Il Governo scommette un po’ di soldi sulla rigenerazione culturale dei piccoli comuni
Prima edizione dell'avviso pubblico "Cultura nei piccoli comuni", un'iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea che mette a disposizione 1 milione e 445 mila euro (meglio poco che niente) per promuovere e valorizzare progetti culturali nei comuni con meno di 25mila abitanti
Il Ministero della Cultura accende i riflettori sulle realtà locali italiane. La Direzione Generale Creatività Contemporanea ha lanciato la prima edizione dell’avviso pubblico Cultura nei piccoli comuni, un’iniziativa che mette a disposizione 1 milione e 445 mila euro per promuovere e valorizzare progetti culturali nei comuni con meno di 25.000 abitanti.
Il bando pubblico “Cultura nei piccoli comuni”
Promosso in sinergia con l’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato e il Piano Olivetti per la Cultura – con il supporto tecnico-amministrativo di ALES – il bando punta a contrastare la marginalizzazione delle aree interne, trasformando la cultura in un motore di coesione sociale, innovazione e sviluppo economico. “I piccoli comuni rappresentano un patrimonio straordinario di storia, tradizioni, creatività e partecipazione civica”, dichiara Angelo Piero Cappello, Direttore Generale Creatività Contemporanea. “Con questo intervento vogliamo favorire la nascita di progetti capaci di generare nuove opportunità, garantendo un accesso sempre più equo alla cultura e rafforzando la vitalità delle comunità locali“.
I 5 Obiettivi Chiave del Bando
L’iniziativa mira a sostenere la crescita dei territori attraverso cinque direttrici fondamentali: Valorizzazione del patrimonio con l’obiettivo di tutelare le risorse materiali e immateriali locali, incentivando forme innovative di produzione e fruizione culturale; Sviluppo locale e occupazione con l’idea di promuovere le risorse culturali e ambientali come leve per creare posti di lavoro nel medio e lungo periodo; Sostegno alle imprese creative per favorire la nascita e il consolidamento di imprese culturali e creative, con un focus sull’innovazione sociale. Partenariati e reti per incentivare collaborazioni stabili e durature tra cittadini, enti pubblici, soggetti privati, università, artisti e terzo settore; Digitale e accessibilità: potenziare l’offerta culturale locale migliorandone la qualità e la fruibilità, anche grazie all’uso di nuove tecnologie.
Chi può partecipare e come candidarsi
Il bando è rivolto esclusivamente ai comuni italiani con popolazione inferiore a 25mila abitanti (dati ISTAT al 1° gennaio 2025). I comuni possono presentare la domanda in due modalità: come proponente singolo il comune presenta e realizza il progetto autonomamente; In forma associata, una rete di comuni costituita o costituenda guidata da un comune capofila. In entrambi i casi, il comune deve obbligatoriamente coinvolgere almeno un partner di progetto appartenente a una delle seguenti categorie non-profit: Amministrazioni ed enti pubblici, Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti o in corso di iscrizione al RUNTS, Associazioni o comitati dotati di atto costitutivo registrato all’Agenzia delle Entrate e codice fiscale. Le domande di partecipazione dovranno essere inviate esclusivamente per via telematica attraverso il Portale Bandi della Direzione Generale Creatività Contemporanea. La data ufficiale di apertura della piattaforma per l’invio delle candidature sarà comunicata a breve sul sito istituzionale del Ministero. Intanto, la data di scadenza per partecipare è fissata al 31 agosto 2026.
Claudia Giraud
Per ulteriori informazioni scrivere a [email protected]
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