Come cresce l’ecosistema culturale di Zurigo grazie allo Zurich Art Weekend

Negli ultimi anni lo ZAW ha continuato a crescere, coinvolgendo un numero sempre maggiore di partner, sedi e pubblici ed entrando in contatto con chi produce arte, la cura, la colleziona o la studia

Negli ultimi mesi il mondo dell’arte non ha smesso di interrogarsi sul proprio futuro. Le notizie riguardano spesso il rallentamento del mercato, ma anche la crescente pressione sulle istituzioni culturali, le difficoltà di molte gallerie (anche grandi o grandissime), la sostenibilità delle professioni artistiche e la capacità stessa del settore di continuare ad attrarre e trattenere talenti.

Eppure, accanto a queste narrazioni, esistono anche fenomeni che sembrano raccontare una storia diversa. È il caso dello Zurich Art Weekend (ZAW) appuntamento che negli ultimi anni ha continuato a crescere, coinvolgendo un numero sempre maggiore di partner, sedi e pubblici. Naturalmente non si tratta dell’unico format europeo ad aver trovato una propria dimensione. Il calendario internazionale è ormai ricco di art week e gallery weekend di successo. Ciò che rende interessante il caso zurighese è forse un altro aspetto.

Come cresce l'ecosistema culturale di Zurigo grazie allo Zurich Art Weekend
Gallery House Zurich 2026

Il successo dello Zurich Art Weekend

Come osserva Charlotte von Stotzingen, direttrice dello ZAW, negli anni il progetto si è progressivamente allargato ben oltre il programma espositivo, costruendo occasioni per entrare in contatto con l’arte contemporanea attraverso chi la produce, la cura, la colleziona o la studia. Accanto alle mostre, infatti, il programma comprende oggi performance, artist dinner, visite guidate, talks e incontri rivolti a pubblici e livelli di conoscenza molto diversi. Non solo attraverso le opere, ma anche attraverso le persone che ne costruiscono quotidianamente il contesto.Zurigo come città aperta all’arteNaturalmente, anche la fisionomia di Zurigo fa la sua parte. In pochi chilometri si concentra una straordinaria densità di “venues”, ovvero di istituzioni museali e accademiche, gallerie, off-space e collezioni private. Gran parte del programma è facilmente raggiungibile a piedi o grazie a una rete di trasporti pubblici incredibilmente comodi e efficienti.

Una caratteristica sottolineata anche da Jacqueline Uhlmann, Head of Communications di Löwenbräukunst, secondo la quale in questo weekend viene resa particolarmente visibile la forza di una scena artistica fortemente interconnessa, mettendo in relazione attori locali e internazionali. In una città di dimensioni relativamente contenute, tutto sembra così essere a portata di mano. Si può uscire da una mostra, assistere a un talk, fermarsi per un tuffo nel lago e ritrovarsi poche ore dopo a un cocktail party con artisti, curatori e collezionisti. Una dimensione informale che contribuisce a rendere possibili incontri e conversazioni che altrove richiederebbero molto più tempo e pianificazione.

Zurich Art Weekend: spazio alla sperimentazione

Un altro elemento che colpisce osservando la scena artistica zurighese è la vitalità del suo tessuto indipendente. Accanto alle realtà più consolidate convivono numerosi off-space e iniziative temporanee che contribuiscono a rinnovare costantemente il panorama cittadino. Si tratta spesso di realtà effimere, gestite con risorse limitate e destinate talvolta a trasformarsi o a scomparire nel giro di pochi anni. Eppure rappresentano una componente fondamentale della scena locale. Spazi come Chamberlin, FOMO Art Space, Kulturfolger o la storica Stiftung BINZ39 testimoniano approcci e modelli molto diversi tra loro, ma condividono la capacità di offrire visibilità ad artisti emergenti e sperimentazioni. Anche grazie al sostegno di enti come Pro Helvetia o l’università delle arti ZHdK questo tessuto indipendente continua a rappresentare una delle caratteristiche più interessanti della scena artistica svizzera contemporanea.

Ed è proprio da questa prospettiva, che Petra Tomljanovic di Kulturfolger legge il valore dell’iniziativa: “Sarebbe ingenuo fingere che tutti entrino nello Zurich Art Weekend sullo stesso piano. Il valore dell’evento non sta nel creare uguaglianza. Sta nel creare prossimità“. Per alcuni giorni, realtà che normalmente operano in mondi diversi finiscono infatti per condividere la stessa mappa. Un visitatore arrivato in città come cliente di una grande galleria può imbattersi in un project space indipendente; allo stesso modo, chi segue la scena emergente può scoprire una collezione privata o un evento che non avrebbe visitato altrimenti.

Come cresce l'ecosistema culturale di Zurigo grazie allo Zurich Art Weekend
ZAW25 Dinner Photo by Urs Westermann. Courtesy of Zurich Art Weekend 2025

Zurigo, una città in movimento

Negli anni il weekend ha progressivamente ampliato la propria rete di collaborazioni, coinvolgendo non soltanto musei, gallerie e collezioni, ma una rete sempre più ampia di partner culturali distribuiti in tutta la città. A questa rete si aggiunge quest’anno anche il Landesmuseum Zürich e la Tonhalle Zürich, mentre prosegue la collaborazione con lo Schauspielhaus Zürich. Un segnale di come il weekend continui a intrecciarsi sempre più con la vita culturale della città.

Tra i tanti appuntamenti in programma, i talk ospitati allo Schwarzescafé presso il Löwenbräukunst incarnano bene questo principio di scambio e arricchimento reciproco. Tra gli incontri figurano Art in the Periphery, dedicato al ruolo dell’arte nelle regioni periferiche della Svizzera, On Gifting, Mutual Obligation and Economies of Circulation, organizzato dal Swiss Institute di New York, e Whose Contemporary? India from Heritage to the Global Arts, promosso da Swiss Indian Art Collaborative, solo per citarne alcuni.Anche la tradizionale curated dinner dello Zurich Art Weekend, ospitato dal Kunsthaus Zürich, riflette questa volontà di ampliare i punti di accesso all’arte contemporanea. Affidato ogni anno a una figura diversa, il format ha visto negli ultimi anni interventi di artiste come Monster Chetwynd e Alexandra Bachzetsis. L’edizione 2026 sarà invece curata dall’artista e coreografo Josh Johnson.

Zurich Art Weekend: focus gallerie

Tra le iniziative collaterali spicca il Gallery House, alla sua seconda edizione. Ospitato negli ex uffici della rivista Parkett sulla Quellenstrasse, il progetto riunisce sotto lo stesso tetto gallerie, editori e realtà indipendenti. “Zurigo non ha mai avuto una vera fiera d’arte”, osserva Lorenzo Bernet, che vede in Gallery House una risposta alla crescente frammentazione dell’offerta culturale durante il weekend. L’obiettivo è offrire ai visitatori la possibilità di incontrare in un unico luogo una pluralità di gallerie e proposte artistiche, mantenendo al centro il lavoro delle gallerie e degli artisti emergenti.

Ma il weekend è animato anche dalle numerose inaugurazioni che costellano la città. Sulla Rämistrasse, da tempo uno degli indirizzi più importanti della scena artistica svizzera, accanto a gallerie come Mai 36, Galerie Peter Kilchmann, Galerie Urs Meile, hanno recentemente anche aperto Fabienne Levy Gallery e Lea Bischofberger Gallery. Per Lea Bischofberger, entrata da poco nel progetto, uno degli aspetti più interessanti dello Zurich Art Weekend è la sua capacità di portare l’attenzione su realtà che spesso rimangono ai margini dei grandi circuiti internazionali. Gallerie emergenti, istituzioni di dimensioni più contenute e iniziative indipendenti condividono lo stesso palcoscenico, creando occasioni di incontro e scoperta che difficilmente troverebbero spazio all’interno di una fiera. È proprio questa convivenza tra realtà affermate e nuove voci a contribuire alla vitalità dell’ecosistema artistico cittadino.

La capacità di attrarre nuove realtà si accompagna inoltre a una crescente proiezione internazionale. Ne è un esempio il Zurich Art Forum, che riunisce a Zurigo artisti, curatori, direttori di museo e collezionisti provenienti da diversi contesti geografici e professionali, consolidando il ruolo della città come punto di incontro per il dibattito culturale contemporaneo.

Il successo dello Zurich Art Weekend

Forse è anche per questo che il caso zurighese merita attenzione. In una fase in cui il dibattito sul sistema dell’arte tende spesso a concentrarsi su indicatori economici e risultati di mercato, il weekend ricorda che un ecosistema culturale si misura anche attraverso la qualità delle relazioni che riesce a generare e la varietà di soggetti che riesce a coinvolgere. Alle soglie di Art Basel, Zurigo offre così un punto di osservazione privilegiato non soltanto sul mercato, ma sulle condizioni che permettono a una scena artistica di rinnovarsi e continuare a produrre nuove sinergie.

Caroline Rungger

Zurich Art Weekend
12-14 giugno
sedi varie, Zurigo
https://zurichartweekend.com/

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati