In una mostra a Roma la natura partecipa alla creazione delle opere 

Con la sua personale alla Galleria Valentina Bonomo, Pietro Pasolini esplora l’interazione tra uomo e natura. Presenta i lavori più recenti, realizzati con una tecnica di sua invenzione che è “a quattro mani con la natura”

Sono opere in cui perdersi, lasciarsi andare per poi ritrovarsi e acquisire nuove consapevolezze, le Ossigrafie, di Pietro Pasolini (Brasile, 1992), ultimo esito della sua ricerca. Lavori carichi di significato e caratterizzati da una superficie seducente, astratta, in cui forme e colori fluiscono in armonia, segnando le superfici. Opere, presentate nella mostra Il tempo inciso, alla galleria Valentina Bonomo di Roma, grazie alle quali l’artista, “nato” come fotoreporter di viaggio, è andato oltre il racconto visivo proprio della fotografia per approfondire al massimo la riflessione sul rapporto uomo natura, coniando una tecnica personale in cui la stessa da semplice oggetto, diventa soggetto e artefice delle composizioni. 

Pietro Pasolini, Il tempo inciso, 2026, Galleria Valentina Bonomo, installation view, ©Christian Rizzo
Pietro Pasolini, Il tempo inciso, 2026, Galleria Valentina Bonomo, installation view, ©Christian Rizzo

Le “Ossigrafie” di Pietro Pasolini in mostra a Roma 

Le Ossigrafie, realizzate a partire dal 2020, rivelano l’enorme balzo in avanti compiuto dall’artista nella sua ricerca a livello pratico e teorico, rispetto alla pur eccellente precedente produzione fotografica; di cui l’esposizione, offre due notevoli esempi, scattati rispettivamente in Patagonia e Tajikistan. Pasolini, dimostrando grande coraggio e coerenza critica, è uscito dalla zona di comfort della fotografia per addentrarsi in un ambito sperimentale e sconosciuto ed ideare un procedimento ad hoc. Come ha raccontato lui stesso, l’idea di utilizzare elementi sostenibili per sviluppare immagini della natura è nata da un’intima necessità. 

Pietro Pasolini, Il tempo inciso, 2026, Galleria Valentina Bonomo, installation view, ©Christian Rizzo
Pietro Pasolini, Il tempo inciso, 2026, Galleria Valentina Bonomo, installation view, ©Christian Rizzo

Le parole dell’artista 

“Tutto il mio lavoro” ha spiegato, “deriva da una profonda esigenza di raccontare la natura per aumentare la sensibilità sulla questione ecologica; dunque, ho iniziato a percepire come un’intollerabile e ipocrita contraddizione lavorare con la fotografia, che implica l’uso acidi altamente dannosi per l’ambiente. Così”, ha continuato “ho abbandonato la camera oscura per sviluppare le Ossigrafie in cui, posso affermare, di lavorare a quattro mani con la natura, facendone non solo il soggetto ma anche il medium co-creatore dell’opera. Traendo ispirazione dalle antiche cianografie, impressiono delle lastre di metallo, in questo caso ottone e rame, con elementi tratti dal mondo naturale, foglie di palma, viti, a cui spesso aggiungo la forza dell’acqua o del fuoco. Si tratta di un procedimento molto lungo”, ha concluso, “che richiede il rispetto dei tempi della natura. Ci vogliono anche 3 o 4 mesi per realizzare un’Ossigrafia”.  

Pietro Pasolini alla Galleria Valentina Bonomo di Roma 

Opere che negli spazi della galleria romana dialogano con Metamorphosis una scultura in cui Pasolini esprime, in maniera esplicita e figurativa, il concetto di ibridazione uomo-natura. Un busto con delle foglie di agave d’argento al posto della testa che si erge da una montagnola di terra scura, come a voler lanciare un monito, un segnale forte, per far capire, anche ai visitatori meno intuitivi, che la tutela dell’ambiente non è un optional ma una conditio sine qua non per la nostra stessa sopravvivenza; perché come mostra il busto che sorge dal terreno: noi siamo natura. Tuttavia, se nei lavori fotografici e nelle Ossigrafie la riuscita è indiscutibile, bisogna riconoscere che l’opera scultorea, nella sua rigidità, un tantino stride. Rivelandosi forse ancora un tentativo in fase embrionale che, ad ogni modo, si apprezza per l’audacia e l’intenzione, intesa come bisogno di mettersi alla prova e andare avanti; del resto, Pietro Pasolini, ancora negli “enta”, si può già considerare un artista interessante, da continuare a seguire nel panorama contemporaneo.  

Ludovica Palmieri 

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Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

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