Morto l’artista Tullio Brunone. Il ricordo 

Angela Madesani ricorda l’artista scomparso il 21 aprile 2026 ripercorrendo le tappe fondamentali della sua carriera: dal Laboratorio di Comunicazione Militante alla Scuola di Nuove Tecnologie di Brera, fino alle ultime conversazioni ancora pienissime di idee e progetti

Tullio Brunone se n’è andato il 21 aprile. Una notizia che non avrei mai voluto scrivere. Nato nel 1946 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia italiana, si è formato a Milano all’Accademia di Brera. Tullio era un uomo di grande intelligenza, curioso di quanto gli capitava attorno. Ormai malatissimo, qualche tempo fa si era iscritto a un corso per comprendere il ruolo dell’intelligenza artificiale. Le nostre ultime conversazioni dell’inizio di aprile erano ancora relative a progetti, a idee. 

Tullio Brunone in anticipo sui tempi 

L’ho conosciuto all’inizio degli Anni Duemila, dopo che ho citato il suo lavoro in un mio libro sulla videoarte. Non molto dopo mi ha coinvolto in una sua mostra a Berlino nella galleria di Paolo Marinotti, ubicata nella zona est della città. Nella mostra proponeva una serie di opere sul tema dell’interazione sul quale ha lavorato nel corso degli anni. Lui stesso spiegava in una lunga intervista pubblicata nel volume che abbiamo realizzato insieme, Lo sguardo indagato (Scalpendi), nel 2024: “La complessità e la scrittura del progetto era stata realizzata con il fondamentale intervento informatico di Norberto Serana, col quale proprio in quella occasione è iniziata una collaborazione tuttora vitale. Un lavoro sulla dimensione temporale, legato alle simmetrie e allo spazio, in cui entrava in gioco il concetto di solitudine. La telecamera faceva vedere, raccontava, riprendeva, trasmetteva e ci metteva in rete costruendo tutto e producendo di noi una realtà ‘condivisibile’. Questo era il gioco interessante, anticipatorio di uno degli aspetti più complessi del nostro tempo, il selfie”. 

Tullio Brunone. Photo Alberto Messina
Tullio Brunone. Photo Alberto Messina

Tutte le possibilità dell’arte di Tullio Brunone 

La sua ricerca, condotta con la lentezza, la precisione, la genialità che gli erano proprie, offre una serie infinita di spunti di ricerca e di riflessione. Il suo è stato un lavoro fortemente politico, che con la politica non ha mai avuto a che fare in senso diretto, un lavoro di impegno che non ha significato fare pare parte di schieramenti. La sua forza è coincisa proprio con la riflessione, lo studio, l’informazione continua che lo ha portato a essere un libero battitore, anticonformista, dell’arte. 

Dal Laboratorio di Comunicazione Militante alle Nuove Tecnologie di Brera 

Protagonista del Laboratorio di Comunicazione Militante tra il 1976 e il 1978, un’esperienza fondante che Enrico Crispolti invita, neonata, alla Biennale di Venezia del ’76. Nel corso degli anni Brunone ha lavorato, ha fatto ricerca, ha esposto in Italia e all’estero, si è posto in dialogo con amici artisti, da Paolo Rosa ad Alberto Garutti ad altri ancora, mantenendo sempre forte il suo punto di vista le sue scelte poetiche e metodologiche. Nel corso di questi anni il nostro rapporto è stato fitto, serrato fatto soprattutto di lunghe telefonate, ma anche di incontri. Da lui ho imparato molto, lo trovavo spesso immerso in nuovi progetti che mi spiegava stimolando la mia riflessione. Nell’ultima edizione di miart, la galleria Clivio di Milano, alla quale era legato, gli aveva dedicato parte del grande stand. Grande disegnatore, aveva realizzato recentemente parecchi disegni, tuttora inediti, sulla Milano di Elio Vittorini. Docente intelligente e stimolante, aveva fondato a Brera, negli Anni Novanta, con Paolo Rosa e altri, la Scuola di Nuove Tecnologie, un fiore all’occhiello per la grande istituzione milanese. 

Tullio mi mancherà, mi mancheranno il suo affetto, la sua amicizia, i suoi sogni, la sua voglia di vivere e la sua positività contagiosa.  

Angela Madesani  

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Angela Madesani

Angela Madesani

Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte”…

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