L’indagine sull’intimità al centro di una mostra in una galleria di Parigi
Fino al 30 maggio 2026, alla Parliament Gallery si può visitare la “Système domestique”, mostra di Guillaume Valenti che, utilizzando la pittura per rappresentare l’atto stesso di mostrarsi, ragiona sui concetti di rappresentazione e identità
In che modo è possibile rappresentare in un’immagine l’identità di una persona senza creare un ritratto vero e proprio? Guillaume Valenti (Parigi, 1987) risponde a questa domanda rappresentando gli spazi del suo studio, come si può vedere nella mostra Système domestique, alla Parliament Gallery di Parigi, l’artista presenta delle opere che sottolineano come la nostra essenza sia rappresentata nello spazio intimo e personale che viviamo quotidianamente, nel suo caso: lo studio.

Il luogo abitativo utilizzato come mezzo per ritrarsi da Guillaume Valenti a Parigi
Nelle opere esposte alla galleria parigina è evidente il ricorrere di un elemento: la libreria dello studio dell’artista che rappresenta il luogo dove si accumulano spunti e riflessioni personali. Libri, oggetti, animali e altri elementi molto importanti alla vita di Valenti si alternano e si confrontano tra loro creando sintesi sempre diverse. Suggestioni essenziali che raccontano una biografia personale. L’oggetto ritrae chi lo possiede e lo rivela a un pubblico che ne coglie l’intimità e l’autenticità ma il tutto rimane in realtà solo il punto di partenza di un’indagine che in realtà va ben oltre.
Il processo pittorico di Valenti svelato nella mostra alla Parliament Gallery
Il processo che tramite queste opere viene investigato è infatti molto profondo. La libreria, ritratta sempre dallo stesso punto di vista e con le stesse proporzioni, diventa una griglia ortogonale, struttura che l’artista ha sempre utilizzato per creare le sue opere e che qui ritorna non solo come metodo ma anche come soggetto. I due concetti, libreria e griglia, si compenetrano finendo per svelare il processo stesso del ritrarre. A questa suggestione si aggiunge quella data dal momento della giornata che entra in scena tramite la luce. Una luce sempre diversa che invade l’oggetto osservato tanto da renderlo in certi casi astratto.
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Le opere di Guillaume Valenti a Parigi
Come si può notare nell’opera Grise (2026), l’area sovraesposta perde definizione e si trasforma in uno scenario che cessa di avere una consistenza vera e propria, essendo letteralmente plasmato dalla luce. Questo processo, ancora più evidente nell’opera Bibliothèque blanche (2026) nella quale la luce decostruisce completamente i volumi creando volumi a-plat, è ibridato in opere come Bibliothèque rouge (2024) con colorature artificiali. L’artista partendo sempre dai colori primari ne ha in questi casi esasperato uno, portando la visione dell’oggetto verso una sintesi innaturale che giocando con il colore indaga la manipolazione dell’immagine e della rappresentazione realistica della realtà.
Il processo rappresentativo di Valenti indagato dalla mostra “Système domestique”
Ad aggiungersi alle opere che ritraggono la libreria dello studio vi sono altre investigazioni che l’artista compie sempre partendo dalla visione intima e personale del suo ambiente abitativo. Una di queste è data da The florist (2026), un’opera che ritrae la visione che si osserva dalla finestra del suo studio. I colori, in questo caso fedeli, precisi e accurati, sono pensati apposta per ricreare l’effetto di abbaglio che la luce crea filtrando dalle chiome degli alberi. Essenziale è il dialogo che si articola tra l’ambiente interno dal quale si osserva la scena e quello esterno.
Ad ampliare ancora di più il ragionamento sulla rappresentazione sono altre due opere che, richiamando l’ambito della storia dell’arte, indagano il sistema di riproduzione delle immagini. Nell’opera Untitled (2023) per esempio viene duplicato lo specchio dipinto sul fondo della sala ritratta nell’opera Il ritratto dei Coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck.
La riflessione sull’attualità nella ricerca di Valenti a Parigi
In questo caso, pur rimanendo fedele al tema dello spazio domestico, l’artista ragiona allo stesso tempo sulla proliferazione di immagini del nostro tempo, ritraendo il gioco di specchi essenziale in un quadro emblematico come quello e domandandosi sulla riproducibilità delle immagini. Questo processo si esaspera a tal punto da ritrarre un computer portatile, luogo di accumulo e raccolta, contenitore di immagini, riferimenti biografici e di elementi intimamente personali e allo stesso tempo dispositivo di rappresentazione. Système domestique si presenta dunque come un’indagine profonda e intima che, tramite incastri e compenetrazioni di immagini ritratte, rappresentate e rielaborate, animano una ricerca che punta ad analizzare la riproducibilità dell’immagine, onnipresente nel nostro periodo storico e che tramite i social è diventata una componente essenziale del nostro quotidiano.
Samuel Tonelli
Parigi // 30 maggio 2026
Système domestique
PARLIAMENT GALLERY – 5 Rue des Haudriettes 75003 Paris
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