La storica Biblioteca Braidense di Milano trasformata in palestra da uno sponsor. Immagini, video, intervista al direttore
A rendere possibile l’evento è stata la collaborazione tra il celebrity trainer e coreografo americano Isaac Boots e un brand di skincare fondato da Irene Forte: insieme hanno organizzato una sessione di allenamento ad alta intensità in una delle sale storiche della biblioteca di Brera
La sessione di workout alla Biblioteca Braidense di Milano
Quello che si è svolto nella storica biblioteca milanese è un allenamento di dance cardio ad alta intensità chiamato “Torch’d Workout”, ideato e brevettato dallo stesso Boots. L’evento ha avuto risonanza sui social, dove numerosi partecipanti si sono mostrati mentre si allenavano con pesetti e musica ad alto volume, circondati da volumi antichissimi e di inestimabile valore. Ovviamente i profili di Brera e della Braidense si sono guardati bene di ricondividere.
La Biblioteca Braidense: la storia
La Biblioteca Nazionale Braidense nasce dalla donazione della biblioteca del conte Carlo Pertusati all’arciduca Ferdinando, figlio di Maria Teresa d’Austria, che nel 1770 ne decise l’apertura al pubblico per colmare la carenza a Milano di una biblioteca accessibile, ricca di libri stampati e non solo di manoscritti, come l’Ambrosiana. Lo scioglimento della Compagnia di Gesù nel 1773 consentì allo Stato di acquisire il Palazzo del Collegio di Brera, destinato a sede della biblioteca. I fondi librari dei collegi gesuitici, insieme al fondo Pertusati, costituirono il nucleo iniziale, poi ampliato con importanti raccolte, tra cui quella scientifica di Albrecht von Haller e le collezioni del cardinale Angelo Maria Durini. Ulteriori arricchimenti derivarono dalla soppressione delle congregazioni religiose e dai duplicati della Biblioteca Imperiale di Vienna. In età napoleonica si aggiunsero nuove raccolte, mentre il deposito obbligatorio delle opere pubblicate nello Stato di Milano contribuì a incrementare il patrimonio. Dichiarata “Nazionale” nel 1880, la Braidense si configurò come una grande biblioteca generalista, comprendente opere storiche, letterarie, scientifiche, teologiche e giuridiche. Nel corso dei Secoli XIX e XX si arricchì di numerosi fondi e collezioni, consolidando il proprio ruolo.Ancora oggi svolge una duplice funzione: conservazione del patrimonio e servizio al pubblico. Dal luglio 2015 è parte del sistema museale della Pinacoteca di Brera sotto la direzione di Angelo Crespi.
Chi c’è dietro la sessione di allenamento alla Biblioteca Braidense? Intervista ad Angelo Crespi
A suscitare perplessità è la possibile mancanza di attenzione verso il patrimonio librario custodito nella Biblioteca Braidense, che potrebbe essere stato esposto a rischi legati all’aumento della temperatura e alla presenza di sostanze acide prodotte durante l’attività fisica come fa notare Angelo Mazzone sul suo profilo social Milano Segreta, che abitualmente denuncia questo genere di eccessi negli spazi culturali milanesi. Non c’è dubbio che Angelo Crespi si stia dando da fare per recuperare più fondi possibili al fine di mantenere in salute i conti dell’istituzione “da quest’anno” spiega ad Artribune “non riceviamo praticamente più fondi pubblici, anzi restituiamo qualche milione allo stato oltre alla percentuale dei nostri incassi che vanno ad alimentare il fondo per i piccoli musei. E per fortuna nel 2025 siamo riusciti a raggiungere i 630mila visitatori, un record”. Va bene direttore, ma una sessione di workout era il caso? “Sono cose che fanno tutti i musei, dal Louvre al Met: la sala è chiusa, l’evento dura solo un’ora, i servizi della biblioteca non subiscono variazioni”. Qui su Artribune abbiamo mai contestato le cene o gli eventi culturali organizzati dagli sponsor, ma certo un gruppetto di influencer che si allena sui tappetini con musica alta e in tutina nella Sala di Maria Teresa d’Austria… “Accetto il punto di vista, ma non dimentichiamoci che la questione dell’attività fisica e del benessere è entrata nel nostro sistema museale come uno degli obiettivi”. Direttore, quando faceva il giornalista non era stato così tenero con Giovanna Melandri quando ospitò per lo stesso motivo delle sessioni di yoga al MAXXI… “Fui critico è vero, ma oggi sono cambiate le posizioni e comprendo anche le cose che criticavo. Anzi a pensarci bene avrei proprio bisogno di un po’ di yoga!”.
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