Lo Strillone: riflettori spenti sul post terremoto dell’Aquila sul Corriere della Sera. E poi Padiglione Costa Rica, futuro delle biblioteche, Foro romano

“Sarebbe ingiusto negare gli sforzi enormi compiuti dopo il sisma per dare a tutti gli sfollati una sistemazione per l’inverno e non meno ingiusto negare il lavoro di tanti uomini, come l’ex ministro Fabrizio Barca, per restituire all’Aquila la sua bellezza, la sua storia, la sua dimensione culturale”. Eppure, il titolo è Riflettori spenti sull’Aquila: […]

Quotidiani
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Sarebbe ingiusto negare gli sforzi enormi compiuti dopo il sisma per dare a tutti gli sfollati una sistemazione per l’inverno e non meno ingiusto negare il lavoro di tanti uomini, come l’ex ministro Fabrizio Barca, per restituire all’Aquila la sua bellezza, la sua storia, la sua dimensione culturale”. Eppure, il titolo è Riflettori spenti sull’Aquila: è Gian Antonio Stella a proporre sul Corriere della Sera la sua riflessione a sei anni dal sisma: “Sono piovute, nei fatti, soprattutto leggi, leggine, delibere. Per un totale, nei primi quattro anni, di 1.109 pacchetti di regole, il solo decreto Monti, per dire, era di 139 pagine più allegati. Una gabbia burocratica ancora più angosciante delle gabbie di ponteggi”. Inevitabile? Eppure “sei anni dopo il terremoto del ’76 in Friuli (il triplo dei morti aquilani, 45 comuni rasi al suolo, 40 gravemente danneggiati, centomila sfollati) la ricostruzione era completata, dicono i giornali dell’epoca e ricorda documenti alla mano l’autore del piano Luciano Di Sopra, per il 74%. Sei anni dopo quello del 2009, nei comuni dei dintorni del capoluogo il tempo pare essersi fermato e nel centro storico dell’Aquila i grandi cantieri aperti sarebbero 180 su 1.600. Poco più di uno su dieci”.

Arrivano su Il Fatto Quotidiano gli sviluppi del Padiglione del Costa Rica ritirato dalla prossima Biennale di Venezia. “Gregorio Rossi non molla: la mostra si farà lo stesso, sempre a Palazzo Bollani e senza il prestigioso bollino della Biennale ufficiale. Qualche artista ha disdetto, altri sono rimasti, fra i quali Jacopo Fo, che ha assicurato a Rossi la sua rinnovata presenza, insieme a quella del padre”. In che situazione si trovano le biblioteche? Riescono ancora a giustificare economicamente la loro esistenza? Domande che si pone Armando Torno su Il Sole 24 Ore, riflettendo sugli scenari futuri a partire da un libro di Virgile Stark, autore con oltre dieci anni trascorsi alla Biblioteca Nazionale di Francia: Crépuscule des bibliothèques (Edizioni Les Belles Lettres). L’edizione romana del Corriere della Sera dice la sua sull’ultima polemica capitolina: cemento armato al Foro romano? “In realtà c’è dalla fine degli anni Novanta, quando fu realizzato lo scavo. Noi siamo intervenuti per toglierlo e ripristinare le basi che dovranno accogliere plinti di acciaio inossidabile, progettati appositamente, per sostenere le colonne”, precisa il Sovrintendente Claudio Parisi Presicce, che conferma e spiega i lavori in corso al Tempio della Pace.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.