All’alba del solstizio, con Yoko Ono. Alla Triennale di Milano si celebrano i cinquant’anni dalla performance Morning Piece. Fra yoga e funghi. Ecco immagini e video

“All’alba del solstizio / celebrate le mattine / del passato, del futuro e del presente. / Ascoltate il mondo. Toccatevi / al sorgere del sole”. È ancora buio quando fuori dalla Triennale di Milano cominciano a radunarsi, la mattina di domenica 21 giugno, piccoli gruppi di persone attrezzate per praticare yoga. L’appuntamento è per le […]

All’alba del solstizio / celebrate le mattine / del passato, del futuro e del presente. / Ascoltate il mondo. Toccatevi / al sorgere del sole”. È ancora buio quando fuori dalla Triennale di Milano cominciano a radunarsi, la mattina di domenica 21 giugno, piccoli gruppi di persone attrezzate per praticare yoga. L’appuntamento è per le cinque, bisogna attraversare qualche corridoio per raggiungere il giardino. Ma a cosa si deve questo insolito ritrovo, che coinvolge non pochi partecipanti? Si celebrano i cinquant’anni dalla performance Morning Piece (1964) to George Maciunas (New York), di Yoko Ono, nonché la mostra Yoko Ono: One Woman Show, 1960-1971, che in questi giorni è ospitata dal MoMA di New York.
Ecco ciò che ha permesso a dei perfetti sconosciuti di trovarsi insieme per salutare centootto volte il sole, guidati da Simona Tarabini. Elio Marchesini e Silvia Catasta, rispettivamente alle percussioni e al flauto, durante la performance improvvisano musica dal vivo. Nel pieno della performance si raggiunge un’atmosfera di sintonia e un buon livello di silenzio, neanche giornalisti e fotografi, che si aggirano rispettosi tra i praticanti, comportano alcun disturbo.

Coordina Inkyung Hwang, artista coreana, che alle sette, a conclusione degli esercizi yoga, avvicina alcuni dei praticanti e li abbraccia, per la performance Embrace of the living ones. È sempre lei, al momento della colazione, a spiegarci che ha scelto gli alimenti offerti con il critico Tommaso Trini: oltre a caffè e centrifughe, crema di mela verde e avocado, pesche tagliate a metà – come simbolo del sole – e funghi champignon sul pane con un filo di miele, in ricordo di John Cage (che di funghi fu esperto). Noi c’eravamo, e vi raccontiamo tutto con immagini e video…

Lucia Grassiccia

 

 

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Lucia Grassiccia
Lucia Grassiccia è nata a Modica (RG) nel 1986. Dopo una formazione tecnico-linguistica ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove ha contribuito a fondare e dirigere un webzine sperimentale (www.hzine.it) gestito da un gruppo di allievi dell’accademia. Per hzine ha svolto principalmente attività di giornalista, titolista, editing. Dal 2008 scrive saltuariamente per il quotidiano web locale Nuovascicli Ondaiblea, soprattutto recensioni su libri e mostre. Nel 2010 inizia la collaborazione con Exibart che a breve si sospende e prosegue con la redazione di Artribune. Cura saltuariamente i testi critici per alcune associazioni e gallerie (vedi The White Gallery, Milano). Nel 2013 pubblica il romanzo ebook Elevator (Prospero Editore) e inizia a collaborare occasionalmente con la rivista Look Lateral. Nello stesso anno completa gli studi in arteterapia clinica presso la scuola Lyceum Vitt3. Attualmente vive a Milano.