L’ultima passerella di Etro non è passata inosservata (tutto merito degli artisti di Numero Cromatico) 

Nella sfilata Autunno/Inverno 2026-27 di Etro, Numero Cromatico ha trasformato la passerella in un ambiente percettivo attraversabile. L’intervento ha confermato la vocazione transdisciplinare del collettivo romano, dal sistema moda ai contesti aziendali e territoriali

Quando la moda incontra una pratica artistica capace di interrogare il modo in cui guardiamo e costruiamo significato, il risultato non è una semplice collaborazione, ma uno slittamento di prospettiva. È quanto accaduto con la recente sfilata di Etro, dove l’intervento di Numero Cromatico ha trasformato la passerella in uno spazio esperienziale. 

La storia di Numero Cromatico 

Per comprendere la portata di questo dialogo, occorre però partire dalla natura stessa del collettivo. 
Nato a Roma nel 2011, Numero Cromatico è insieme artista, centro di ricerca e casa editrice indipendente. Riunisce studiosi e creativi provenienti da arti visive, neuroscienze, psicologia, filosofia e design, muovendosi su un crinale in cui la sperimentazione artistica dialoga con il metodo scientifico. La loro indagine si concentra sui meccanismi della visione, sul linguaggio e sull’esperienza estetica, con un’attenzione costante al ruolo di chi osserva. Non si tratta di produrre immagini, ma di attivare processi: cognitivi, sensoriali, emotivi. Installazioni ambientali, dispositivi visivi, pubblicazioni e workshop diventano strumenti per mettere alla prova le convenzioni della fruizione tradizionale. Attraverso la rivista Nodes – Journal of Art and Neuroscience, il gruppo ha contribuito a consolidare un dibattito internazionale sulla neuroestetica, portando la ricerca fuori dall’accademia e dentro fiere, musei e spazi pubblici. Un percorso riconosciuto da istituzioni come il museo MAXXI (Roma e L’Aquila) e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che negli anni ha definito un’identità ibrida e coerente. 

Sfilata Etro autunno inverno 2026-2027. Photo © Launchmetrics.com_spotlight
Sfilata Etro autunno inverno 2026-2027. Photo © Launchmetrics.com_spotlight

La sfilata “Look Forward” di Etro 

Per la sfilata Autunno/Inverno 2026-27 di Etro, Numero Cromatico ha presentato Now more than ever (2026), un’installazione composta da sette portali attraversabili e tattili che scandiscono lo spazio in una sequenza di campi cromatici vibranti. Non una semplice quinta teatrale, ma una soglia percettiva che invita il pubblico a entrare in un ambiente in trasformazione continua. In dialogo con la collezione firmata dal direttore creativo Marco De Vincenzo, l’opera ha amplificato la tensione circolare dello show, intitolato Look Forward ma attraversato da un sentimento di ritorno e metamorfosi. La maison, fondata nel 1968, ha sempre lavorato sul tempo come materia elastica, capace di riattivare segni e motivi (dal paisley al flou) senza mai ripetersi. In passerella, sartorialità britannica e visioni nomadi convivevano in un equilibrio dinamico; l’intervento artistico ne ha reso fisica la traiettoria. 

“Now more than ever” di Numero Cromatico 

I sette portali hanno trasformato la camminata in un’esperienza di attraversamento: ogni varco una variazione luminosa, ogni superficie un invito tattile. Colore e luce diventano così strumenti cognitivi, capaci di orientare l’attenzione e modulare l’emozione. La musica dal vivo di Bluem, con un medley che intrecciava radici sarde e sensibilità contemporanea, ha contribuito a costruire un ambiente immersivo. Avviata in occasione della sfilata Autunno/Inverno 2025–2026, la collaborazione con Etro – segnata dalla monumentale tenda di 52 metri Take me into your dreams, among your darkest thoughts (2025), composta da oltre 120 mila tessere – trova oggi una nuova declinazione. Anche in Now more than ever l’intervento non si riduce a scenografia, ma agisce come controcampo sensibile: un dispositivo che intreccia percezione e linguaggio. In entrambi i casi, l’asse si sposta dalla rappresentazione dell’abito all’esperienza percettiva di chi attraversa lo spazio. 

Now more than ever, Numero Cromatico x Etro, FW 2026-2027, The Mall, Milano Fashion Week - 25 febbraio 2026
Now more than ever, Numero Cromatico x Etro, FW 2026-2027, The Mall, Milano Fashion Week – 25 febbraio 2026

Numero Cromatico in un’altra collaborazione  

Il dialogo tra arte e impresa prosegue a Fabriano con Esseri a malapena immaginabili, progetto site-specific curato da Marcello Smarrelli per la Fondazione Ermanno Casoli e per Elica, azienda italiana attiva nel design e nella produzione di elettrodomestici per il cooking. L’opera verrà inaugurata il 17 marzo 2026 ed è il risultato di un workshop condotto da Numero Cromatico nella sede aziendale di Fabriano, nell’ambito del programma formativo E-STRAORDINARIO. Il percorso ha coinvolto 18 tra manager e collaboratori in un’esperienza di esplorazione creativa volta a connettere l’eredità storica della città – dalla tradizione medievale delle filigrane ai bestiari come dispositivi simbolici e pedagogici – con l’arte contemporanea e le nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale. Dopo una prima fase manuale, basata su disegno e collage per progettare creature ibride, l’IA è stata impiegata come strumento critico e speculativo: non per generare immagini, ma per analizzare simboli e produrre nuove connessioni di senso. Ne è nata una grande tenda composta da migliaia di tessere, installata negli ambienti di Elica e visibile anche dalla piazzetta dell’azienda, oggi configurata come museo d’arte. L’opera restituisce un bestiario simbolico permanente: un ecosistema collettivo che traduce in forma visiva la “biodiversità” di persone e competenze che abitano l’impresa contemporanea. 

Numero Cromatico vuole abbattere i confini 

Ancora una volta, Numero Cromatico costruisce mappe immaginarie che mettono in relazione persone, tecnologia e memoria. Nei prossimi mesi il collettivo sarà impegnato anche a Roma con il progetto Romadiffusa nel quartiere San Lorenzo e a Lecce con un progetto realizzato insieme alla Fondazione Le Costantine e a Eccom, confermando una traiettoria che attraversa città e contesti diversi. Che si tratti di una passerella internazionale o di una piazza, la posta in gioco resta la stessa: ridefinire l’esperienza estetica come spazio condiviso di conoscenza.

Gaia Rotili 

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