Lo Strillone: Charlie Hebdo perde il pelo ma non il vizio sul Corriere della Sera. E poi Montanari contro “l’arte in affitto”, Alberto Burri al Guggenheim

Charlie Hebdo perde il pelo ma non il vizio. E scemato il clamore per il gravissimo attentato terroristico subito nella sede parigina, torna a scioccare con vignette offensive e tutto sommato gratuite. È il Corriere della Sera a riferire lo sconcerto per l’ultima copertina del settimanale, ispirata da una gaffe razzista dell’eurodeputata ed ex ministra […]

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Charlie Hebdo perde il pelo ma non il vizio. E scemato il clamore per il gravissimo attentato terroristico subito nella sede parigina, torna a scioccare con vignette offensive e tutto sommato gratuite. È il Corriere della Sera a riferire lo sconcerto per l’ultima copertina del settimanale, ispirata da una gaffe razzista dell’eurodeputata ed ex ministra sarkozysta Nadine Morano. “Ma le polemiche hanno preso una nuova direzione con l’ultimo numero di Charlie Hebdo, che ha in copertina una vignetta firmata dal direttore Riss. Un generale De Gaulle affranto tiene in braccio un bebé dagli occhi a mandorla e lineamenti simili a quelli di Nadine Morano. La scritta spiega: ‘Morano – la figlia down nascosta di De Gaulle’. Il generale aveva per davvero una figlia affetta da sindrome di Down, Anne (adorata e mai nascosta, morì ventenne); e Nadine Morano nella sua frase incriminata cita malamente De Gaulle. Questo è bastato per suggerire a Charlie Hebdo un disegno nel quale la sindrome di Down serve per ridicolizzare Morano”.

Museo chiuso per festa privata”. La Repubblica ospita l’ennesima litania firmata da Tomaso Montanari contro “l’arte in affitto”: “giovedì scorso i turisti sono rimasti fuori dalla Villa della Regina, a Torino, importantissimo monumento barocco e sito Unesco. Un cartello informava che la villa e il parco sarebbero rimasti chiusi perché ospitavano ‘i giovani manager di Unicredit’”. Ma stavolta Montanari cambia – apparentemente – rotta, indirizzando almeno in qualche passaggio la critica nella giusta direzione, quella quantitativa: “è giusto che cenare in gruppo nei luoghi più belli e famosi del mondo costi quanto un tavolo per pochissimi al Billionaire?”. Il Sole 24 Ore vola a New York, dove il Guggenheim inaugura una retrospettiva “ricca di stati d’animo” dedicata ad Alberto Burri: “Un esempio: per capire lo stato d’animo di Burri al suo rientro in Italia dalla prigionia americana, nel febbraio del 1946, la retrospettiva parte con un vecchio filmato che mostra le rovine delle città italiane bombardate dagli alleati”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.