Italia batte Germania. 21 anni dopo Napoli, Dusseldorf è la prima metropolitana d’arte nella storia tedesca. Sei stazioni e cinque artisti, ecco le immagini…

Da Napoli a Dusseldorf il passo non è breve. E infatti ci sono voluti 21 anni perché anche la metropolitana tedesca – dopo il capoluogo campano – si dotasse delle sue installazioni ad arte: sei nuove stazioni, per un totale di 15 anni di lavoro che hanno riguardato la linea Wehrhahn, che percorre la città […]

Da Napoli a Dusseldorf il passo non è breve. E infatti ci sono voluti 21 anni perché anche la metropolitana tedesca – dopo il capoluogo campano – si dotasse delle sue installazioni ad arte: sei nuove stazioni, per un totale di 15 anni di lavoro che hanno riguardato la linea Wehrhahn, che percorre la città da est a ovest, attraverso il centro. Il progetto lanciato all’inizio dello scorso decennio dagli architetti dello studio Netzwerkarchitekten che al tempo commissionarono a cinque artisti di sviluppare delle installazioni all’interno delle stazioni, in totale complementarietà con il linguaggio usato dai progettisti e in mancanza assoluta di qualsiasi immagine pubblicità.
Sono Manuel Franke, Thomas Stricker, Ralf Brög, Ursula Damm, Heike Klussmann gli artisti coinvolti in quello che è il primo progetto in assoluto di arte contemporanea nelle metropolitane in Germania e che non è un caso che sia stato concepito proprio a Dusseldorf, patria di una delle Accademie di Belle Arti più famose al mondo, capace di sfornare alunni del calibro di Joseph Beuys e Gerhard Richter, per fare solo due nomi di innegabile successo. Gli ambienti immersivi della metropolitana, di cui qui vedete alcune immagini, ricordano molto alcune delle stazioni dell’arte di Napoli, progetto cominciato nel 1995 per volontà dell’allora giunta comunale di cui era Sindaco Antonio Bassolino. Inoltre rappresentano uno dei passi che la città di Dusseldorf sta avviando presso la propria riqualificazione urbana. Nella migliore delle tradizioni grazie all’arte e alla cultura.

Santa Nastro

 

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Emidio De Albentiis

    Grazie! Un’informazione davvero molto importante: c’è veramente da sperare che l’esempio di Napoli (che a buon diritto può dirsi non solo riuscito ma capace di fungere da lungimirante modello operativo ed estetico-formale) e di Düsseldorf sia presto seguito in tutto il mondo