Le plusvalenze di Mr. Nahmad. Suo il Kandinsky venduto a Londra a 13,5 milioni di sterline, nell’asta di Impressionist and Modern Art di Christie’s

Niente a che vedere con i risultati di New York di un mese fa, dove la casa d’aste aveva mostrato i suoi assi nella manica: eppure anche il mercato londinese ha mostrato segnali di stabilità già al primo appuntamento di ieri sera, con l’asta di Impressionist and Modern Art da Christie’s, che ha visto un […]

Niente a che vedere con i risultati di New York di un mese fa, dove la casa d’aste aveva mostrato i suoi assi nella manica: eppure anche il mercato londinese ha mostrato segnali di stabilità già al primo appuntamento di ieri sera, con l’asta di Impressionist and Modern Art da Christie’s, che ha visto un totale di 64 milioni di sterline ($100m) e 7 lotti invenduti su 44. Diciotto le opere battute sopra il milione di sterline e 22 sopra il milione di dollari, con due record per Eugène Boudin e per un dipinto di Constantin Brancusi. Top lot Wassily Kandinsky, con Studie zu Improvisation 3, aggiudicato a £13,5 milioni, venduto dalla famiglia Nahmad che l’aveva acquistato nel 2008 a $16 milioni. La cifra è andata vicina al record di Kandinsky battuto nel 2012, Studie für Improvisation 8, a $23 milioni.
Paul Guillaume di Amedeo Modigliani, l’unico dei 4 ritratti del mercante ancora in mani private, è stato battuto a £6,7 milioni. L’opera aveva fatto la sua ultima apparizione in asta nel 2006 a $4,8 milioni. 4 opere nella Top ten di Picasso, tra cui Femme assise dans un fauteuil del 1960, che ritrae Jacqueline Roque alcui mesi prima del matrimonio, venduta a £6,1 milioni, e Tête d’homme del 1964, aggiudicato a £2,9 milioni. Tra gli altri capolavori, un’esplosione di pennellate di Paul Signac nel paesaggio di Sainte-Anne (St. Tropez), aggiudicato a £3,5 milioni, appartenuto inizialmente a Gustave Fayet, uno dei principali sostenitori delle avanguardie di inizio ‘900 e patrono di Paul Gauguin tra gli altri.
Forti risultati per la scultura: Eve di Auguste Rodin, primo lotto in catalogo, ha schiacciato le stime arrivando a £2,8 milioni; Femme debout, un bronzo di Alberto Giacometti del 1956 è stato battuto a £2,6 milioni. Grande insuccesso invece per Mirò, uno degli highlight con La tige de la fleur rouge pousse vers la lune, che si è fermato sotto la stima minima a £5 milioni. Tutto venduto per le ceramiche di Picasso, un totale di £2,8 milioni per i 172 lotti in catalogo, con aggiudicazioni che partono da £250 per stampe e poster fino al top lot annunciato, Visage Tourmenté, un piatto dorato stimato £100-150mila, mai apparso sul mercato, una rarissima opera del Maestro in oro 22 carati, creato in collaborazione con François Hugo, battuto a £193mila.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.