Gli italiani tornano a credere in arte e cultura, le istituzioni no. Ecco i dati del Rapporto Annuale Federculture 2015: turismo culturale in crescita del 2,2%

LA SPESA CULTURALE DELLE FAMIGLIE ITALIANE SALE DEL 2% Tornano a crescere la spesa in cultura e ricreazione delle famiglie italiane, +2%, e la fruizione culturale, visite a siti archeologici e monumenti +5,8%, concerti e teatro +2,2%. Ma se da una parte la crisi degli anni passati sembra superata, c’è un rovescio della medaglia pesante, […]

Roberto Grossi, presidente di Federculture

LA SPESA CULTURALE DELLE FAMIGLIE ITALIANE SALE DEL 2%
Tornano a crescere la spesa in cultura e ricreazione delle famiglie italiane, +2%, e la fruizione culturale, visite a siti archeologici e monumenti +5,8%, concerti e teatro +2,2%. Ma se da una parte la crisi degli anni passati sembra superata, c’è un rovescio della medaglia pesante, anche per le implicazioni: cresce l’astensione complessiva dalle attività culturali, che raggiunge il 19,3%, circa un quinto degli italiani, cioè, non partecipa a nessuna attività culturale, percentuale in crescita dal 2010 quando era pari al 15,2%, e che raggiunge picchi del 30% nelle regioni del Sud Italia. In alcuni settori, come il teatro o i concerti classici, l’astensione raggiunge livelli dell’80-90%. Una sorta di disincanto, di “depressione” che porta alla rinuncia.

“ARTE, CULTURA E FEDERALISMO DELLE IDEE”
Sono questi alcuni dati, i più macroscopici, che emergono dal Rapporto Annuale Federculture 2015, presentato oggi 8 luglio a Roma alla presenza dei ministri Dario Franceschini e Stefania Giannini e del Presidente dell’ANCI Piero Fassino. “C’è una voglia di cultura che va incoraggiata“, ha riassunto il presidente di Federculture Roberto Grossi, “e che è la vera a propria carta vincente per rilanciare la crescita, ripartendo dalla produzione artistica, migliorando l’offerta culturale per favorire la partecipazione delle famiglie. La cultura è la medicina che può curare i tanti mali che il Paese attraversa ed è l’unica moneta di scambio che può arricchire tutti senza togliere nulla ad altri. Anche di fronte ai grandi avvenimenti dell’oggi – la crisi greca, le migrazioni, i nuovi muri – l’arte, la cultura e il federalismo delle idee ci possono portare verso una società aperta, più avanzata, migliore”.

IN RIPRESA ANCHE IL TURISMO CULTURALE, +2,2%
Se la popolazione comunque dà segnali positivi, non accade lo stesso dalla società: il bilancio del Mibact rappresenta ancora solo lo 0,13% del PIL, le erogazioni liberali diminuiscono del 19% e gli interventi delle fondazioni bancarie del 12%. Sono in difficoltà anche le aziende culturali: tra 2008 e 2014 sono diminuiti del 28,3% i contributi pubblici e del 24,1% quelli privati ed è di conseguenza calata la produzione del 7,5%. Il dato su spesa e la fruizione culturale è però incoraggiante: nel 2014 tutti gli indicatori sono positivi, residenti e turisti tornano ad apprezzare l’offerta culturale di città e territori nostrani, e la spesa delle famiglie italiane per cultura e ricreazione è stata pari a 66,1 miliardi di euro, circa 1,4 miliardi in più rispetto al 2013 (+2%) quando si era registrato un calo del 5% sul 2012 e del 10% sul 2011. Sensibili discrepanze a livello geografico: la spesa familiare media mensile in cultura per Regione, per esempio, nel 2013 è stata di 165,15 euro in Trentino Alto Adige, di 35 euro in Sicilia. Cultura e turismo: in un generale andamento positivo per il turismo mondiale, +4,7% gli arrivi internazionali, l’Italia cresce ma ad un ritmo inferiore rispetto ai principali competitor. L’incremento dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese è stato, infatti, del 2,2%, la metà della crescita turistica in Europa pari al 4,5%.

www.federculture.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.