Un nuovo museo a Venezia. Sarà alle Pescherie di Rialto, dedicato alla storia della Serenissima: “la prima tappa, quasi obbligatoria, di una visita”

“Un luogo dove un visitatore possa scoprire la Venezia nascosta, il suo sapere, il suo artigianato, le sue grandi stagioni artistiche, la sua creatività, i suoi commerci, il suo rapporto con il mare e quello con la terraferma”. La notizia era transitata per qualche media locale oltre un anno fa, ma poi era sparita dalle […]

Il palazzetto delle Pescherie di Rialto

Un luogo dove un visitatore possa scoprire la Venezia nascosta, il suo sapere, il suo artigianato, le sue grandi stagioni artistiche, la sua creatività, i suoi commerci, il suo rapporto con il mare e quello con la terraferma”. La notizia era transitata per qualche media locale oltre un anno fa, ma poi era sparita dalle cronache, e sembrava quindi destinata ad essere accantonata dall’agenda, almeno sul breve o medio termine. E invece ora a rilanciarla con grande rilievo è la stessa Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei civici veneziani, nell’ampia intervista rilasciata al Corriere della Sera di cui vi abbiamo già parlato ne Lo Strillone: Venezia avrà presto un nuovo museo, un luogo dedicato alla storia della Serenissima “che spieghi il mito di Venezia, un luogo che sia la prima tappa, quasi obbligatoria, di una visita”, che sarà realizzato nel palazzetto delle Pescherie di Rialto.
I 12 Musei civici veneziani – Palazzo Ducale, Correr, Fortuny, Torre dell’orologio, Cà Rezzonico, Cà Pesaro, Cà Mocenigo, Casa Goldoni, Museo del Vetro, Museo del Merletto, Museo Navale, Museo di Storia Naturale – diventeranno dunque 13 con il nuovo spazio espositivo: “per riempirlo abbiamo qualcosa come settecentomila oggetti nei nostri magazzini”, precisa la Belli nell’intervista, “ma non vogliamo un ennesimo museo, bensì qualcosa di nuovo, un crocevia culturale capace di orientare, di raccontare l’anima profonda di questa straordinaria città”. E la magnifica e ampia terrazza che si affaccia sul Canal Grande, anticipava qualche articolo, potrà essere utilizzata per presentazioni di libri o altri eventi: “L’edificio – composto di due corpi di fabbrica, uno di 280 metri quadri e uno di circa 500 – non è immenso ma estremamente ‘elastico’, prestandosi appunto a un uso polivalente”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.