I farabutti del badge, anche a Roma. Nove impiegati assenteisti sospesi al Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari dell’Eur

Timbravano per loro e per altri e poi se ne andavano a passeggio, a giocare nel centro scommesse, a fare la spesa, a lavorare da qualche altra parte o chissà dove. Uno addirittura, che risultava in sede, in realtà stava facendo una gita fuoriporta. Dove? Al Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari di […]

Il Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari

Timbravano per loro e per altri e poi se ne andavano a passeggio, a giocare nel centro scommesse, a fare la spesa, a lavorare da qualche altra parte o chissà dove. Uno addirittura, che risultava in sede, in realtà stava facendo una gita fuoriporta. Dove? Al Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari di Roma, balzata agli onori delle cronache per una vicenda di “badge facile” che ricorda molto quella che ha travolto recentemente il Comune di Sanremo. L’indagine, denominata “Museum” dalla procura e condotta dai Carabinieri dell’Eur, era iniziata un anno fa tramite pedinamenti e telecamere nascoste. Nove sono gli indagati ora accusati di falsità materiale, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa ai danni dello Stato (per alcuni con l’aggravante di aver commesso il fatto per conseguire il profitto di un altro reato e con la violazione dei doveri di una pubblica funzione), false attestazioni e certificazioni. D’altronde più tradizione popolare, in Italia, della bieca furbizia…

SOSPESI PER UN ANNO: E POI?
Questa cricca, in modo sistematico, timbrava il badge per asserire la propria presenza e quella di altri (che non raggiungevano mai il lavoro) per poi dedicarsi ad altre attività; gli impiegati in oggetto erano compresi tra i 43 e i 65 anni di età. Suggestione: il gip del Tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di sospensione per un anno per i suddetti individui. Perché il posto dovrebbe essere conservato per un anno a chi ha dimostrato di non voler lavorare, quando ci sono a spasso tanti giovani plurilaureati e pieni di buona volontà? E chi al museo coprirà i ruoli relativi ai nove coinvolti, in questo anno “sabbatico”? Riforme e controriforme della pubblica amministrazione si dimostrano inutili se neppure in questi casi si riesce ad arrivare al licenziamento. Per evitare di farvi ammorbare il fegato, comunque, recatevi al Museo: in questi giorni c’è una bella mostra che vede il riallestimento del grande Presepio del Re.

Federica Polidoro

Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Piazza Guglielmo Marconi – Roma
www.idea.mat.beniculturali.it

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.
  • franco

    Spero proprio che soggetti simili vengano licenziati in tronco.
    Nello stesso museo un dipendente ha attuato anche furti di reperti.