Lo Strillone: grande arte e relativismo cromatico su La Stampa. E poi Bmw entra alla Scala, icone Pirelli a New York

“Montagne di esegesi, di critiche, di riflessioni azzerate in un attimo, annullate dalla scoperta che il celeste vangoghiano era in realtà un viola”. Su La Stampa Elena Pontiggia prende spunto dalle indagini compiute in questi giorni con la riflessografia su diverse versioni della Camera ad Arles di Van Gogh, per lanciarsi in una gradevolissima speculazione: […]

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Montagne di esegesi, di critiche, di riflessioni azzerate in un attimo, annullate dalla scoperta che il celeste vangoghiano era in realtà un viola”. Su La Stampa Elena Pontiggia prende spunto dalle indagini compiute in questi giorni con la riflessografia su diverse versioni della Camera ad Arles di Van Gogh, per lanciarsi in una gradevolissima speculazione: “Ma le opere d’arte vere sono anche un po’ false? I colori che vediamo nei quadri del passato (quelli autentici, per carità!) possono essere artefatti, o comunque non essere più quelli che avevano pensato e dipinto i loro autori?”. E le risposte sono spesso sorprendenti: “Prendiamo la Cappella Sistina. Un grande pittore come Burri si indignava di fronte al restauro che aveva rivelato le gradazioni chiare usate da Michelangelo: ‘II gelato! Viene fuori il gelato!’. Eppure il restauro aveva ragione. La dominante scura era un falso dovuto a polvere e sporco. Si sarà rivoltato nella tomba Picasso che, quando nel 1917 aveva visitato i musei vaticani, era passato davanti a Raffaello dicendo spavaldamente: ‘Beh, questo si può fare’, ma poi davanti ai blu del maestro toscano era rimasto sgomento. ‘Questo è più difficile’ aveva ammesso. E invece quel blu non era mai esistito”.

Scala, entra anche Bmw in veste di socio fondatore”. Il Sole 24 Ore registra le ultime novità amministrative del grande teatro milanese: il sovrintendente della Scala proprio ieri, durante l’assemblea dei soci, “ha annunciato l’ingresso nella Fondazione di un nuovo socio ‘fondatore sostenitore’, la casa automobilistica Bmw. Già partner storico della Prima della Scala, il gruppo si impegna ora a versare, per i prossimi cinque anni, un contributo di almeno 600mila euro e si aggiunge ai due nuovi ‘sostenitori’ annunciati in dicembre, Dolce&Gabbana e la tedesca Kuhene+Nagel”. Mezzo secolo di seduzione: La Repubblica parla della mostra delle icone Pirelli, da Cindy Crawford a Yoko Ono, a Naomi Campbell, “le grandi che negli ultimi 50 anni si sono conquistate un posto sul calendario Pirelli”, ora protagoniste della mostra The cal: Pirelli icons, organizzata da Img a New York.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.