Beppe Sabatino – Profughi d’acqua

Informazioni Evento

Luogo
ROCCA ROVERESCA
Piazza del Duca n. 2 , Senigallia, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

da lunedì a domenica 8:30 – 19:30 (la biglietteria chiude alle 19:00)

Vernissage
25/06/2026

ore 17

Biglietti

intero 5,00 euro | Ridotto 3,00 euro possessore del biglietto d’ingresso a Palazzo del Duca e Palazzetto Baviera* | Ridotto 2,00 euro (18-25 anni)
Annuale intero 12,00 euro (include la guida bilingue della mostra “La forma dell’oro” in omaggio) | Annuale ridotto 5,00 euro (include la guida bilingue della mostra “La forma dell’oro” in omaggio)
Gratuito: sotto 18 anni e secondo la normativa vigente e ogni prima domenica del mese
*In accordo con il Comune di Senigallia, il biglietto d’ingresso alla Rocca Roveresca dà diritto ad una riduzione del biglietto delle sedi espositive di Palazzo del Duca e Palazzetto Baviera e viceversa.
Link per acquisto biglietto on line: https://ticketing.coopculture.it/

Artisti
Beppe Sabatino
Generi
arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Si inaugura il 25 giugno alle 17 alla Rocca Roveresca si Senigallia (AN) la prima di tre mostre che dal periodo estivo verranno ospitate nelle stanze rinascimentali della fortezza. Il titolo è già un programma: Beppe Sabatino – Profughi d’acqua.

Curata da Federica Facchini e Silvia Scarpacci, la mostra proseguirà fino al prossimo 5 novembre proponendo una serie di istallazioni permeate di denuncia sociale.

Senigallia, infatti, è per sua natura legata all’elemento “acqua”. Il fiume Misa e il torrente Penna con il mare hanno difeso il nucleo abitativo sin dall’antichità e il mare è da sempre luogo di pesca e balneazione.

Con Beppe Sabatino l’acqua si veste di un ulteriore significato, cioè di un monito che invita a un nuovo legame con l’ambiente.

L’acqua non è più grembo materno dove tutto origina, ma tomba di plastica e catrame. I profughi d’acqua sono fantasmi di un’apocalisse silenziosa, creature condannate a un esilio eterno dal loro stesso elemento vitale. Non c’è poesia nel loro viaggio, solo la disperata e cieca fuga da un mare che è diventato veleno, soffocato dall’abbraccio sterile dell’uomo.

I loro corpi, ridotti a scheletri geometrici e forme fossilizzate nel polistirene, sembrano gridare sotto la superficie muta dell’opera. Sono le vittime sacrificali del progresso, simboli di una natura violentata che galleggia, inerte, nei canali di scolo della nostra sofferenza.

L’oro dei riflessi è ormai spento, corroso dal bitume e dal rifiuto. In questo esodo senza ritorno, i pesci profughi non cercano una nuova sponda: testimoniano il crollo di un mondo, l’istante preciso in cui l’uomo, avvelenando la fonte della vita, ha firmato la propria condanna alla solitudine.

Beppe Sabatino, dal 2021 insegna all‘Accademia di Belle Arti di Urbino. Nel 1990 fonda, con altri artisti QAl’AT Associazione culturale e Galleria a Caltanissetta. Nel 1995 con il critico d’arte Francesco Carbone e con altri due artisti (Giusto Sucato e Calogero Barba) fonda il movimento Gruppo di arte antropologica contemporanea. La mostra Fontane per pesci profughi (Museo dei Bronzi dorati di Pergola, 2012), che diventa mostra itinerante: Milano – (Palazzo Cusani, Spazio Oberdan, Palazzo Bocconi, Galleria MAC, Galleria Pavesi, spazi museali Cinesi ed altre) inizia con il proposito di sensibilizzare la società contro l’inquinamento dei mari e l’importanza dell’acqua quale bene supremo per tutte le forme viventi.