Il Madre per la fotografia. Inaugura a Napoli la personale di Boris Mikhailov e prende forma una nuova collaborazione con Polo museale e Incontri Internazionali d’Arte

Il corpo nudo, sfatto e autentico, incontrovertibilmente presente: segno forte diviso, come nell’acuta interpretazione critica del direttore del Madre Andrea Viliani, tra memento mori, consapevolezza della sua natura mortale e inevitabile decadenza, e memento vivere, coscienza delle proprie dirompenti dignità e potenza di ribellione. Rafforzate con fotomontaggi di ripetute sovrapposizioni di realtà che “disinnescando la […]

Boris Mikhailov, Madre, Napoli (foto Diana Gianquitto)

Il corpo nudo, sfatto e autentico, incontrovertibilmente presente: segno forte diviso, come nell’acuta interpretazione critica del direttore del Madre Andrea Viliani, tra memento mori, consapevolezza della sua natura mortale e inevitabile decadenza, e memento vivere, coscienza delle proprie dirompenti dignità e potenza di ribellione. Rafforzate con fotomontaggi di ripetute sovrapposizioni di realtà che “disinnescando la macchina” sembrano suggerire, continua Viliani, “che posso scegliere diversamente”. Così, col corpulento – in tutti i sensi – statement di autocoscienza e resistenza umana della personale di Boris Mikhailov (Ucraina, 1938), il museo di Donnaregina annuncia, come orgogliosamente comunicato in conferenza stampa, una collaborazione inter-istituzionale tra la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, il Polo museale della Campania/Villa Pignatelli-Casa della fotografia e Incontri Internazionali d’Arte. “Il protocollo d’intesa è in via di definizione”, spiega il direttore, ma di sicuro mirerà alla promozione della fotografia contemporanea aprendo la possibilità di grandi mostre su più sedi, e vedrà una fluida interscambiabilità organizzativa e scientifica tra i tre partner coinvolti, rendendo in tal modo sempre più il Madre, come nei suoi intenti da sempre, “catalizzatore di un sistema regionale delle arti”.

MIKHAILOV ACCOSTATO COL BAROCCO RIBERA
Stretto riserbo, nonostante il tentativo di strapparli, sui nomi dei prossimi fotografi protagonisti; certo è che esordire con una mostra come quella di Mikhailov, sovversivo ma storico e intriso di rapporti tanto col passato, anche artistico, quanto con l’attualità, risuona come la virtuosa dichiarazione programmatica di voler tirar fuori tutte le potenzialità ormai riconosciute dell’arte fotografica, al cui fianco scende in campo, con l’implicita attestazione di stima insita nella nuova partnership, da oggi anche il Madre. Mostrando, nelle accortamente sensibili e non ovvie scelte allestitive dei curatori – lo stesso Viliani ed Eugenio Viola – come la fotografia non sia banale né da allestire né da fruire e sia possibile fare ricerca a livello museale anche con essa, realizzando una mostra di allestimento e multilivello, ricca anche di rapporti con la storia dell’arte, tanto da riuscire persino a far scaturire un ideale trittico, che assurge quasi a installazione, dall’accostamento di Mikhailov col barocco Ribera. Tutti i dettagli nelle interviste catturate dall’artista e dal direttore…

Diana Gianquitto

 

 

CONDIVIDI
Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]