Il Mediterraneo protagonista al 52° Festival della Valle d’Itria. Ecco il programma, tra miti e riscoperte

Uno degli appuntamenti culturali più interessanti della Puglia torna a Martina Franca e in alcuni luoghi del territorio durante l’estate. Quest’anno esplora il tema del Mediterraneo

La Valle d’Itria si prepara a diventare, ancora una volta, teatro dell’omonimo festival musicale che da decenni rappresenta un’opportunità di crescita per il territorio che lo ospita e le persone che lo vivono. Stiamo parlando del Festival della Valle d’Itria che si terrà a Martina Franca (in provincia di Taranto) e in alcuni luoghi del territorio pugliese dal 14 luglio al 2 agosto 2026. Organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi, la 52esima edizione del Festival è curata per il secondo anno dalla direttrice artistica e compositrice Silvia Colasanti ed esplora quest’anno il tema del Mediterraneo.

Festival della Valle d’Itria: Mediterraneo è il tema di quest’anno

La riflessione sul presente, l’attenzione e il rispetto dei percorsi compositivi degli autori, lo spazio alla musica del XX e XXI Secolo, la curiosità, l’ampliamento degli orizzonti culturali: così proseguo il percorso intrapreso nella precedente edizione del festival”, ha spiegato la direttrice artistica Silvia Colasanti. “Il tema di quest’anno, Mediterraneo, scorre nelle opere e nei concerti presentandosi sotto diverse sfaccettature: il mito come radice e specchio della nostra identità, l’incontro prezioso tra culture differenti e lo scambio proficuo di idee che ne deriva, e infine l’accoglienza, il più solido e autentico tramite per l’assimilazione delle diversità. La musica ci pone domande, emoziona, incuriosisce, attraversando quattro secoli, con particolare attenzione al Novecento storico italiano ed europeo. Oggi il Mediterraneo è anche il luogo in cui si intrecciano storie e destini spesso drammatici. La musica è la voce che racconta queste storie, che sa esprimere speranze e paure di chi attraversa il mare in cerca di una vita migliore e il nostro festival vuole sollecitare una riflessione su questa complessità”.

Festival della Valle d’Itria: le tre grandi produzioni liriche

Il cuore del programma è rappresentato da tre nuovi allestimenti che spaziano dal Barocco al Novecento. Il 14 luglio sono previste le opere novecentesche Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella: un viaggio nelle radici della cultura mediterranea attraverso la rilettura del mito e della tradizione napoletana. La riscoperta barocca  sarà, invece, il tema affrontato il 24 luglio con l’opera Il schiavo di sua moglie (1672) di Francesco Provenzale: una rarità del Seicento napoletano portata in scena dal complesso barocco Cappella Neapolitana diretto da Antonio Florio. Infine, la storia sarà protagonista il 25 luglio con la Carmen di Bizet: l’opera viene presentata per la prima volta in forma scenica nella partitura originale del 1874, prima dei tagli imposti dall’Opéra Comique. La direzione è affidata al Maestro Fabio Luisi.

Non solo Opera: i concerti delle grandi Orchestre e il teatro di ricerca

Il Festival si diffonde nel territorio tra masserie, chiostri e basiliche con un programma ricchissimo e delle iniziative speciali. Alle tre produzioni liriche si affianca innanzitutto un progetto che il Festival ha commissionato a Marco Baliani, scrittore, attore e regista dedito a un teatro di ricerca e di impegno civile: per l’occasione presenta Vennero da ogni dove, un racconto in musica sull’umanità in cammino che andrà in scena il 20 e 21 luglio al Chiostro di San Domenico. Poi, saranno protagoniste l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, l’Orchestra della Magna Grecia e il ritorno dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala conconcerti diffusi nel territorio della Valle d’Itria. Infine, il progetto In Orbita (10-12 luglio) porterà spettacoli e musica nelle piazze e nelle contrade, uscendo dai circuiti elitari per incontrare i cittadini nel loro quotidiano.

Dal 14 luglio al 2 agosto 2026
Festival della Valle d’Itria
Martina Franca (Taranto)

www.festivaldellavalleditria.it

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Redazione

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