Corpo, territorio e nuove tecnologie. Da vedere il video di Francesco Bertelé per Malta Biennale 2026
Anticipa #REL1=OFF, l'opera inedita realizzata dall'artista italiano per il Padiglione Tematico nell'ambito della seconda edizione della rassegna d'arte maltese. Il video introduce l’immaginario e le tensioni che attraversano il concetto di confine
Indagare i confini come spazio fisico, simbolico e percettivo: è questo il tema attorno a cui ruota Repertoire in Intermedial Mode, il progetto dell’artista Francesco Bertelé (Cantù, 1978) pensato per il Padiglione Tematico di Malta Biennale 2026.
Curato da Sara d’Alessandro Manozzo e Caterina Riva, il progetto espositivo propone un percorso che mette in relazione corpo, territorio e nuove tecnologie, presentando le opere Hic sunt dracones e l’inedita #REL1=OFF. Di questa è visibile un video introduttivo che rievoca miti legati al mare, al vento e a presenze leggendarie, costruendo un immaginario simbolico in cui gesto fisico e narrazione si intrecciano.
L’artista Francesco Bertelé per il Padiglione Tematico di Malta Biennale 2026
L’opera #REL1=OFF si sviluppa come un’esperienza di attraversamento e conoscenza del territorio, in cui il corpo dell’artista diventa strumento di misurazione dello spazio, lasciando sulla roccia scalata tracce minime e non invasive. L’azione fisica si sottrae da una dimensione performativa e spettacolare, per far emergere un gesto simbolico che dialoga con la scogliera e con le tensioni del confine.
Documentata integralmente da un drone, la salita diventa protagonista di una grande installazione video presentata nel padiglione maltese, dove il paesaggio appare sospeso tra stabilità e continua trasformazione.
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Francesco Bertelé e l’interazione del pubblico a Malta
Accanto a #REL1=OFF, il padiglione presenta Hic sunt dracones (release alpha 2026), installazione bio-ipermediale in realtà virtuale e mista, evoluzione del progetto vincitore dell’Italian Council 2018. Attraverso visori VR, i visitatori sono invitati ad attraversare un ambiente digitale costruito a partire da rilievi, mappe e dati raccolti a Lampedusa, mettendo in crisi le coordinate tradizionali della percezione e attivando l’opera con la propria presenza e il movimento nello spazio. L’interazione diventa così elemento centrale del lavoro, denunciando temi come la manipolazione dell’informazione, l’errore come scarto tra rappresentazione e realtà e la costruzione simbolica dei confini.
Parola alle curatrici Sara d’Alessandro Manozzo e Caterina Riva
“In ‘Repertoire in Intermedial Mode’ Bertelé propone un metodo di indagine per stratificazione, in cui significati, personaggi, forme espressive, storie e miti si moltiplicano attorno a un’azione – l’arrampicata – e a un luogo: due isole del Mediterraneo, Lampedusa e Malta”, spiegano ad Artribune Sara d’Alessandro Manozzo e Caterina Riva, curatrici del Padiglione Tematico della Biennale Malta 2026. “Nelle opere, la mancanza di una narrazione lineare si contrappone al racconto univoco dei media – e del potere – su temi invece aperti e controversi, come il confine e le migrazioni”.
Valentina Muzi
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