A Milano c’è una galleria d’arte dove si possono comprare opere di artisti importanti tutte a meno di 1000 euro
Aperta il 15 aprile 2026 con la mostra “anew spring”, la realtà espositiva diretta da Alessia Rosato, si pone nel segno dell'accessibilità dell'arte, e della sua diffusione in chiave di affordability
Contraddistinta da un approccio orizzontale, dove il pubblico è invitato a guardare senza deferenza e collezionare senza timidezza, IONOI Gallery si inserisce nella vasta rosa di gallerie d’arte di Milano nel segno dell’accessibilità e della diffusione dell’arte in ottica un po’ più affordable. Si dice che a Milano è tutto costoso, e invece…
Rilanciata per volontà di Alessia Rosato in Via Perugino 24, la galleria debutta il 15 aprile 2026 con anew spring – prima che tutto accada, progetto espositivo che mette in dialogo 28 artisti, tra cui i maestri come Cesare Fullone, Giuseppe Frangi, Franko B., Antonio Marras ed Ercole Pignatelli (per citarne solo alcuni), con opere che includono stampe, oggetti e multipli. Tutti acquistabili al di sotto dei mille euro. Qui un tempo c’era una sorta di showroom del famoso designer Fabio Novembre, ora però lo spazio è diventato definitivamente una galleria vocata all’arte a buon mercato.
Volevamo saperne di più e abbiamo fatto qualche domanda ad Alessia Rosato.

Intervista ad Alessia Rosato di IONOI Gallery a Milano
In che modo IONOI Gallery si differenzia dal modello tradizionale di galleria d’arte contemporanea?
Le gallerie sono spazi che raccolgono e mettono in relazione segni, pittura, colore, spostamenti di senso. Intorno a questo si costruiscono comunità temporanee: artisti, opere, persone che entrano in contatto con qualcosa che le riguarda.
IONOI nasce con l’idea di allargare questa relazione, soprattutto verso chi spesso resta fuori dall’orizzonte del collezionismo, a causa di un filtro economico e non culturale.
A me piace pensare al grande contributo del cinema. Penso spesso al valore che riesce a veicolare un film: qualcosa di prezioso che può entrare senza confini in case diverse. Un’importante forma di democrazia.

IONOI Gallery e una nuova idea di collezionismo inclusivo
Nella presentazione di apertura della galleria si parla di “affordable art” attraverso stampe, multipli e arte applicata. Pensa che il collezionismo oggi stia cambiando direzione diventando più inclusivo e meno elitario?
Capisco il collezionismo quando nasce da un’ossessione reale. Penso a chi colleziona orologi: lì c’è una relazione precisa, quasi tecnica, che rende evidente il desiderio.
Nel collezionismo d’arte questo non sempre accade. A volte è difficile capire se si sta guardando un rapporto autentico con l’opera o un sistema di riconoscimento tra pochi. È lì che qualcosa si perde. Per questo non ci interessa formare collezionisti, ma riaprire uno spazio in cui il desiderio non debba essere giustificato. Dove puoi scegliere qualcosa senza dover dimostrare di sapere perché.
La mostra “anew spring” da IONOI Gallery a Milano
La mostra inaugurale “anew spring” riunisce 28 artisti e figure molto diverse tra loro, dai maestri storicizzati ad artisti contemporanei. Qual è stato il criterio curatoriale che ha guidato questa prima collettiva?
Abbiamo immaginato questa mostra più come una festa che come un ordine curatoriale tradizionale. La frase di Jean Dubuffet, “L’art ne dort jamais dans le lit qu’on lui a préparé”, è stata molto presente. Ci interessa proprio questo: l’idea che l’arte sfugga a ogni tentativo di essere ordinata, prevista, messa a sistema e per questo ci siamo spostati, in modo organico, verso una tensione reale. Discontinua, anche irrisolta. anew spring – prima che tutto accada è più una condizione che una mostra. Un momento in cui coscienze diverse prendono atto di poter accadere.

L’inaugurazione ha incluso una performance che invitava il pubblico a partecipare “senza ruoli prestabiliti”. Cosa vuol dire? È anche un modo per superare quella distanza e quel senso di soggezione che spesso il pubblico percepisce nei confronti dell’arte contemporanea?
La performance anew blooming, di e con Pierandrea Rosato e Gabriele Scarcia, è nata negli spazi di IONOI, nutrendosi del manifesto stesso della galleria e restituendo un’atmosfera fondata sulla sinergia tra l’ordinato gesto dell’esporre e l’irregolare forza generatrice dell’opera d’arte. La scena, abitata da due corpi in allerta — uno in suit, l’altro rivestito di orchidee e boccioli — evoca la dialettica tra curatela e oggetto artistico, permettendo al pubblico di immedesimarsi alternativamente nell’uno e nell’altro ruolo. La performance attraversa così quella tensione desiderante che accompagna il rapporto tra creare e donare, ma anche tra possedere e custodire, aprendo a una relazione più intima, sensibile e partecipata con l’opera e con il gesto della cura.
Valentina Muzi
IONOI Gallery
Via Perugino 24, Milano
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