Diario di una residenza. Si chiude con la Biennale di Venezia il viaggio in Italia dei giovani curatori stranieri in residenza alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Appena il tempo di tornare a Torino a rifare la valigia, e riprende il viaggio in Italia di Kate Strain, Angelica Sule e Zsuzsanna Stanitz, le tre curatrici partecipanti alla Nona edizione del progetto Residenza per Giovani Curatori Stranieri della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Dopo una breve sosta a Milano in cui abbiamo l’occasione di […]

Appena il tempo di tornare a Torino a rifare la valigia, e riprende il viaggio in Italia di Kate Strain, Angelica Sule e Zsuzsanna Stanitz, le tre curatrici partecipanti alla Nona edizione del progetto Residenza per Giovani Curatori Stranieri della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Dopo una breve sosta a Milano in cui abbiamo l’occasione di incontrare Aldo Giannotti in Via Farini e di visitare insieme a Bruna Roccasalva Peep-hole, raggiungiamo Venezia per partecipare alla settimana di opening della Biennale. In un progetto che dedica la propria attenzione all’arte italiana può sembrare discutibile dedicare così tante energie ad un evento internazionale che non sempre pone grande attenzione agli artisti nostrani. Ma la Biennale è un evento imprescindibile per capire anche il sistema-arte-Italia, le sue dinamiche, i suoi protagonisti, i suoi meccanismi, ed è in questa chiave che anche qui abbiamo cercato spunti interessanti per la nostra ricerca.
Nella mostra internazionale di Enwezor (che ospitava le opere di Fabio Mauri, Pino Pascali, Monica Bonvicini e Rosa Barba) e nei padiglioni nazionali dentro e fuori dai giardini della Biennale (oltre al Padiglione Italia, l’opera di Elisabetta Benassi all’interno del Padiglione Belgio o i padiglioni curati da curatori italiani come Marco Scotini per l’Albania e Eugenio Viola per l’Estonia). Ma anche, e soprattutto, nelle diverse mostre in città tra cui la personale di Maria IorioRaphel Cuomo, vincitori del Premio Furla 2015, alla Fondazione Querini Stampalia e il bellissimo progetto “Signori prego si accomodino” a cura di Geraldine Blais Zodo e Pier Paolo Pancotto che hanno invitato alcuni artisti a relazionarsi con Casa Scatturin, casa-studio di un avvocato veneziano progettata e arredata da Carlo Scarpa, scegliendo la modalità che più preferivano: vivendo nello spazio, interrogandolo, indagandone la storia per poi concepire delle opere ispirate a questa esperienza.
Al termine di questi intensi 90 giorni di residenza si chiude la prima fase del progetto che ci ha portato ad incontrare 276 artisti italiani in 20 città diverse, 37 musei e 37 tra spazi no-profit e spazi gestiti da artisti, 11 tra studi di architettura, grafica e design, 76 curatori italiani. E si apre la seconda fase, quella progettuale, dedicata all’ideazione della mostra finale che le tre curatrici straniere co-cureranno nello spazio di Torino della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e che inaugurerà il 10 settembre 2015. Save the date!

– Lorenzo Balbi (curatore del progetto)

www.fsrr.org/ycr