Michael. Al cinema il film sul mito della musica pop

Tra ricostruzione filologica e coinvolgimento emotivo, il making of del film: dal 22 aprile al cinema il racconto di Michael Jackson, dall’infanzia a “Thriller”

Il dietro le quinte del film su Michael Jackson si rivela come un’esperienza profondamente emotiva e collettiva, molto più simile a un atto d’amore che a una semplice produzione cinematografica. Fin dall’inizio, l’obiettivo della troupe di Michael, guidata dal regista Antoine Fuqua, non era solo raccontare la storia del Re del Pop, ma rendere giustizia alla sua eredità artistica e umana attraverso un lavoro meticoloso, condiviso e autentico. Il film è al cinema dal 22 aprile 2026 con Universal Pictures.

La trama di “Michael”, l’attesissimo biopic su Michael Jackson

Michael è la rappresentazione cinematografica della vita e dell’eredità di uno degli artisti più influenti che il mondo abbia mai conosciuto. Il film racconta la storia della vita di Michael Jackson – interpretato dal nipote, Jaafar Jackson, alla sua prima prova da attore – al di là della musica, ripercorrendo il suo percorso dalla scoperta del suo straordinario talento come leader dei Jackson Five, fino a diventare un artista visionario la cui ambizione creativa ha alimentato una ricerca incessante per diventare il più grande performer del mondo. Mettendo in risalto sia la sua vita fuori dal palcoscenico che alcune delle performance più iconiche della sua prima carriera da solista, il film offre al pubblico un posto in prima fila per vedere Michael Jackson come mai prima d’ora. È qui che inizia la sua storia.

Michael. Al cinema il film sul mito della musica pop
Jaafar Jackson as Michael Jackson in Michael. Photo Credit: Courtesy of Lionsgate

Una troupe di appassionati dietro “Michael”

Uno degli elementi centrali del progetto Michael, secondo quanto emerso durante i panel svoltisi durante la Global Fan Celebration avvenuta a Berlino, è stato il forte coinvolgimento emotivo di tutti i membri del team. Il produttore Graham King (per Lionsgate e GK Films) ha scelto non solo professionisti altamente qualificati, ma veri appassionati di Michael Jackson, persone che avevano un legame personale con lui o con la sua arte. Questo ha creato un ambiente in cui ogni reparto – dal trucco ai costumi, dalle acconciature alla coreografia – ha lavorato con un senso di responsabilità e devozione fuori dal comune.

La ricerca e le fedeltà dei costumi, dei capelli e del trucco nel biopic “Michael”

La cura per i dettagli è stata fondamentale, soprattutto nella ricostruzione dell’immagine iconica di Michael. Il reparto costumi – guidato da Marci Rodgers – ha affrontato la sfida di bilanciare fedeltà storica e funzionalità: gli abiti dovevano essere identici a quelli originali, ma anche permettere ai performer di muoversi liberamente durante le complesse coreografie. Per questo motivo, ogni elemento è stato studiato nei minimi particolari, arrivando persino a misurare capi originali e analizzare centinaia di immagini d’archivio. Anche accessori simbolici come il celebre guanto o la giacca di Thriller sono stati ricreati con estrema precisione.

Un’attenzione altrettanto scrupolosa è stata dedicata ai capelli e al trucco, da parte di Bill Corso e Carla Farmer e il loro team. L’obiettivo non era semplicemente “replicare” un look, ma restituire la sensazione autentica della presenza scenica di Michael. Per questo, sono state utilizzate diverse tecniche, combinando capelli naturali e parrucche, in modo da ottenere un risultato il più possibile realistico, soprattutto durante le performance.

Michael. Al cinema il film sul mito della musica pop
Judah Edwards as Young Tito, Jaylen Hunter as Young Marlon, Juliano Krue Valdi as Young MJ, Nathaniel McIntyre as Young Jackie and Jayden Harville as Young Jermaine in Michael. Photo Credit: Courtesy of Lionsgate

In “Michael” non mancano le coreografie iconiche

Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dalla coreografia, con a capo Barbara Ling. Ricreare i movimenti iconici di Michael Jackson ha richiesto un lavoro lungo e complesso, basato non solo sulla tecnica ma anche sull’osservazione e sulla comprensione profonda del suo stile. I coreografi hanno guidato gli attori attraverso un processo che partiva dallo studio visivo: guardare, analizzare e interiorizzare ogni gesto prima ancora di eseguirlo. In particolare, la performance di Billie Jean è stata utilizzata come banco di prova, proprio perché essenziale e priva di elementi scenici di supporto.

Michael. Al cinema il film sul mito della musica pop
Jaafar Jackson as Michael Jackson in Michael. Photo Credit: Glen Wilson

“Michael”, un biopic che piacerà ai fan

In definitiva, il film nasce da un equilibrio tra rigore tecnico e partecipazione emotiva. Ogni scelta, ogni dettaglio, ogni scena è il risultato di un lavoro condiviso, guidato dal desiderio di onorare una figura che ha segnato la storia della musica e dello spettacolo. Ciò che emerge è un progetto in cui passione, rispetto e ricerca della perfezione si intrecciano, dando vita a un ritratto che non è solo una ricostruzione, ma un vero e proprio omaggio a Michael Jackson che non deluderà i moltissimi fan.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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