È morto Christoph Luitpold Frommel, lo storico dell’architettura pioniere degli studi sul Rinascimento a Roma

Classe 1933, lo storico dell’architettura tedesco ha trascorso a Roma gran parte della sua vita, per gli studi seminali sui palazzi rinascimentali e come direttore della Biblioteca Hertziana, dal 1981 al 2001. Scompare all’età di 92 anni

Nel 2023, al compimento dei suoi novant’anni, Christoph Luitpold Frommel veniva celebrato con un caloroso omaggio alla carriera dalla Biblioteca Hertziana di Roma, di cui fu per un lungo periodo direttore, tra il 1981 e il 2001.
Originario di Heidelberg, dov’era nato nel 1933, lo storico dell’architettura tedesco avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 25 settembre. E a Roma, dov’è scomparso nella mattinata dell’11 febbraio, aveva legato gran parte della sua vita.

Christoph Luitpold Frommel e gli studi sull’architettura del Rinascimento a Roma

Conseguito il dottorato di ricerca a Monaco con Hans Sedlmayr, Frommel arrivò nella Capitale per proseguire la sua formazione, prima come borsista poi come assistente di ricerca alla Bibliotheca Hertziana. Già all’epoca la sua attività scientifica si concentrò sull’architettura dei palazzi romani rinascimentali. Nel 1973 le sue ricerche sarebbero confluite in una testo ancora essenziale per lo studio della materia, Römischer Palastbau der Hochrenaissance, pubblicato durante il periodo di insegnamento universitario a Bonn, dove tenne la cattedra dal 1968 al 1980, insegnando anche per una breve periodo a Berkeley, in California, e a Princeton, come visiting professor all’Institute for Advanced Study.

L’architettura del Rinascimento nel rapporto tra committenza e artisti

Le ricerche di Frommel sull’architettura rinascimentale hanno rivoluzionato la disciplina sia nella metodologia che per la scelta dei soggetti: il suo studio meticoloso delle fonti d’archivio e dei reperti archeologici architettonici, l’attitudine al sopralluogo e l’importanza da lui attribuita al confronto scientifico, testimoniata dalla presenza assidua a convegni, seminari, dibattiti, hanno fatto luce sulla genesi dei palazzi rinascimentali di Roma quando l’ambito di ricerca era ancora poco esplorato. Frommel fu tra i primi a intendere l’architettura non come un esercizio puramente formale-estetico, ma come il risultato dell’interazione di una varietà di attori e di interessi, in particolare del rapporto tra committente e artista. Oltre 300 sono i suoi scritti sul Rinascimento italiano, a partire dal primo volume, pubblicato nel 1961, dedicato a La Villa Farnesina a Roma, che diede il là agli studi sulla tipologia del “palazzo romano”, prendendo a modello la figura dell’architetto Baldassarre Peruzzi. Sull’altra sponda del Tevere, le sue ricerche su Palazzo della Cancelleria portarono, invece, alla scoperta della basilica paleocristiana di San Lorenzo in Damaso.
Ma suoi interventi illuminati si segnalano anche nei cataloghi di mostre seminali, da Raffaello architetto (1984) a Giulio Romano (1989). Frommel si è inoltre interessato agli esordi di Caravaggio, alla collezione del Cardinal Del Monte, ai protagonisti della stagione barocca, da Borromini e Bernini a Poussin. E si è dedicato con particolare cura al disegno d’architettura nel periodo rinascimentale (a lui si deve la raccolta del corpus di circa duemila disegni di Antonio da Sangallo il Giovane).

La direzione della Biblioteca Hertziana a Roma

Nei suoi vent’anni alla guida dell’Hertziana, dove prese il testimone di Wolfgang Lotz, ha saputo fare della biblioteca ospitata a Palazzo Zuccari – istituto di ricerca della Società Max Planck dedicato alla storia dell’arte, oggi diretto da Tristan Weddigen – un centro di riferimento per l’attività scientifica nella storia dell’architettura rinascimentale. E sempre durante il suo mandato fu avviato l’ambizioso processo di ristrutturazione della Biblioteca romana, concluso nel 2012, con beneficio dello stesso Palazzo Zuccari, restaurato nell’ambito dei lavori.

Il lungo e felice legame di Frommel con Roma e con le sue istituzioni culturali è testimoniato anche dalla cattedra onoraria conferitagli dalla Sapienza nel 2001, e dalla cittadinanza onoraria ricevuta dal Comune di Roma nel 2019. Dal 1985 era inoltre Accademico Benemerito dell’Accademia di San Luca. Faceva parte anche dell’Accademia dei Lincei, dalla British Academy e dell’Istituto di Studi Romani.

Livia Montagnoli

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