L’Ecce Homo di Antonello da Messina andrà per il 2026 all’Aquila. Poi girerà nei più importanti musei d’Italia
Il piccolo dipinto appena acquistato dallo Stato italiano arriverà presto al Forte Spagnolo dell’Aquila, dove ha da poco fatto ritorno il Munda. Poi sarà itinerante, da Messina, a Roma e Firenze, toccando i principali musei italiani. L’annuncio di Giuli
Ci chiedevamo solo qualche giorno fa, noi come altri, quali piani avesse il Ministero della Cultura per il piccolo olio su tavola di Antonello da Messina, raffigurante un Ecce Homo (sul retro è dipinto un San Girolamo penitente nel deserto), appena acquistato all’asta battuta da Sotheby’s dallo Stato italiano (grazie alla mediazione del gallerista Fabrizio Moretti), per 14,9 milioni di dollari.
Quale futuro per l’Ecce Homo di Antonello da Messina
“Dove finirà? Quale museo potrà beneficiarne? Quale città ha più diritto di custodire la preziosa tavoletta?”, si diceva, filtrando le prime indiscrezioni che portavano al Museo di Capodimonte, a Napoli, e riflettendo sul sogno di vederlo tornare a Messina, nella città d’origine dell’artista, tra molte criticità.
L’Ecce Homo di Antonello da Messina all’Aquila
A sciogliere i dubbi ci ha pensato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, intervenendo a Saturnia al Forum in Masseria 2026 nel Panel La cultura come motore di sviluppo: valorizzazione del patrimonio e crescita economica: “L’Ecce Homo avrà una residenza e tutta l’Italia come domicilio. E quale può essere la residenza di Antonello da Messina quest’anno? Nell’anno che celebra la città come Capitale italiana della Cultura, non può che essere L’Aquila a ospitare al Forte Spagnolo questa straordinaria tela che ritorna in Italia. Dopodiché l’Ecce Homo apparirà a Messina, a Firenze, a Roma, in tutti i più importanti musei italiani e in tutti quei luoghi in cui le persone hanno bisogno di vedere bellezza e storia”.
Il futuro itinerante dell’Ecce Homo di Antonello da Messina
Dunque il dipinto arriverà presto all’Aquila, nell’ambito delle iniziative per l’anno da Capitale italiana della Cultura. E sarà esposto al Forte Spagnolo, che ha da poco ritrovato parte delle collezioni del Munda, costretto a trasferirsi altrove dopo il sisma, ma rientrato in sede – nel castello cinquecentesco che domina la città – lo scorso dicembre. “Accogliamo con profondo orgoglio e sincera gratitudine l’annuncio del Ministro della Cultura. Per L’Aquila e per l’intera comunità si tratta di un onore straordinario: ospitare uno dei più celebri capolavori del Rinascimento italiano rappresenta un riconoscimento di altissimo valore culturale e simbolico, di rilievo internazionale” spiega il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi “L’esposizione dell’opera al Museo nazionale d’Abruzzo, nel Castello Cinquecentesco, restituito alla città dopo un importante intervento di restauro e riqualificazione, rafforza il ruolo del Munda come presidio culturale di eccellenza e simbolo concreto della nuova stagione che vive L’Aquila”. E Massimo Osanna, direttore generali Musei, sottolinea come “la scelta dell’Aquila esprime con chiarezza la linea strategica del Ministero: valorizzare il patrimonio rafforzando anche quei luoghi di straordinario valore, oggi meno inseriti nei grandi flussi ma con tutte le potenzialità per esserlo sempre di più. Dall’Aquila prenderà avvio un percorso che porterà l’opera in altri importanti musei italiani, in quell’ottica di circolazione e accessibilità, che caratterizza il Sistema Museale Nazionale e che rende ogni grande acquisizione patrimonio realmente condiviso“.
E infatti, dopo l’Aquila, l’Ecce Homo, almeno per un primo periodo, sembra destinato a essere itinerante, toccando anche Messina, e Firenze, Roma… Con l’idea di esporlo nei più importanti musei italiani, perché a beneficiarne possa essere un pubblico più ampio ed eterogeneo possibile.
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