Il popolare scultore Jago punta su Capri con una mostra che è anche un progetto di valorizzazione territoriale

È Villa Lysis la location dove l'artista porterà il suo prossimo progetto che, in linea con quello napoletano, si caratterizza per la combinazione tra arte contemporanea, storia e promozione della realtà locale

Capri sta preparando la sua candidatura a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028 e inizia a porre le basi fin da adesso, annunciando per giugno una grande mostra personale di Jago (Frosinone, 1987) negli affascinanti spazi di Villa Lysis, edificio del Primo Novecento nell’area settentrionale dell’isola. 

Villa Lysis: un gioiello liberty non adeguatamente apprezzato nel conteste caprese

Inizialmente conosciuta come La Gloriette e balzata alle cronache come Villa Fersen – in onore del poeta Jacques d’Adelswärd Fersen, che la fece costruire nel 1905 per sfuggire agli scandali che lo avevano travolto a Parigi – Villa Lysis è chiamata così dal suo progettista, Édouard Chimot, in relazione al dialogo Liside di Platone. 

Da anni è oggetto di attenzioni da parte dall’amministrazione di Capri che cerca in tutti i modi di valorizzarla. Impresa tutt’altro che banale dal momento che questo gioiello dell’eclettismo, sorgendo nell’area di Monte Tiberio, sopra la baia di Marina Grande, è raggiungibile solo a piedi, dopo una “passeggiata” di oltre 40 minuti che, dagli stretti (e freschi) vicoli del centro, si inerpica lungo un’impegnativa salita che, soprattutto nei mesi più caldi, non è tra le escursioni più ambite dai visitatori. 

Il popolare scultore Jago punta su Capri con una mostra che è anche un progetto di valorizzazione territoriale
Villa Lysis Foto Gerd Fahrenhorst

La proposta di Jago per Capri

Sarà per questo che il Comune ha accolto di buon grado la proposta dell’ormai celebre scultore Jago di organizzare proprio in questo luogo misterioso – punto di riferimento per artisti e intellettuali nel Secolo Scorso, simbolo della Capri più colta e raffinata, ma anche inquieta, esoterica ed eversiva – la sua mostra personale? Un progetto ambizioso che vedrà le opere dell’artista, dislocate nei vari piani, dialogare con i ricercati ambienti della dimora storica: da quelli decorati in stile liberty e neoclassico, con pavimenti in marmo, stucchi chiari e colonne istoriate, al salone con maioliche azzurre; dalla biblioteca fino alla fumeria d’oppio nel seminterrato – chiamata camera cinese per i mosaici e iscrizioni orientali che la impreziosiscono -; senza trascurare le terrazze dalle vedute mozzafiato e la valorizzazione degli spazi esterni con installazioni ad hoc. Con questa operazione l’artista, forte del successo napoletano, andrà ad accendere i riflettori sulla Villa, riportandola al centro dell’interesse che residenti, cittadini napoletani e visitatori hanno già riposto in lui. 

Il popolare scultore Jago punta su Capri con una mostra che è anche un progetto di valorizzazione territoriale
Villa Lysis

Il successo di Jago a Napoli: la Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi e lo Jago Museum

Già perché il successo partenopeo di Jago ormai è ben più che consolidato. L’artista che nel 2019, dopo diverse esperienze all’estero, ha scelto Napoli come sede d’elezione per vivere e lavorare, ha conquistato in poco tempo la comunità portando nel Rione Sanità, cuore pulsante della città, a contatto con un pubblico eterogeneo e trasversale, ben più ampio del patinato parterre delle gallerie, alcune delle sue opere più importanti, come Il Figlio Velato con un impatto sociale molto forte. In particolare, grazie al sostegno della collettività e di figure come don Antonio Loffredo, in quattro anni è riuscito a riaprire al pubblico (dopo 40 anni di chiusura per abbandono) la Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, trasformandola nel suo laboratorio, aperto anche ai giovani del quartiere, e dando vita, nel 2023 allo Jago Museum in cui storia, arte contemporanea e vita si incontrano, in un progetto artistico ma anche sociale.

Il carattere etico del modus operandi di Jago a Napoli

L’artista, infatti, oltre a restituire alla città un luogo storico riqualificandolo, ha fuso l’idea del museo contemporaneo con quella di laboratorio, creando un luogo vivo, in cui i visitatori sono doppiamente coinvolti, invitati non solo alla contemplazione tradizionale delle opere ma anche ad assistere al loro processo creativo. Napoli è diventata così il centro propulsore della crescita di Jago che, mantenendo sempre un legame stretto e diretto con il pubblico, decisivo per la rinascita culturale della zona, ha realizzato proprio lì alcuni dei suoi lavori divenuti iconici come la Pietà. E proprio questo modus operandi, connotato dalla combinazione tra padronanza della tecnica artistica, professionalità, e attenzione per il sociale ha determinato il successo, trasformando il suo lavoro e l’intero progetto in un’esperienza collettiva, benefica per l’intera comunità.

Il progetto di Jago a Villa Lysis di Capri 

E tutto lascia presagire che anche a Capri l’artista intenda procedere allo stesso modo; ovvero, non solo con una semplice mostra ma con uno stare che si configura come progetto sociale volto alla valorizzazione del territorio. Infatti, cogliendo quella che da tempo è la mission dell’amministrazione comunale, Jago si propone di contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici focalizzandosi su un luogo che, per la sua collocazione, ben si presta ad essere visitato e vissuto anche al di fuori del periodo estivo. 

Il progetto a Villa Lysis, oltre a un percorso espositivo, ideato secondo un concept narrativo unitario lungo i diversi ambienti, con opere scultoree, installazioni e contenuti audiovisivi selezionati per integrarsi in maniera armoniosa con l’esistente, prevede anche l’individuazione di uno spazio dedicato alla produzione artistica; uno studio che, in quanto luogo vivo e in continua trasformazione, ha tutte le premesse per diventare centro culturale in cui accogliere e coinvolgere i visitatori al di là della visita museale. Naturalmente, il tutto realizzato secondo rigorosi criteri di reversibilità e non invasività, nel massimo rispetto delle caratteristiche storiche della Villa e completato da servizi di accoglienza al pubblico, bookshop e la rivalutazione degli spazi esterni. 

Ludovica Palmieri

Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

Scopri di più