Il surrealismo in formato videogame. “Back to Bed” evoca Escher, Dalì e Magritte in un gioco elettronico dai toni onirici

Le architetture impossibili di Escher, gli orologi squagliati di Dalì, le mele giganti di Magritte. Questi e molti altri sono i riferimenti a tema artistico che popolano il videogioco Back to Bed, recentemente pubblicato dal team di Bedtime Digital Games e disponibile per Windows, Mac, Google Play e Playstation. Erede ideale del già noto Monument […]

Le architetture impossibili di Escher, gli orologi squagliati di Dalì, le mele giganti di Magritte. Questi e molti altri sono i riferimenti a tema artistico che popolano il videogioco Back to Bed, recentemente pubblicato dal team di Bedtime Digital Games e disponibile per Windows, Mac, Google Play e Playstation. Erede ideale del già noto Monument Valley, puzzle game per smartphone e tablet lanciato lo scorso anno dallo studio indipendente Ustwo, Back to Bed invita il giocatore a superare trenta differenti livelli di follia onirica. L’obiettivo? Riaccompagnare il sonnambulo Bob sano e salvo nel suo letto, evitando che cada in burroni o capitomboli nel vuoto durante il percorso. Nato nel 2011 da un progetto studentesco in quel di Aalborg, in Danimarca, il videogioco è poi diventato realtà solo dopo anni di duro lavoro e incessante fundraising (anche grazie a una campagna di successo su Kickstarter).

Valentina Tanni

www.bedtimedigitalgames.dk

 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.