Da Sotheby’s Londra l’asta da record della Lewis Collection. Degas, Modigliani e tutte le altre opere che hanno fatto scandalo

Il nudo di Modigliani che scandalizzò la Parigi del 1917, la ballerina di Degas giudicata troppo realistica e sette opere di Picasso guidano la Lewis Collection, la raccolta da oltre 200 milioni di sterline che Sotheby’s porta in asta a Londra il 24 e 25 giugno 2026

Non è soltanto una collezione di capolavori. È una raccolta costruita attorno a opere che, nel momento della loro comparsa, furono considerate scandalose, provocatorie o addirittura incomprensibili. Oggi quei lavori valgono oltre 200 milioni di sterline e compongono la Lewis Collection, che Sotheby’s porterà in asta a Londra il 24 e 25 giugno 2026.

La storia della Lewis Collection

Riunita nel corso di decenni dal collezionista Joe Lewis e dalla figlia Vivienne Lewis, la raccolta comprende quarantotto opere e detiene, secondo la casa d’aste, la più alta stima mai attribuita a una collezione di un unico proprietario offerta in Europa. Prima della vendita, è esposta al pubblico dal 10 al 23 giugno nella sede londinese di Sotheby’s, offrendo una rara occasione per vedere riuniti alcuni dei momenti più rivoluzionari dell’arte figurativa moderna.

Le opere della Lewis Collection in asta da Sotheby’s Londra

A guidare l’asta è Nu assis au collier (1917-18) di Amedeo Modigliani, stimato oltre 45 milioni di sterline. Attorno a questo dipinto si sviluppa un percorso che attraversa oltre mezzo secolo di storia dell’arte, dalle sperimentazioni impressioniste di Degas fino ai ritratti di Lucian Freud, passando per Picasso, Magritte, Klimt, Schiele e Bacon. Più che una raccolta di opere celebri, la Lewis Collection racconta i momenti in cui l’arte ha cambiato direzione, rompendo le convenzioni estetiche e culturali del proprio tempo.
Tra tutte le opere della vendita, quella di Modigliani è probabilmente la più simbolica. Nu assis au collier appartiene alla celebre serie di nudi realizzata nel 1917, anno della prima e unica mostra personale organizzata per l’artista durante la sua vita presso la galleria di Berthe Weill a Parigi.

Amedeo Modigliani, Nu assis au collier, 1917-18. Courtesey Sotheby's
Amedeo Modigliani, Nu assis au collier, 1917-18. Courtesey Sotheby’s

La scandalosa mostra di Modigliani a Parigi nel 1917

La vicenda è entrata nella leggenda dell’arte moderna. I dipinti esposti nella vetrina della galleria furono giudicati così audaci che la polizia intervenne e fece chiudere la mostra il giorno stesso dell’inaugurazione. Ciò che scandalizzava non era soltanto la nudità, ma il modo in cui Modigliani la rappresentava. Le sue donne non erano figure mitologiche o allegoriche. Erano donne reali, contemporanee, ritratte con una presenza diretta e disarmante.
Oggi quei dipinti sono considerati una pietra miliare dell’arte del Novecento. Non a caso i due record assoluti ottenuti da Modigliani in asta riguardano proprio opere della stessa serie, entrambe vendute a New York per oltre 150 milioni di dollari. Con questa vendita, sottolinea Sotheby’s, arriva ora in Europa l’opera di Modigliani di maggior valore mai presentata sul mercato del continente.

Pablo Picasso, Buste de femme, 1938. Courtesy Sotheby's
Pablo Picasso, Buste de femme, 1938. Courtesy Sotheby’s

Degas e Picasso: quando l’arte divide il pubblico

In collezione anche la Petite danseuse de quatorze ans di Edgar Degas, stimata tra 18 e 25 milioni di sterline. Quando la scultura venne presentata alla Sesta Mostra Impressionista del 1881, il pubblico rimase scioccato. Degas aveva utilizzato veri capelli, un autentico tutù e scarpette da danza, conferendo alla giovane ballerina Marie van Goethem un realismo fino ad allora impensabile. Alcuni critici arrivarono a definirla “orribilmente brutta”, incapaci di cogliere la portata innovativa di quell’opera che oggi è considerata una delle icone assolute dell’arte moderna.
Anche Pablo Picasso occupa un posto centrale nella vendita con sette opere che attraversano quasi la sua intera carriera. Tra queste spicca Buste de femme (1938), ritratto di Dora Maar stimato tra 12 e 18 milioni di sterline. A differenza delle immagini più tormentate che l’artista dedicherà in seguito alla compagna e fotografa surrealista, questo dipinto restituisce una Dora Maar ancora immersa nello sguardo affascinato dell’artista, quando Picasso era profondamente conquistato dalla sua intelligenza, dalla sua personalità e dalla sua indipendenza creativa.

René Magritte, La Belle promenade, 1965. Courtesy Sotheby's
René Magritte, La Belle promenade, 1965. Courtesy Sotheby’s

In asta anche opere di Magritte, Matisse, Klimt

La Lewis Collection comprende inoltre opere di René Magritte, Henri Matisse, Max Beckmann, Francis Bacon, Gustav Klimt, Egon Schiele, Lucian Freud e Gustave Caillebotte. Tra i lotti di maggior rilievo figura anche Sleeping by the Lion Carpet, l’ultimo e più ambizioso dipinto della celebre serie di Freud dedicata a Sue Tilley, stimato tra 25 e 35 milioni di sterline.
Per Oliver Barker, Presidente di Sotheby’s Europa, la forza della collezione sta proprio nella sua capacità di riunire opere che oggi appaiono universalmente riconosciute come capolavori ma che, alla loro comparsa, provocarono autentici terremoti culturali. Una raccolta che non racconta soltanto la storia dell’arte moderna, ma i momenti in cui quella storia ha cambiato direzione.

Il filo rosso della Lewis Collection

Una visione condivisa anche da Vivienne Lewis, figlia di Joe Lewis e protagonista della costruzione della raccolta. Nel comunicato di Sotheby’s spiega come molte delle opere siano entrate nella collezione in momenti diversi e spesso in modo inaspettato, ma sempre con la sensazione di appartenere a una stessa storia. “Vederle oggi riunite in un unico luogo, prima della dispersione sul mercato, permette finalmente di cogliere il filo che le unisce”. Ogni opera testimonia un momento in cui qualcuno ha avuto il coraggio di sfidare il gusto del proprio tempo. Ed è forse proprio questa capacità di rompere le regole a spiegare perché, ancora oggi, queste immagini continuino a parlare al presente.

Simonetta Palmucci

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