Le mostre da non perdere in Emilia-Romagna per l’estate 2026
È un’estate ricca di arte e storie quella dell’Emilia-Romagna. Ecco le mostre da non perdere per conoscere protagonisti del Novecento, voci contemporanee e luoghi magici
Mostre dedicate a Francesco Guccini, Frida Kahlo, Luigi Ghirri e Andy Warhol, ma anche un percorso nella fotografia italiana “al femminile” e la musica di Brian Eno. Sono soltanto alcune delle esposizioni da vedere nell’estate del 2026 in Emilia-Romagna. Da Parma a Rimini, passando per tutte le città della via Emilia, ecco quali mostre vedere nei prossimi mesi!

Parma – Giardini di San Paolo e Ospedale Vecchio, Brian Eno
Brian Eno reinventa gli spazi di due dei complessi culturali più importanti di Parma, chiusi al pubblico da anni e ora restituiti alla fruizione pubblica: il Complesso Monumentale di San Paolo e l’Ospedale Vecchio. Nel primo sboccia SEED, progetto artistico che comprende l’installazione audio site-specific Installation for Giardini di San Paolo creata da Brian Eno con la giornalista e scrittrice turca Ece Temelkuran. L’opera verrà, poi, definitivamente collocata presso la Casa del Suono di Parma. Negli imponenti spazi della Crociera dell’Ospedale Vecchio trova, invece, spazio My Light Years, la prima grande mostra europea di Brian Eno, dedicata alla sua esplorazione della luce come mezzo artistico.
Parma // fino al 2 agosto 2026
Brian Eno. Seed & My Light Years
GIARDINI DI SAN PAOLO – Strada M. Melloni, 3
OSPEDALE VECCHIO – Strada M. D’Azeglio, 45
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Fontanellato (PR) – Labirinto della Masone, Erté
Scenografo, costumista e artista visivo tra i più poliedrici e visionari del Novecento, Erté seppe fondere in un linguaggio inconfondibile gli elementi decorativi e simbolici della modernità tra le due guerre. Al suo genio, Franco Maria Ricci dedicò un volume – e la mostra parte proprio da questo. Presente con le sue opere nelle principali collezioni pubbliche e private del mondo, Erté è al centro di un’esposizione che riunisce oltre centocinquanta lavori, molti dei quali mai esposti al pubblico, offrendo uno sguardo ampio e inedito sulla varietà e la ricchezza del suo universo creativo.
Fontanellato (PR) // fino al 13 settembre 2026
Erté. Lo stile è tutto
LABIRINTO DELLA MASONE – Strada Masone, 121
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Ozzano Taro (PR) – Museo Guatelli, Franco Guerzoni
La mostra di Franco Guerzoni prosegue il ciclo di esposizioni che il Museo Guatelli dedica al contemporaneo. È costruita attorno a opere appartenenti a due stagioni precise e distinte della sua carriera: le opere degli Anni Settanta – un decennio che ha visto l’artista utilizzare il mezzo fotografico attraverso importanti collaborazioni con Luigi Ghirri e Franco Vaccari – e un corpus di lavori su carta di grande formato realizzati negli Anni Duemila con gessi, stucchi e polvere di quarzo. L’accostamento di opere così lontane nel tempo accompagna da anni la ricerca dell’artista: l’ipotesi è quella di creare un cortocircuito figurale, un gioco di assonanze e allusioni.
Ozzano Taro (PR) // fino al 26 luglio 2026
Franco Guerzoni. Museo Ideale
MUSEO GUATELLI – Via Nazionale, 130
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Reggio Emilia – Collezione Maramotti, Ndayé Kouagou / Giuditta Branconi
È la prima mostra personale in Italia dell’artista francese Ndayé Kouagou e riunisce opere recenti e un progetto realizzato appositamente per questa occasione. La nuova produzione di Kouagou è ispirata al dispositivo narrativo del fotoromanzo e include una creazione video, elementi tridimensionali e opere a parete. Con il video l’artista introduce e racconta i protagonisti di una storia semplice, sulla vita e sulla morte, guidando il visitatore attraverso le peripezie di quattro “tipi” universali. Le vicende di questi personaggi si intrecciano con il destino del narratore in un ipotetico Paradiso che rispecchia le dinamiche del mondo terreno, soggetto agli intricati dilemmi del Giudizio.
Per la sua prima mostra personale in uno spazio istituzionale, Giuditta Branconi ha realizzato una serie di nuove opere pittoriche e una grande installazione nella quale il pubblico potrà entrare fisicamente. Il titolo della mostra – “carne da cannone” – fa riferimento a corpi sacrificabili, a una materia destinata a essere consumata da un sistema più ampio. Nello slittamento dal campo militare alla dimensione visiva e simbolica, le immagini di Branconi si trasformano in munizioni di denuncia di un presente violento e opprimente.
Reggio Emilia // fino al 26 luglio 2026
Heaven’s truth. Ndayé Kouagou
COLLEZIONE MARAMOTTI – Via Fratelli Cervi, 66
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Reggio Emilia // fino al 26 luglio 2026
Cannon Fodder. Giuditta Branconi
COLLEZIONE MARAMOTTI – Via Fratelli Cervi, 66
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Reggio Emilia – Palazzo dei Musei, Luigi Ghirri
La mostra esplora quella che Luigi Ghirri definisce la “strana e misteriosa parentela tra suono e immagine” che da sempre lo ha affascinato. Grande appassionato di musica, Ghirri le attribuisce un ruolo centrale: lo dimostrano la passione per l’opera di Bob Dylan, la profonda amicizia con Lucio Dalla e l’importante collezione di dischi. Ma lo rivelano anche i suoi scritti, attraversati da continui rimandi all’influenza che la musica ha avuto sul suo modo di guardare e di costruire immagini. Al pari della pittura, della filosofia, della letteratura, della fotografia e del cinema, la musica concorre alla formazione di quell’“immagine dell’esterno” su cui Ghirri si interrogava costantemente, riconoscendole – come alla fotografia – una capacità narrativa in grado di attivare veri e propri “squarci visionari”.
Reggio Emilia // fino al 28 febbraio 2027
Luigi Ghirri. A series of dreams
PALAZZO DEI MUSEI – Via L. Spallanzani, 1
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Reggio Emilia – Spazio Gerra, Francesco Guccini
La mostra esplora nove gruppi tematici attraverso nove canzoni di Francesco Guccini, unendo materiali d’archivio – fotografie, oggetti originali, riproduzioni – a nuove opere di illustratori e fotografi. Queste creazioni si collegano ai temi e ai testi delle canzoni, creando un percorso che richiama le principali fonti di ispirazione di Guccini: illustrazione, cultura popolare, letteratura, storia e radici.
Reggio Emilia // fino al 18 ottobre 2026
Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo
SPAZIO GERRA – Piazza XXV Aprile, 2
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Modena – Fondazione Ago, fotografia italiana “al femminile”
Oltre 60 fotografie di 32 autrici tra nuove acquisizioni e riscoperte compongono un panorama ampio e articolato della fotografia contemporanea italiana al femminile. Il percorso espositivo attraversa stili e temi diversi: dalla denuncia sociale alla ritrattistica d’autrice, dalla trasformazione del paesaggio urbano alle azioni performative.
Modena // fino al 23 agosto 2026
Visioni necessarie. Fotografe italiane nelle collezioni di Fondazione Ago
PALAZZINA DEI GIARDINI – Corso Camillo Benso Conte di Cavour, 2
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Bologna – Palazzo Pepoli, Frida Kahlo
È una mostra fotografica dedicata alla celebre artista messicana, che riunisce 70 fotografie originali realizzate da importanti autori e autrici tra cui Edward Weston, Lucienne Bloch, Lola Álvarez Bravo, Julien Levy, Nickolas Muray, Gisèle Freund, Imogen Cunningham, Leo Matiz, Bernard Silberstein e Graciela Iturbide. Artista, attivista, donna, icona, Frida Kahlo è diventata negli ultimi anni un simbolo, spesso svuotato di contenuto o dentro il quale sono stati riversati, di volta in volta, i significati più diversi. In Frida Kahlo la nostra epoca ha trovato una figura straordinariamente utile, se non necessaria, per pensare temi che ci riguardano da vicino quali identità, corpo, dolore e rappresentazione di sé.
Bologna // fino al 27 settembre 2026
Frida Kahlo. Lo sguardo come identità
PALAZZO PEPOLI – Via Castiglione, 8
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Bologna – MAMbo, Giuseppe Chiari / Luighi Ghirri e Gianni Celati
La mostra, realizzata in occasione del centenario della nascita dell’artista, restituisce una lettura critica complessiva della produzione di Chiari, proponendo un’indagine articolata e trasversale che supera la logica della presentazione per nuclei omogenei. La figura di Chiari viene storicamente contestualizzata a partire dagli Anni Sessanta e Settanta e riletta alla luce delle sue relazioni con Fluxus in Italia e con altre esperienze coeve. Il suo posizionamento all’interno di tali contesti si definisce, tuttavia, per una sostanziale autonomia: una partecipazione intermittente e non pienamente assimilabile, che si traduce in un attraversamento critico delle correnti senza mai coincidere con un’adesione programmatica.
L’altra mostra del MAMbo racconta il rapporto tra il fotografo Luigi Ghirri e lo scrittore Gianni Celati. Al centro del percorso espositivo c’è la serie Blu infinito, un ampio corpus di 81 fotografie realizzate da Ghirri tra il 1989 e il 1991 durante i sopralluoghi e la lavorazione di Strada provinciale delle anime, il primo lungometraggio diretto da Gianni Celati sviluppato dall’esplorazione del paesaggio padano cominciata con il successo letterario di Verso la foce(1989). L’allestimento mette in dialogo la serie fotografica con tre film di Celati: oltre a Strada provinciale delle anime (1991), anche Il mondo di Luigi Ghirri (1998) e Case sparse. Visioni di case che crollano (2003).
Bologna // fino al 27 settembre 2026
Giuseppe Chiari, 1926-2026. Partitura per un museo
MAMBO – Via Don Giovanni Minzoni, 4
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Bologna // fino al 4 ottobre 2026
Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce
MAMBO – Via Don Giovanni Minzoni, 4
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Bologna – Fondazione MAST, Bernd & Hilla Becher
È un’ampia retrospettiva dedicata alla celebre coppia di artisti tedeschi, figure centrali nella storia della fotografia del Novecento. Attraverso l’elaborazione di un linguaggio visivo fondato su una rigorosa sistematicità metodologica, i Becher hanno esercitato un’influenza ancora oggi riconoscibile nella fotografia contemporanea. La mostra presenta per la prima volta in Europa la ricchezza e l’ampiezza tematica dell’opera dei due artisti con l’esposizione di oltre 350 fotografie originali in bianco e nero, affiancate da un ampio corpus di materiali di approfondimento, tra cui disegni, libri e poster, che contribuiscono a restituire la complessità e la coerenza del loro metodo di lavoro.
Bologna // fino al 27 settembre 2026
Bernd & Hilla Becher. History of a Method
FONDAZIONE MAST – Via Speranza, 42
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Imola (BO) – Museo San Domenico, Wolfango Peretti Poggi
La mostra è un omaggio al pittore bolognese Wolfango Peretti Poggi nel centenario della sua nascita e ripercorre il profondo legame dell’artista con la natura e con il tema del tempo. Fulcro del percorso sono le grandi tavole dedicate alle Quattro Stagioni, affiancate da cinque ampi disegni a pastello su carta ispirati ai fiori. La pittura di Wolfango nasce da un dialogo serrato con la realtà visibile: l’artista ha sempre mantenuto una rappresentazione mimetica del mondo, convinto che ogni deviazione artificiosa tradisse la concretezza della vita. Allo stesso tempo, arricchiva la superficie pittorica con una materia densa e vibrante, capace di restituire la presenza fisica degli oggetti e di trasformare la visione in esperienza sensoriale.
Imola (BO) // fino al 4 ottobre 2026
Natura in posa. Le stagioni di Wolfango
MUSEO SAN DOMENICO – Via Sacchi, 4
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Ferrara – Palazzo dei Diamanti, Andy Warhol
A 50 anni dalla mostra Ladies and Gentlemen del 1975-1976, che portò a Palazzo dei Diamanti l’arte di Andy Warhol, per celebrare l’anniversario Ferrara accoglie nuovamente i capolavori del padre della Pop Art. La serie Ladies and Gentlemen ha contribuito a ridefinire il genere del ritratto in chiave contemporanea. Dopo aver esplorato i miti della società dello spettacolo, dando forma a icone immortali, Warhol presentò in anteprima mondiale un ciclo dedicato ad anonime drag queen afro- e latinoamericane. Rivolgendosi per la prima volta a soggetti marginalizzati, focalizzava l’attenzione sull’individuo, sulla sua identità e sulla sua rappresentazione.
Ferrara // fino al 19 luglio 2026
Andy Warhol. Ladies and Gentlemen
PALAZZO DEI DIAMANTI – Corso Ercole I d’Este, 21
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Ravenna – Palazzo Rasponi dalle Teste, pittura in Romagna
La mostra rende omaggio a Raffaele De Grada, critico e intellettuale milanese che ha avuto un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell’arte romagnola – infatti, durante il suo periodo a Ravenna, tra il 1971 e il 1976, De Grada fu direttore dell’Accademia di Belle Arti e della Pinacoteca Comunale. In quegli anni promosse importanti iniziative culturali, tra cui la mostra Pittura in Romagna dall’Ottocento ad oggi del 1974. La mostra di oggi riprende e aggiorna una sezione di quel progetto, dedicata agli artisti del secondo Novecento. In esposizione sono presenti opere di artisti come Alberto Sughi, Mattia Moreni, Umberto Folli, Giulio Ruffini, Giovanni Cappelli e Francesco Verlicchi, insieme ad altri protagonisti della scena artistica romagnola.
Ravenna // fino al 19 luglio 2026
Pittura in Romagna. Verso il contemporaneo
PALAZZO RASPONI DALLE TESTE – Piazza J.F. Kennedy, 12
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Faenza (RA) – Museo Carlo Zauli, Raffaele Quida e Carlo Zauli
La mostra prende avvio da una riflessione sullo spazio come condizione imprescindibile della forma. Le opere di Raffaele Quida, intese come tracce di gesto ed energia impressa sulla superficie, instaurano un confronto essenziale con la dimensione materica e spaziale della ricerca di Zauli. Attraverso un percorso composto da sculture, installazioni e una videoperformance, Quida sviluppa un’indagine intorno a cinque elementi – spazio, luce, peso, segno e acqua – che costituiscono altrettanti principi fondanti della pratica scultorea di Carlo Zauli. Non si tratta di una rilettura formale della sua opera, ma dell’attivazione di un dialogo in cui materiali industriali come piombo, rame, ferro e gesso diventano strumenti per interrogare fenomeni fisici, naturali e percettivi.
Faenza (RA) // fino al 9 agosto 2026
SPAZIO – FORZA – ENERGIA. Opere di Raffaele Quida e Carlo Zauli
MUSEO CARLO ZAULI – Via della Croce, 6
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Rimini – Fellini Museum, Carlo Zauli
Tra i maggiori protagonisti della ceramica italiana e della scultura del secondo Novecento, Carlo Zauli ha saputo trasformare un materiale profondamente legato alla tradizione in un linguaggio contemporaneo, capace di dialogare con la scultura, l’architettura e le ricerche artistiche internazionali del suo tempo. Le sue opere abbandonano progressivamente la dimensione funzionale dell’oggetto per esplorare la forza espressiva della forma pura, dando vita a volumi che sembrano espandersi, respirare e mutare sotto lo sguardo dello spettatore.
Rimini // fino al 23 agosto 2026
Carlo Zauli. Sensualità della forma
FELLINI MUSEUM – Piazza Malatesta
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