Lo Strillone: Gino Severini alla Fondazione Magnani Rocca nel cinquantenario della morte su Libero. E poi le tigri di Robert Dallet, 24 ore nell’arte contemporanea

Sabato dedicato alle recensioni sulla stampa italiana. Libero va a Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, dove la Fondazione Magnani Rocca – fino al 3 luglio, a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi – dedica una grande mostra a Gino Severini (Cortona, 1883 – Parigi, 1966) che “segue la rassegna dedicata al futurista […]

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Sabato dedicato alle recensioni sulla stampa italiana. Libero va a Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, dove la Fondazione Magnani Rocca – fino al 3 luglio, a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi – dedica una grande mostra a Gino Severini (Cortona, 1883 – Parigi, 1966) che “segue la rassegna dedicata al futurista Giacomo Balla, che era stato il suo maestro. L’idea della nuova monografica, realizzata in occasione del cinquantenario della scomparsa dell’autore, nasce dalla presenza nella collezione di Luigi Magnani, ospitata nella villa che accoglie l’omonima fondazione, di due opere di Severini, la Danseuse disarticulée del 1915 e la Natura morta con strumenti musicali della prima metà degli anni Quaranta, due soggetti molto cari al pittore. Il percorso espositivo si sviluppa proprio in base ai temi trattati e non in ordine cronologico, poiché l’artista negli anni rimane fedele a determinate scelte iconografiche che indaga a più riprese. Oltre un centinaio di lavori, tra dipinti e carte, con ben 25 inediti, mai esposti in Italia o frutto di recenti scoperte”.

Le tigri di Robert Dallet e l’incontro fortunato con Hermès sono invece protagonisti sul Corriere della Sera, complice l’esposizione allestita fino all’8 maggio alla Galleria d’Arte Moderna a Milano. “I leopardi, ma anche le pantere e le tigri di Robert Dallet, forse, non sarebbero mai uscite dai libri per ragazzi (che l’artista nato in Normandia e trasferitesi a Parigi nel 1952 illustrava) non fosse stato per l’incontro con la famiglia Dumas. Fu infatti Jean-Louis Dumas, padre di Pierre-Alexis Dumas, direttore artistico di Hermès, a proporre a Dallet di far vivere quei suoi grandi felini su seta: nascevano così i celebri carré dedicati a questi animali selvatici”. Da Milano a Roma, dove La Stampa porta i suoi lettori aI Macro per la mostra “Dall’Oggi al Domani. 24 ore nell’arte contemporanea”, che “si concentra sull’oggi e sulla porzione di presente controllabile, esposta in settanta opere dell’arte moderna e contemporanea, di artisti italiani e stranieri che hanno riflettuto sul ruolo del tempo nella nostra vita”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.