London Updates: il record di Lucio Fontana illumina una Sotheby’s Italian Sale meno brillante del previsto. All’asta Phillips brilla Cy Twombly

In una sala stracolma di pubblico rumoroso, Sotheby’s ha battuto l’ormai tradizionale – per i giorni di Frieze – Italian Sale e, subito dopo, la Contemporary art evening auction. La prima è stata una sessione incerta, con alcune opere anche importanti non aggiudicate. Prevedibilmente, La fine di Dio di Lucio Fontana è stata si venduta, […]

Lucio Fontana - La Fine di Dio, l'opera record

In una sala stracolma di pubblico rumoroso, Sotheby’s ha battuto l’ormai tradizionale – per i giorni di Frieze – Italian Sale e, subito dopo, la Contemporary art evening auction. La prima è stata una sessione incerta, con alcune opere anche importanti non aggiudicate. Prevedibilmente, La fine di Dio di Lucio Fontana è stata si venduta, ma solo a 14.100.000 sterline, valore sotto la stima (senza le commissioni al compratore). Se fosse vero – come sussurravano i rumors in sala – che era stata garantita dalla casa d’asta per 15 milioni di sterline, non sarebbe certo un successo. Ad ogni modo, al lordo delle commissioni, l’opera viene ceduta a 15.9 milioni di sterline e stabilisce il nuovo record per un’opera d’arte italiana della seconda metà del Novecento.
Anche altre opere (troppe?) presenti dello stesso autore non sempre hanno brillato. Molto bene, al contrario, sono andati la bellissima scultura dedicata a Venezia di Fausto Melotti venduta a 300mila sterline, la piccola testa dell’Enfant juif di Medardo Rosso (record), venduta a 280mila sterline, e Vincenzo Agnetti (140mila sterline al martello, record anche in questo caso). Buoni anche i risultati per i Burri, artista il cui mercato sta probabilmente beneficiando anche delle celebrazioni per il centenario. Invenduti il Bonalumi nero (1969) e l’Accardi (1960). Boetti, Kounellis e Pistoletto sono invece andati bene: l’arte povera sembra riprendere terreno sullo spazialismo. In totale, le due evening sale totalizzano £76.8 milioni.
Un risultato, questo delle queste due aste di Sotheby’s, difficilmente confrontabile con quelle di Phillips dei giorni scorsi, visto che quest’ultima casa d’aste non dedica all’arte italiana una vendita specifica. In ogni modo, il totale a Berkeley Square è stato 31.502.000 sterline. Top lot, sorprendentemente, un dipinto relativamente recente di Cy Twombly (2006), venduto a 7.922.500 (diritti compresi); anche qui si è registrato qualche record d’artista, per Yoshitomo Nara, Mark Bradford e Danh Vo.

Antonella Crippa

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Ha una formazione come storica dell’arte: ha frequentato la facoltà di Conservazione dei beni culturali a Viterbo e la Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta). Successivamente, ha intrapreso l’attività di esperta di arte moderna e contemporanea, lavorando anche come valutatrice di progetti europei. Da otto anni è responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale è anche membro del consiglio di amministrazione. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.