Riapre nel cuore della Roma politica la libreria Arion Montecitorio, con una nuova vocazione artistica: ecco le immagini

Quando la cultura si fa proprio sotto il naso della politica. A due passi da Palazzo Chigi, ad altri due passi dalla Camera dei Deputati. Assume una forte valenza simbolica la riapertura, dopo un anno di chiusura, della libreria Arion Montecitorio, che appunto dalla piazza omonima, sede della Camera, prendo il nome: e riapre grazie […]

Quando la cultura si fa proprio sotto il naso della politica. A due passi da Palazzo Chigi, ad altri due passi dalla Camera dei Deputati. Assume una forte valenza simbolica la riapertura, dopo un anno di chiusura, della libreria Arion Montecitorio, che appunto dalla piazza omonima, sede della Camera, prendo il nome: e riapre grazie alla collaborazione con INARS, società del gruppo Jacorossi, che dispone di oltre tremila opere di arte contemporanea italiana del ‘900, arredi, oggetti di design e arte applicata. E che quindi imprime nel dna della libreria una decisa impronta aperta all’arte.
Una libreria e un’art gallery: “in cui l’arte contemporanea entra in connessione con il mondo della lettura e diventa un’opportunità del vissuto quotidiano; il fruitore è in grado di cogliere aspetti diversi di uno stesso fenomeno a seconda delle modalità del racconto e della espressività dei segni”. Una sterzata sperimentata fin dal debutto: con la mostra La politica dei segni, a cura di Roberta Giulieni, che presenta opere di Franco Angeli, Tano Festa, Mario Schifano, una foto di Pier Paolo Pasolini, opera di Dino Pedriali, e “libri-oggetto” di Mirella Bentivoglio, Emilio Isgrò e Arturo Martini. La mostra, aperta nei giorni scorsi, resta visible fino al 30 maggio: ne vedete alcune immagini nella fotogallery…

www.inars.it

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.