Lo Strillone: la virtuosa rete dei micromusei italiani su La Lettura. E poi la gaffe del Tg1 su Caserta, cambia il punto ristoro alla Triennale

Micromusei: la rete virtuosa è un’altra Italia. Ampia inchiesta de La Lettura: realtà “che da anni, in silenzio e senza enfasi, stanno portando avanti un lavoro di grande qualità. Ci riferiamo alle piccole situazioni museali nate in molte regioni. Tessere di un vasto e articolato puzzle disseminato dal Nord al Sud. Si tratta di un […]

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Micromusei: la rete virtuosa è un’altra Italia. Ampia inchiesta de La Lettura: realtà “che da anni, in silenzio e senza enfasi, stanno portando avanti un lavoro di grande qualità. Ci riferiamo alle piccole situazioni museali nate in molte regioni. Tessere di un vasto e articolato puzzle disseminato dal Nord al Sud. Si tratta di un mosaico capace di mostrare la vera identità artistica e culturale del nostro Paese. Che, diversamente da molte nazioni europee, è assai sfaccettata”. Di che si parla? “In molti casi, i ‘micromusei’ sorgono in aree periferiche e marginali (in particolare nel Mezzogiorno): sono strettamente legati alla storia di quei contesti e, insieme, aspirano a determinare il rilancio di quegli stessi contesti, svelandone mitologie, ritualità, eroi. Non di rado – come il Museo del Paleolitico di Isernia e dell’area archeologica di Sepino, il Parco Archeologico di Baratti e Populonia e la cittadella barocca del Monastero di San Nicolò di Catania – nascono dal basso: per volontà di giovani appena laureati, che si ritrovano insieme per dar vita ad associazioni simili a ‘imprese popolari’”.

La polemica sul ‘direttore stakanovista’ di Caserta illustrata con immagini della dimora di Carditello”. Libero soffia sul fuoco delle critiche contro il Tg1 delle ore 20 del 4 marzo: invece del palazzo oggetto della questione, il servizio mostre “la reggia borbonica di Carditello, da anni abbandonata a se stessa in mezzo ai rifiuti, all’incuria e alle incursioni dei vandali, e soltanto recentemente (2013, governo di Enrico Letta) acquistata dal ministero dei Beni culturali per mettere fine allo scempio”. Triennale, cambia il punto ristoro: dipendenti a casa. La notizia è sul dorso milanese del Corriere della Sera: “il contratto, durato quattro anni, scade proprio oggi ma al bando per il rinnovo dell’affidamento del servizio, pubblicato sul sito della Triennale, My Chef non aveva partecipato. Nemmeno la sola offerta pervenuta aveva risposto per intero ai requisiti poiché economicamente molto inferiore a quella del precedente concessionario, pari a 138mila euro annui”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.