È morto Pino Farinotti, il critico che ha raccontato il cinema agli italiani

Giornalista, scrittore e autore del celebre “Dizionario dei film”, aveva 75 anni. Tra i fondatori di MYmovies, ha contribuito a ridefinire il modo di parlare di cinema, coniugando rigore critico e divulgazione 

Critico cinematografico, giornalista, scrittore e docente, Pino Farinotti scompare il 16 luglio 2026, a Milano, dopo aver attraversato oltre cinque decenni di storia del cinema italiano trasformando la critica in uno strumento di orientamento per il grande pubblico. La sua voce, presente sui quotidiani, in televisione, nelle università e nell’editoria, ha accompagnato generazioni di spettatori, contribuendo a costruire un linguaggio capace di tenere insieme analisi, divulgazione e passione cinefila.

Pino Farinotti: il critico che trasformò un dizionario in un’istituzione

Il nome di Farinotti resta indissolubilmente legato al suo Dizionario dei film, pubblicato per la prima volta nel 1980 e diventato negli anni un’opera di riferimento per studiosi, appassionati e semplici spettatori. Costantemente aggiornato e ripubblicato con diverse edizioni, il volume ha contribuito a rendere accessibile un patrimonio sterminato di titoli, autori e interpretazioni, in un’epoca in cui Internet era ancora lontano dal modificare le modalità di consultazione e scoperta del cinema.

Alla produzione editoriale affiancò una lunga attività giornalistica e televisiva, collaborando con numerose testate nazionali e ricoprendo incarichi istituzionali legati alla Rai e alla Biennale di Venezia. Nel 2000 fu inoltre tra i fondatori di MYmovies, contribuendo alla nascita di quella che sarebbe diventata la principale piattaforma italiana dedicata al cinema. Parallelamente svolse un’intensa attività didattica, insegnando Storia e critica del cinema all’Università di Bologna e al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Tra narrativa e divulgazione, una vita dedicata al racconto cinematografico

Accanto all’attività critica, Farinotti ha coltivato con continuità la narrativa e la saggistica. Tra i suoi libri più noti figurano La grande ambizione, insignito del Premio Bancarella Speciale nel 1991, e 7 km da Gerusalemme, da cui nel 2007 Claudio Malaponti ha tratto l’omonimo film. Proprio poche ore prima della sua scomparsa aveva annunciato con entusiasmo una nuova edizione del romanzo, pubblicata da La nave di Teseo: un’ultima testimonianza della vitalità intellettuale che ha continuato a caratterizzarlo fino agli ultimi giorni.

Farinotti ha saputo attraversare linguaggi diversi senza rinunciare alla propria autonomia di giudizio, alternando critica, insegnamento e scrittura in una produzione che comprende saggi, dizionari tematici dedicati ad attori, registi e generi cinematografici, oltre a numerosi interventi sulla cultura audiovisiva contemporanea.

Pino Farinotti: l’eredità di una voce della critica italiana

In un panorama mediatico profondamente cambiato rispetto agli anni in cui iniziò la sua carriera, Pino Farinotti è rimasto un punto di riferimento per il modo in cui ha saputo raccontare il cinema come fenomeno artistico, culturale e popolare, contribuendo a formare lo sguardo del pubblico e costruendo un ponte tra l’opera e lo spettatore attraverso un linguaggio competente e alla portata di tutti.

Un’eredità che sarà tramandata dai suoi libri, il Dizionario che porta il suo nome, il lavoro svolto per MYmovies e una vasta produzione editoriale che continua a rappresentare una testimonianza della sua idea di cinema: un patrimonio culturale da conoscere, discutere e condividere.

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Redazione

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