In un mondo sospeso tra passato e presente Hosoda porta nei cinema la forza dell’animazione orientale 

“Scarlet”, l’ultima opera di animazione del candidato all’Oscar giapponese stupisce e abbaglia per i suoi colori sgargianti, in una storia di vendetta e perdono che, seppur ispirata a Shakespeare e Dante, si può leggere come un invito alla pace e al perdono

È firmato da Mamoru Hosoda l’anime fantasy Scarlet, in uscita a febbraio nei cinema italiani e presentato fuori concorso alla scorsa Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Hosoda, famoso per titoli quali Belle, Mirai, Wolf Children e One Piecel’isola segreta del barone Omatsuri, è riuscito a creare uno stile unico nelle sue opere, rendendo noto il suo nome anche in Occidente. Sebbene profondamente diverso dal collega e altrettanto noto Hayao Miyazaki, anche Hosoda riesce a lavorare sul filo tra Occidente e Oriente, tra storia e letteratura, trovando una sua via unica per unire due culture così diverse. Il film d’animazione per adulti Scarlet è stato prodotto dallo Studio Chizu, fondato dallo stesso regista. I disegni e i toni sono potenti macchie di colore dentro ad ambienti scuri, e proprio questo contrasto è la cifra stilistica dell’intero lungometraggio. Hosoda, che ha curato la scrittura e la regia di Scarlet, mescola stilisticamente ispirazioni letterarie classiche e contemporanee, come l’Inferno di Dante, Shakespeare, fino all’attuale cultura pop. Lo stile e la storia formano un intreccio indissolubile tra passato e presente. 

Lo stile unico di Hosoda, tra tradizione e innovazione 

Scarlet ha richiesto ben quattro anni di lavoro per lo sviluppo di un linguaggio e uno stile completamente nuovi. Per tutti gli studi d’animazione, una delle sfide più interessanti è infatti portarne al limite le potenzialità che Hosoda rinnova totalmente unendo tradizione e innovazione. Nella ricerca il regista ha seguito le modalità usate per film occidentali quali Arcane o Spiderman Into the Spiderverse. Non era sufficiente, per affrontare le tematiche del film, utilizzare la tecnica anime tradizionale, disegnata interamente a mano, né uno stile “Pixar” tutto in animazione CG al computer.  

La tecnica innovativa coniata da Hosoda 

La motion capture è stata usata per le sequenze di danza, mentre la maggior parte delle animazioni del film sono state fatte a mano e inserite in ambienti 3D digitali. La ricerca dello stile è durata molto e ancora oggi Hosoda fatica a trovare una chiara definizione di questa nuova espressione. Ognuno, nel film, può coglierla e interpretarla. Proprio per questa scelta il lavoro del team di produzione non è stato facile: iniziare un lavoro e non sapere dove si arriva, a livello stilistico, porta anche a considerare buono anche il “non finito”. Le parole chiave per Hosoda sono state: innovazione, tentativi, prove, fino a trovare una risposta durante la lavorazione, non prima.  

https://www3.nhk.or.jp/nhkworld/en/shows/2036090

Shakespeare e Dante: la vendetta e il perdono attraverso la figura femminile 

La cultura europea è una fonte d’ispirazione frequente per i lavori autoriali di Hosoda, e per Scarlet il regista parte proprio da due classici della letteratura occidentale: Dante e Shakespeare. Il film racconta la storia di Scarlet, una principessa medievale consumata dal desiderio di vendicare la morte di suo padre. Durante il suo cammino di vendetta, Scarlet rimane gravemente ferita, risvegliandosi nella Terra dei Morti. In questo mondo surreale incontra un ragazzo del nostro presente, un giovane infermiere che le offre una via alternativa a quella dell’odio. L’idea di vendetta da cui scaturisce la storia parte senz’altro dal classico senza tempo, l’Amleto di Shakespeare, come lo stesso regista afferma. L’aldilà invece arriva dalla Divina Commedia di Dante, ma per il regista il “mondo dei morti” è un luogo in cui si fanno i conti con la propria vita, senza paradiso o inferno.  

Traendo ispirazione da Dante, l’idea di Hosoda è però quella di un tempo sospeso tra passato e futuro, non di un luogo dove bene e male sono separati per sempre. L’aldilà come un tempo di incontri, intrecci, crescita personale, cambiamento, consapevolezza. Anche rispetto all’opera di Shakespeare, Scarlet si differenzia per prospettiva e messaggio: il perdono, qui, è un vero e proprio antidoto alla guerra, un messaggio di pace per i giovani di oggi. Nella storia di Amleto non vi è perdono, anzi un monito a non dimenticare, con una serie di morti giuste e sbagliate; in Scarlet arriva invece l’assoluzione, una sorta di invito a dimenticare per interrompere la catena dell’odio. Senza morali e risposte facili, Hosoda lancia un allarme contro le guerre che affliggono oggi il pianeta, ricordando come durante la pandemia, momento di genesi di Scarlet, gli esseri umani avessero invece fatto fronte comune ad un nemico così potente. 
 
Giulietta Fara  

Scarlet
Mamoru Hosoda 
Durata: 112’ 
Produzione: Giappone, 2025 
In Italia dal 9 febbraio 2026
(Sony Pictures, Eagle Pitcures) 

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