L’Irlanda lancia il primo reddito di cittadinanza per gli artisti. Ecco come funziona

Lanciato per la prima volta nel 2022, il progetto BIA – Basic Income for the Arts – fornisce a 2mila artisti ritenuti idonei un compenso di 325 euro a settimana per tre anni. Un'iniziativa che ha registrato un impatto positivo sulla società

Mira a sostenere le arti e le ricerche creative il nuovo reddito di base BIABasic Income for the Arts, il piano di finanziamento lanciato dal governo di Dublino nel 2022, volto a sostenere gli artisti messi a dura prova dalla pandemia causata dal dilagare del Covid. Nato come progetto pilota, il piano assume una valenza permanente nel 2026, nel tentativo di alleviare l’insicurezza finanziaria nel settore artistico-culturale. Ma come è possibile accedere al fondo? Quali sono le cifre di cui dispone il governo irlandese e che impatto ha sulla società?

In Irlanda il reddito di base per gli artisti “BIA” diventa permanente nel 2026

Il piano prevede che i richiedenti artisti (da scrittori ad artisti visivi, da attori, musicisti a truccatori e registi) possano usufruire di un reddito di base pari a 325 euro a settimana per tre anni, con una riduzione progressiva dell’importo negli ultimi tre mesi. Un sostegno che consente loro di concentrarsi sulla produzione e la ricerca, mantenendo un tenore di vita adeguato senza “distrazioni” dovute da ulteriori impieghi.
Attualmente a beneficiare di questo fondo sono 2mila creativi ritenuti idonei in maniera del tutto casuale, a fronte di 8mila richiedenti. Il BIA ripartirà a settembre per un nuovo gruppo di duemila artisti, escludendo in partenza chi ha già partecipato alla fase sperimentale.
“Ciò che sarà significativo ora è come viene implementato il modello permanente, quanti artisti lo riceveranno, per quanto tempo e come si svilupperà il processo di premiazione”, spiega la referente di comunicazione Aileen Galvin alla rivista Ocula. “Finanziare alcuni ma non tutti dovrà essere affrontato, mentre il monitoraggio degli impatti sarà fondamentale per garantire che sia efficace e sostenibile”.

L’impatto del “BIA” sulla società irlandese

Un recente rapporto del Dipartimento della Cultura, elaborato in collaborazione con Alma Economics, ha stimato che il programma ha generato oltre 100 milioni di euro di benefici sociali ed economici, con un ritorno di 1,39 euro per ogni euro investito. L’analisi costi e benefici ha inoltre evidenziato come il costo netto effettivo del progetto pilota BIA sia risultato significativamente inferiore rispetto alle previsioni iniziali: meno di 72 milioni di euro contro i 105 milioni stimati in fase di avvio. La riduzione è attribuibile ai risparmi prodotti dall’incremento delle entrate fiscali e dalla diminuzione della spesa per misure di sostegno al reddito, tra cui le indennità di disoccupazione.
Nel quadro del bilancio 2026, viene confermato anche il sostegno alle principali agenzie culturali del Paese — Arts Council, Culture Ireland e Creative Ireland — impegnate nella promozione delle arti in Irlanda e all’estero, si legge su Ocula.

L’Irlanda e la valorizzazione dell’arte e della cultura 

Questo è un gigantesco passo avanti che altri paesi non stanno facendo”. Così si è espresso il ministro della cultura irlandese, Patrick O’Donovan, ripreso dal Guardian. “Per la prima volta nella storia dello stato ora abbiamo, su base permanente, una struttura di reddito di base che rivoluzionerà davvero e, in molti modi, distinguerà l’Irlanda dagli altri paesi per quanto riguarda il modo in cui apprezziamo la cultura e la creatività”.

Valentina Muzi

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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

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