Lo Strillone: un caffè con Sebastiào Salgado e Luis Sepúlveda su La Repubblica. E poi editoria, Festival di Spoleto, Pompei

“Esperti e degustatori di caffè sono in grado di definirne il sapore, ma solo l’obiettivo di Salgado è in grado di offrirci l’aroma più sconosciuto del caffè: il sapore che proviene dal lavoro dei contadini di tre continenti, dalle mani rovinate di donne, uomini, bambini e anziani i cui nomi non compaiono sulle etichette che […]

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Esperti e degustatori di caffè sono in grado di definirne il sapore, ma solo l’obiettivo di Salgado è in grado di offrirci l’aroma più sconosciuto del caffè: il sapore che proviene dal lavoro dei contadini di tre continenti, dalle mani rovinate di donne, uomini, bambini e anziani i cui nomi non compaiono sulle etichette che vanteranno la bontà e le qualità della bevanda”. Non è certo la prima volta che si parla delle fotografie dedicate da Sebastiào Salgado al mondo del caffè: ma La Repubblica lo fa con le parole di un altro grande come Luis Sepúlveda. “Ora, grazie allo sguardo di Salgado, mi avvicino ai lavoratori del caffè della Tanzania, della Cina, dell’India, dell’Etiopia e dell’Indonesia. Posso udire Io stesso fragile suono provenire dalle mani che raccolgono uno a uno i grani, il rumore dei grani che cadono anch’essi uno a uno nel sacco, il dolce scorrere delle mani nella prima selezione dei grani, sempre uno a uno, e la melodia da mare in bonaccia che si ascolta quando nei magazzini vengono sparsi i grani per l’essiccazione”.

È ancora La Repubblica a informare che lo Stato francese aiuta l’editoria con 282 milioni di contributi. “”È Le Figaro, con 15,255 milioni di euro, la testata che l’anno scorso ha ricevuto più contributi. Al secondo e al terzo posto Aujourd’hui en France (con 14,018 milioni) e Le Monde con 13,083. Al quarto posto, si classifica il quotidiano di ispirazione cattolica La Croix con 8,322 milioni. Seguono Ouest France con 8,228, Liberation con 7,979, Telerama con 7,091, L’Humanité con 5,963, L’Obs con 5,201 e infine L’Express con 4,982 milioni”. Si va all’opera con il Corriere della Sera, che anticipa il Festival di Spoleto che con Così fan tutte dà il via “alla trilogia italiana di Da Ponte-Mozart, spalmata su tre anni e affidata allo stesso team, il direttore James Conlon e l’Orchestra Cherubini, gli scenografi e costumisti Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, la regia di Giorgio Ferrara, «patron» del festival”. Pompei e l’Europa su Il Sole 24 Ore: Fernando Mazzocca racconta la mostra che al Museo Archeologico focalizza “l’influsso di Ercolano e Pompei su architettura, pittura, illustrazione, arti decorative, letteratura e fotografia dal 1748 al 1943”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.