Arte e musica. Intervista al leader della band alternativa Spiritual Front
Un ritratto della band italiana Spiritual Front accompagnato dalle parole del suo fondatore e frontman Simone H. Salvatori. Tra oscurità neo-folk e folk noir, il gruppo porta avanti un cantautorato dal gusto decadente e un’estetica vintage che rispecchia l’immagine di Salvatori
Spiritual Front è una band italiana nata a Roma nel 1999 dal progetto del carismatico cantante e chitarrista Simone H. Salvatori. Nel corso degli anni la band, che ha sempre usato principalmente la lingua inglese e ha cambiato diverse formazioni, sino a quella recente costituita da Simone, fondatore, voce e chitarra acustica, Andrea Freda alla batteria e Francesco Conte alla chitarra elettrica, ha costruito uno stile personale difficilmente riconducibile ad un unico ambiente musicale. Oscurità neo-folk/folk noir, un cantautorato di matrice decadente mitteleuropeo, influenze gothic, new wave e pop, definite come “nihilist suicide pop”, e una vena folk tradizionale. Un gusto che si fonde con un’estetica vintage vicina al cinema italiano d’autore, ma non solo. Durante i concerti vengono utilizzate numerose proiezioni di film di Pasolini, Leone, Fassbinder, Scorsese tra gli altri, e la stessa immagine di Simone, soprannominato “Hellvis”, un gioco di parole tra hell (inferno) e Elvis Presley. Morte, amore, erotismo, decadenza, conditi da cinema, letteratura e sarcasmo.

Tutti i volti di Simone H. Salvatori
I testi e buona parte delle musiche sono scritti da Simone, anche mente dietro ai suoi progetti industrial pop The Lust Syndicate, e al dark ambient cinematografico Morgue Ensemble, che include concerti in solo, mostre fotografiche e un libro di fotografie di cadaveri come indagine realistica e sociologica su e all’interno del corpo umano, dove confluiscono la sua passione per la fotografia, la fascinazione per la morte e la parallela professione di tanatoesteta. Spiritual Front si consacra come una band apprezzata a livello internazionale, avendo suonato in moltissimi palchi in Europa e America, inclusi prestigiosi festival, tour con nomi come Death in June e partecipazioni importanti come il programma televisivo tedesco Rockpalast, che ha ospitato, tra le altre, band di culto come Oasis e The Smiths.
L’ultimo album degli Spiritual Front
E proprio a The Smiths è dedicato il loro ultimo album The Queen is Not Dead pubblicato nel 2023 con la label tedesca Prophecy, che ripropone anche in una suggestiva versione orchestrale tutti i brani di The Queen is Dead (1986) della band britannica di Morrissey. Otto album all’attivo, EP, split e collaborazioni, incluse la band svedese neofolk Ordo Rosarius Equilibrio e la poetessa e cantautrice americana Lydia Lunch, e alcune canzoni apparse nelle colonne sonore di film e serie televisive americane. Nel 2026 la ristampa in occasione del ventennio dalla pubblicazione del loro iconico album Armageddon Gigolo, registrato in collaborazione con musicisti dell’orchestra di Ennio Morricone, riproposto in una serie di concerti europei.
Intervista a Simone H. Salvatori
La tua definizione di arte.
Un inganno necessario per rendere tangibile la bellezza dell’anima. Ammesso che ci sia della bellezza.
La tua definizione di musica.
Se viene da cuore, se parla con sincerità, è il veicolo per vivere in eterno. E forse per riconoscersi per centinaia di volte dentro una sequenza di suoni.
Ti definisci un “artista”?
Mi piacerebbe, ma no, mi definisco un pavido traduttore delle mie emozioni attraverso la musica. L’ unico modo per non morire tra atroci sofferenze.
L’opera di arte visiva che più ami.
Il cinema probabilmente.
La canzone che più ami.
Una domanda troppo difficile. Però dissi in un’intervista che se dovessero suonare una canzone al mio funerale, avrei scelto The Winner Takes It All degli Abba.
I tuoi recenti progetti.
Sono in attesa dell’uscita disco/libro del mio progetto Morgue Ensemble. Stessa lunga attesa per The Lust Syndicate. Con Spiritual Front siamo in studio in queste settimane. Vediamo che succederà.
Un ricordo della tua vita.
Da piccolo, al mare, aspettavo le mareggiate della sera per raccogliere i cadaveri degli animali lasciate dalle onde.
Samantha Stella
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