso. Nolan l’ha scelta per incarnare l’Itaca di Ulisse sul grande schermo: così Matt Damon e Anne Hathaway hanno girato le scene della reggia nel castello aragonese di Santa Caterina, nel punto più alto dell’isola, in un viavai di elicotteri e grazie alla teleferica montata (e poi smontata) per l’occasione per facilitare la produzione. Ma le riprese hanno coinvolto anche il mare che circonda l’isola, e le sue spiagge, oltre al piccolo isolotto di Preveto. Sempre in Sicilia, per dir la verità, anche le Eolie hanno prestato il “volto”, con i faraglioni di Lipari facilmente riconoscibili, poi Vulcano, Panarea e lo scoglio di Pietra del Bagno (anche il Lazio, con il porto di Ostia ha avuto il suo ruolo, mentre all’estero il cast si è spostato tra Grecia, Marocco, Scozia e Islanda).

Il castello di Santa Caterina a Favignana
Il castello di Santa Caterina a Favignana

Favignana e il boom del turismo per l’effetto Odissea. I rischi

Ma Favignana è il “set” che più dovrebbe beneficiare della visibilità avuta nel film. Molti sono i turisti già arrivati attratti dall’eco dell’Odissea, e si stima che nei prossimi tre anni l’isola potrebbe guadagnare oltre 250 milioni di euro puntando sul turismo. Una cifra che nell’arco di cinque anni potrebbe persino raddoppiare, toccando il mezzo miliardo di euro. Si parla, in questo caso, soprattutto di turismo internazionale e altospendente, che potrebbe snaturare l’identità della piccola isola, grande appena una ventina di chilometri quadrati, certo già abituata ad accogliere danarosi villeggianti – specie a bordo di lussuose imbarcazioni – ma non necessariamente pronta ad affrontare un incremento della richiesta così massiccio e concentrato, soprattutto sul piano delle infrastrutture e delle strutture d’ospitalità (abbiamo già detto più volte quanto la turistificazione dei piccoli centri possa portare a un rapido deterioramento della vivibilità) e della tutela dell’ecosistema locale (le Egadi ospitano l’area marina protetta più estesa d’Europa).

L'ex stabilimento Florio sull'isola di Favignana
L’ex stabilimento Florio sull’isola di Favignana

Favignana e il turismo culturale per valorizzare l’effetto Odissea

Di certo, l’amministrazione locale ha deciso di affrontare la questione di petto, provando a cogliere innanzitutto le opportunità che si presentano all’orizzonte. Nello specifico, l’idea è quella di puntare sull’implementazione dell’offerta culturale, dunque non assecondando l’avvento di un turismo mordi e fuggi e folcloristico, ma puntando a valorizzare il patrimonio locale (sugli effetti positivi del cineturismo rimandiamo all’intervista al regista e produttore Francesco Lopez). Quindi, spiega a La Repubblica il sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto, “vogliamo recuperare i sentieri che conducono al castello di Santa Caterina e creare un itinerario permanente dedicato all’Odissea che coinvolga anche l’ex stabilimento Florio (celeberrima tonnara ottocentesca, ndr), affiancando al turismo cinematografico un’offerta culturale”. Intanto, proprio nell’arena all’aperto allestita presso l’ex stabilimento Florio, nella serata di apertura del calendario estivo è stato trasmesso un videomessaggio di Nolan rivolto agli abitanti dell’isola, per magnificare le bellezze e l’ospitalità locali. Favignana è già stata in passato set per produzioni italiane – I Leoni di Sicilia e Makari – e nel corso dell’ultima BIT (la Borsa Internazionale del Turismo andata in scena a Milano lo scorso febbraio) l’isola si è presentata come destinazione esperienziale sempre più incline ad accogliere un turismo internazionale (favorito anche dagli 11 nuovi collegamenti internazionali predisposti quest’anno dall’Aeroporto di Trapani, che dista dall’imbarco per Favignana solo 8 chilometri), ben consapevole dell’effetto Odissea prossimo a deflagrare. Nel 2025 l’isola ha fatto registrare un incremento del 7% delle presenze turistiche, concentrate principalmente nell’arco di cinque mesi. Presto sarà possibile analizzare l’impatto avuto dal kolossal.

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più