Nel Chianti riapre il giardino monumentale di Villa Chigi Saracini: la storia e le mostre

La riapertura, in programma il 6 giugno 2026, è la restituzione al pubblico di luogo che ha contribuito a rendere celebre Castelnuovo Berardenga e che ora si candida a diventare uno dei poli culturali del Chianti senese

Ha atteso oltre due secoli prima di rivelarsi Villa Chigi Saracini a Castelnuovo Berardenga, nel Chianti. Con l’acquisizione da parte del Comune, infatti, il complesso storico apre per la prima volta alla piena fruizione pubblica, trasformandosi da proprietà privata a luogo condiviso dalla comunità del territorio, e non solo. La riapertura di sabato 6 giugno 2026, è la restituzione di un luogo che ha contribuito a modellare l’immagine stessa di Castelnuovo Berardenga e che ora si candida a diventare uno dei principali poli culturali del Chianti senese.

La storia di Villa Chigi Saracini

La storia della villa è legata alla trasformazione urbanistica del paese (oggi con poco più di settemila abitanti): agli inizi dell’Ottocento Galgano Saracini immaginò una residenza capace di dialogare con il paesaggio e con il tessuto urbano, al punto da modificare radicalmente l’assetto dell’antico borgo. La costruzione della villa comportò l’abbattimento di parte della cinta muraria del castello medievale, sostituita da nuove strutture di contenimento. L’edificio, caratterizzato da una rigorosa impostazione neoclassica, si inserisce in un sistema paesaggistico di straordinaria complessità progettato nel 1834 dall’architetto senese Agostino Fantastici.

Il giardino monumentale di Villa Chigi Saracini

Ma è soprattutto il parco la preziosità del complesso. Esteso per oltre tre ettari, fu concepito secondo il gusto romantico allora in voga, con percorsi sinuosi, improvvisi cambi di prospettiva e una sapiente orchestrazione delle essenze arboree. Platani, tigli, cedri, faggi, lecci e allori costruiscono ancora oggi una sequenza di ambienti che alternano aperture panoramiche e zone raccolte. Tra i manufatti disseminati nel parco c’è anche un raffinato Kaffeehaus neoclassico, scandito da colonne doriche in travertino e affiancato dalle statue di Flora e Artemide. Poco distante si trovano il laghetto ornamentale, il piccolo ninfeo nascosto tra la vegetazione e il ponte a tre arcate che collega la villa alla collina di San Quirico.

L’intervento di Guido Chigi Saracini

Fu però tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento che il parco assunse una dimensione ancora più personale grazie all’intervento di Guido Chigi Saracini. Musicista, collezionista e mecenate, il conte trasformò questo luogo in una sorta di omaggio all’arte e alla musica, disseminandolo di monumenti dedicati ai grandi compositori e commissionando allo scultore Tito Sarrocchi alcune delle sue opere più significative. A lui si devono, per esempio, la monumentale colonna dedicata a Michelangelo Buonarroti e la scenografica fontana marmorea.

Chi era Guido Chigi Saracini e il futuro della Villa

Guido Chigi Saracini, fondatore dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena, contribuì alla formazione di generazioni di musicisti e alla costruzione di una rete internazionale di relazioni artistiche. Tanto che non sorprende che proprio a lui sia dedicata una delle iniziative centrali della riapertura della villa. Il 7 giugno il Museo del Paesaggio inaugurerà la mostra Armonie in Villa: Guido Chigi Saracini mecenate delle arti, un percorso espositivo che ripercorre il profilo del conte e il suo ruolo nella promozione della cultura musicale e artistica. Realizzata in collaborazione con Vernice Progetti Culturali, l’esposizione resterà visitabile gratuitamente fino al 31 agosto 2026. Così dal 6 giugno, oltre alle visite guidate che, per tutta l’estate, permetteranno di esplorare il parco ogni fine settimana, la villa diventerà sede di attività culturali, percorsi formativi e manifestazioni pubbliche. Nel programma già annunciato figurano il ritorno del Bruscello, appuntamenti del Chianti Festival e collaborazioni con l’Accademia Musicale Chigiana.

Villa Chigi Saracini
dal 6 giugno 2026
Castelnuovo Berardenga, 53019, Siena

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Redazione

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