“Stiamo superando le Colonne d’Ercole”. L’artista Luca Vitone ci manda il diario di bordo del suo viaggio a vela verso Sant’Elena

L’artista, nato a Genova nel 1964, è in viaggio via mare dopo aver salpato lo scorso 29 aprile 2026 dall’Isola d’Elba, luogo di residenza obbligata di Napoleone Bonaparte. Approderà infine all’isola di Sant’Elena, ultima casa dell’imperatore. Qui la prima parte del diario di bordo di Vitone e il racconto dell’impresa, che in realtà è un’opera d’arte

Ormai siamo in ballo. Partiti da un mese con ancora tanti problemi da risolvere, siamo a La Linea, porto spagnolo a pochi metri da Gibilterra. Sono le ultime miglia nel Mediterraneo e poi dopo le Colonne d’Ercole entreremo nell’Oceano, e già siamo accompagnati da molte emozioni.
Dopo sei anni di preparativi finalmente siamo in barca veleggiando a motore per raggiungere il porto dove incontreremo chi risolverà le ultime problematiche per permetterci di proseguire nell’Atlantico senza preoccupazioni.

L’opera “via mare” Pro Tempore di Luca Vitone
L’opera “via mare” Pro Tempore di Luca Vitone

Pro Tempore: il viaggio su mare di Luca Vitone

Siamo a bordo di Adriatica, un anziano cutter che già ha visto tante onde di mari lontani da più di venticinque anni. I lunghi preparativi sono stati seguiti da mesi di cantiere dal nostro comandante Pier Bruno Morelli che, con solerzia, ha affrontato continui imprevisti aiutato in tante faticose giornate da Alessandro Daniele, il fonico che raccoglierà i magici suoni del vento, dell’infrangersi delle onde e i silenzi rumorosi sotto il livello dell’acqua. Alessandro ha accompagnato Bruno per settimane nella preparazione dello scafo e ancora deve seguire aggiustamenti elettrici e non solo. Ma non è il solo ad avere accompagnato il mirabile Morelli nell’aggiustamento della vecchia gloria del tubo catodico.

Pietro Bertozzi aka Peter Bert, esperto navigatore della Bologna sommersa, narratore non convenzionale di racconti di vite parallele di un mondo sotterraneo, di uno stile di vita non conforme allo status quo che ci circonda, è qui con noi in plurima funzione di secondo di Morelli nella conduzione della navigazione, di lavoratore indefesso nella preparazione del naviglio e di narratore di un racconto che vedrà la luce chissà come, chissà dove, in un tempo futuro. Con noi c’è anche Elvio Manuzzi, amico fraterno del nuovo millennio, già complice nel viaggio verso l’India di Romanistan e di altre avventure precedenti, conosciuto come l’ospite perenne, oggi ribalta questo ruolo accogliendomi nelle sue stanze in questi mesi di difficile esistenza.

"Stiamo superando le Colonne d’Ercole”. L’artista Luca Vitone ci manda il diario di bordo del suo viaggio a vela verso Sant'Elena
L’opera “via mare” Pro Tempore di Luca Vitone

Il film su Pro Tempore di Luca Vitone

È lui l’occhio di questa avventura che riprenderà come direttore della fotografia, le immagini filmiche di Pro tempore. Ma c’è sempre un di più per un racconto che si rispetti: il sesto uomo, imprevisto, la sorpresa che ci accompagna in questo peregrinare tra le acque, un uomo dalle mille vite, amico da decenni, osservatore acuto e interprete del mondo che all’ultimo ha deciso di imbarcarsi con noi per affrontare con generosa ironia le fatiche di queste giornate. È Carlo Antonelli che non ha bisogno di ulteriori presentazioni. “Bimbaaa!” è il suo grido di battaglia che risuona sulla tolda del veliero incutendo terrore alle orche più aggressive.

Pro tempore è un progetto che, dopo tanti ripensamenti, finalmente l’anno scorso grazie a Italian Council, programma volto alla promozione internazionale dell’arte contemporanea, promosso della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura mi ha dato la possibilità di vederlo realizzare. Questo non sarebbe stato possibile grazie il fondamentale appoggio di Ornella Laneri, presidente di Fondazione Oelle di Catania, conosciuta due anni fa tramite Gianluca Collica, che appena ascoltato il mio racconto su ciò che avrei voluto fare, si è rivelata entusiasta e complice dell’idea di partire con il ruolo di ente proponente.

Il team del progetto Pro Tempore

Al suo fianco un team esteso pronto a seguire l’organizzazione logistica e amministrativa di tutta l’operazione coordinati dal generoso supporto di Lisa Andreani nel ruolo di direttrice di produzione. In particolare, un esteso grazie va rivolto a Vittorio Piraneo, responsabile progetti, di nuovo a Gianluca Collica e a Francesca Guerisoli, consulente. In fondazione, inoltre, ci sono anche Caterina Laneri Piazza e Chiara Gallo che seguono il programma social, coadiuvate da Àfrica Morgui Sunico che ci segue dallo studio. A partecipare a questa immensa progettualità sono anche il Museo Madre, in qualità di ente ricevente nella sua collezione delle opere prodotte, diretto da Eva Fabbris che conosce il progetto dal suo principio, la presidente Angela Tecce, amica da anni, e Anna Cuomo; l’offspace Sonnenstube di Lugano diretto da Giacomo Galletti, Giada Olivotto, Sandro Pianetti, Gabriel Stöckli e Gianmaria Zanda che presenterà nell’autunno la prima esposizione internazionale di Pro tempore. Ad aggiungersi a loro è anche la casa editrice Artphilein di Caterina De Pietri che realizzerà una pubblicazione monografica coordinata da Giulia Brivio. In ultimo l’identità visiva del progetto è opera di Ilaria Pitassi, mentre la promozione è seguita su più canali da Sara Zolla come ufficio stampa.

Il viaggio di Pro Tempore

Siamo partiti si diceva. Per un viaggio di un paio di mesi che dall’isola d’Elba ci porterà a Sant’Elena, le due isole che hanno visto il tramonto del sogno imperiale di Napoleone. Ci andremo con un’imbarcazione a vela, lo stesso modo di viaggiare di due secoli fa. La notizia della morte di Napoleone il 5 maggio 1821 arrivò a Londra due mesi dopo e si propagò subito per l’Europa in un batter d’occhio. Certo, la tecnica del veleggiare è cambiata ed è più sofisticata e poi oggi per entrare e uscire da un porto è d’obbligo il motore e anche in caso di bonacce prolungate quest’ultimo è necessario per non rimanere in impasse. L’idea di percorrere il viaggio con questi tempi è contraria a quello dei nostri giorni, in cui il morbo dromologico dell’immediatezza ha preso il sopravvento e non ci permette più di osservare le cose che ci circondano con pacata tranquillità. Invece, a bordo di una barca, che viaggia con una media di 7 nodi, per quanto ci sia sempre da fare, il tempo per osservare il paesaggio che ci fluttua intorno non manca. In questo caso si potrebbe dire che è sempre lo stesso, ma in realtà il mare, come un monocromo, per quanto simile è sempre diverso e l’elemento liquido che in questo caso ci accompagna ci affascina perché custodisce il mistero della vita, dalla nascita alla morte, come la polvere.

Luca Vitone

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Luca Vitone

Luca Vitone

Luca Vitone (Genova, 1964) inizia la sua pratica artistica negli anni ottanta. Fin da subito si distingue per un approccio all’arte contemporanea mosso da coerenza tematica e poetica ma multidisciplinare con sperimentazione di diversi linguaggi. Al centro della sua ricerca…

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