OMA di Rem Koolhaas sarà il Creative Mediator per Manifesta Palermo. Parte col piede giusto la biennale itinerante del 2018

Il celebre studio olandese collaborerà con la comunità locale a livello interdisciplinare creando relazioni con le strutture architettoniche, urbanistiche, economiche e socio culturali di Palermo

Palermo
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Analizzare le trasformazioni urbane, sociali e culturali che hanno caratterizzato la città, lavorando con un pool di specialisti del settore dell’arte contemporanea, della sociologia, della musica, del cinema e dell’architettura. La città in questione è Palermo, e l’analisi tratteggiata qui sopra sarà preparatoria della dodicesima edizione di Manifesta, che nel 2018 avrà appunto il capoluogo siciliano come sede. Chi sarà a condurla? Un apposito Creative Mediator, che la biennale itinerante e la Città di Palermo annunciano proprio oggi, 23 novembre. Ed il nome scelto è di quelli capaci di imprimere un segno di assoluta qualità e prestigio, dopo mesi che attorno alla rassegna circolavano voci di corridoio ma nessuna certezza: si tratta nientemeno che di Office for Metropolitan Architecture (OMA), il celebre studio olandese fondato da Rem Koolhaas con uffici a Rotterdam, New York, Beijing, Hong Kong, Doha, Dubai, Perth, che da sempre supera le tradizionali frontiere architettoniche e urbanistiche nella direzione della ricerca anche nel design.

CULTURA, ARTE E MOBILITÀ UMANA
Il Team di OMA, guidato dal partner Ippolito Pestellini Laparelli, formerà un gruppo interdisciplinare di specialisti, chiamato a investigare “il ruolo governativo della città e gli effetti che il turismo, la gentrificazione, l’emigrazione e i cambiamenti climatici, hanno sulle città contemporanee”. L’obiettivo è quello di collaborare con la comunità locale a livello interdisciplinare creando relazioni con le strutture architettoniche, urbanistiche, economiche e socio culturali di Palermo, tracciando una connessione tra la città e una più ampia dimensione Mediterranea e Europea. “Ci aspettiamo che anche questa manifestazione divenga un tassello del percorso di sviluppo di Palermo”, ha commentato Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo; “uno sviluppo sociale ed economico al cui centro abbiamo scelto di porre la cultura, l’arte e il tema della mobilità umana”. “Nel clima politico corrente”, ha precisato Ippolito Pestellini Laparelli di OMA, “la storia e il carattere di Palermo fanno della città un laboratorio ideale per re-immaginare, da una prospettiva Mediterranea, i valori liberali che condividiamo, e toccare questioni cruciali del presente e del futuro della città europea”. Ultima notizia, forse la più attesa: il concept e il team di esperti di Manifesta 12 verranno annunciati nei primi mesi del 2017.

www.manifesta.org

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.